Esclusiva Basketinside.com da Matera – Conversazione con Giovanni Benedetto, verso il big match vs Omegna

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Il girone d’andata è alle spalle già da tre giornate, ma il momento è buono per un bilancio a metà di un altro percorso: quello della sua esperienza materana. Ad un anno e mezzo dal suo arrivo, infatti, Giovanni Benedetto traccia una prima linea di quanto fatto sulla panchina della Bawer, ad altrettanta distanza dalla scadenza del suo contratto prevista per il 2015 e che concluderà un primo ciclo triennale da coach dell’Olimpia. Ma che ha già prodotto risultati lusinghieri a coronamento degli sforzi di una società storica ed appassionato e riacceso in uno dei palazzetti da sempre piu’ caldi e numerosi l’amore per il basket. Giovanni, primi bilanci ad un anno e mezzo dal tuo arrivo a Matera: se n’è fatta di strada… Sapevo perfettamente cosa avrei trovato a Matera, sposando la voglia di intraprendere un percorso di crescita da parte di una società seria e storica e della quale abbiamo già scritto, con due finali raggiunte, le pagine finora piu’ importanti. Sempre all’insegna della progettualità, delle idee e di competenze acquisite che ci hanno permesso di ottenere risultati pur sfidando la crisi che attanaglia in questo periodo soprattutto il Sud e non avendo a disposizione le stesse risorse di altre società. Due finali, una di Coppa Italia e l’altra di Campionato, arrivate a sorpresa rispetto alle previsioni della vigilia. Non c’è dubbio che all’inizio della scorsa stagione eravamo accreditati al massimo per la qualificazione alla Lega Silver, che abbiamo ottenuto con sei giornate di anticipo. Nessuno avrebbe pensato potessimo essere pronti così presto per un campionato di vertice, ma che abbiamo dimostrato di meritare con un lavoro continuo e programmato fin dall’ Estate. Perchè in questo sport non si improvvisa nulla ed abbiamo viste ripagate le scelte fatte insieme all’amico Dino Viggiano, basate su un progetto di squadra prima ancora che di singoli giocatori, per le loro indubbie qualità umane oltre che tecniche e che hanno riportato Matera a parlare di basket e tanta gente a seguirci anche in trasferta. Un pò il filo conduttore che ha legato la campagna acquisti per questa prima Lega Silver. Perchè se è vero che vincere è difficile, ripetersi lo è ancor di piu’. Sapevamo fin dall’inizio che non sarebbe stato facile, che il secondo posto di un campionato non presuppone assolutamente, promossa una squadra, di fare il gran salto per forza l’anno successivo. Ne danno dimostrazione tante squadre, anche ai piani piu’ alti, che solo dopo una programmazione pluriennale sono riuscite a coronare grandi risultati. Ed è quello che accade in questa Lega Silver, dove il livello è alto con una concorrenza molto alta e non è assolutamente scontato che si vinca ogni partita. L’inizio, tra l’altro, non è stato dei migliori. Però il lavoro paga sempre e negli ultimi due mesi ha dato importantissimi riscontri. Non è stato facile perchè ci abbiamo messo di piu’ a trovare i nostri giusti equilibri, applicando al nuovo roster i principi della nostra organizzazione di squadra. Siamo stati bravi a non smarrirci nei momenti di difficoltà ed ad uscirne con la forza, come sempre, del gruppo che ha creduto nel lavoro svolto quotidianamente. Ed ora, a dodici giornate dal termine, la tua Bawer è ancora lì. Nonostante le dirette concorrenti non abbiano evitato di ricorrere al mercato. Il nostro miglior acquisto, oltre a Giovanni Basso che ci permetterà di allungare le rotazioni e soprattutto poterci allenare in condizioni ottimali come spesso non succedeva in caso di infortunio ed in assenza di un settore giovanile da cui attingere, è senz’altro stato un chilo di pazienza. Quella che ci ha fatto superare i momenti delicati senza mai, però, farci perdere la fiducia. Ed ora raccogliamo i frutti di un lavoro che ci ha fatto superare i momenti delicati senza mai, però, farci perdere la fiducia. Ed ora raccogliamo i frutti di un lavoro che parte da lontano, senza che per forza ci sia stata una svolta vera e propria, ma con la continuità e la grande predisposizione al lavoro di tutti i giocatori. La crescita importante degli uomini della panchina è, infatti, ulteriore dato della nostra crescita costante. Giocatori capaci di mettersi in discussione, di sposare la causa Bawer anche con sacrifici personali e di vedere migliorato il loro rendimento al pari di quello della squadra. Le qualità umane, come detto, di ogni singolo giocatore hanno ricoperto un ruolo essenziale nelle scelte fatte ed un valore aggiunto fondamentale per i nostri risultati. Giocatori in grado di volersi migliorare sempre, nonostante l’età magari non piu’ giovanissima, e premiati da risultati che ne hanno impreziosito le rispettive carriere. Qualità umane prima ancora che tecniche, uscite fuori in un momento per te molto delicato, con la scomparsa del caro papà. Era la partita di Bari e nonostante l’accaduto, tu eri regolarmente al tuo posto in panchina. Si, è stata in quella circostanza che ho avuto la percezione delle qualità dei giocatori che ho a disposizione, in grado di una risposta importante in un momento sicuramente per me particolare. Con una vittoria che ha rispettato appieno il volere di mio padre, quello cioè di mettere il lavoro davanti ad ogni cosa e farmi sedere regolarmente in panchina. Nessuna svolta repentina, ma con 7 vittorie nelle ultime 9 partite e due sole sconfitte al fotofinish peraltro con le prime due della classe, è evidente che la marcia negli ultimi due mesi sia decisamente cambiata. Il tutto condito dalla grande prestazione, difensiva soprattutto, di Treviglio. E’ l’aspetto in cui si è tradotta la fiducia e l’abnegazione che questa squadra ha sempre mostrato, con quattro vittorie in trasferte nelle ultime cinque gare, spesso con scarti superiori ai venti punti e su campi importanti contro avversarie dirette, differenza netta rispetto alla stagione scorsa, dove non avevamo vinto su alcun campo delle prime nove della classifica finale. E’ migliorata la gestione della partita e la capacità di adattarsi in corsa alle diverse difficoltà, potendo vincere indifferentemente ai 70 o ai 90 punti, su campi come Roseto, Mantova, Treviglio e Casalpusterlengo: tutte squadre in lotta per i playoff. Difficile fare previsioni e promesse in un campionato così equilibrato. Ma la sensazione, a volte, è che per quanto fatto lo scorso anno, qualcuno sottovaluti la seconda stagione consecutiva a grandi livelli che Matera sta disputando. Non si può improvvisare nulla, come già detto, ed i risultati nascono da una programmazione pluriennale e dalla possibilità di fare investimenti economici e tecnici importanti. La stessa Agrigento ha dato continuità con un bravo allenatore come Ciani al quarto anno consecutivo in Sicilia e le due promozioni dalla B2 e le tre qualificazioni consecutive alla Coppa Italia premiano un lavoro a lungo termine. Pur non essendoci alcun risultato scontato o ragione innata per cui arrivati secondi dobbiamo vincere per forza, anche noi siamo nuovamente ad alti livelli, sintomo di come quanto accaduto non sia un caso e della bontà della nostra programmazione nonostante una situazione economica non al pari delle altre ed un unico forte imprenditore alle spalle ed un limitato numero di altri professionisti che a costo di sacrifici personali, fa sì che questa avventura possa continuare. Nessuna promessa, dunque, ma una rinnovata fiducia scandita non dalle parole, ma dai risultati e dalle prestazioni che questa squadra colleziona ormai ininterrottamente da Dicembre. La nostra tenuta mentale, cresciuta alla distanza dopo le difficoltà iniziali, ci ha permesso di cambiare marcia. Del resto ci sta che si possa perdere qualche partita visto il livello, la competitività e gli investimenti degli avversari, ma l’abbiamo fatto sempre lottando fino all’ultimo tiro. Quindi d’ora in poi la promessa è quella di continuare a lavorare e voler crescere in maniera costante, perchè i risultati saranno una naturale conseguenza di quanto fatto durante la settimana. Non solo fino a fine stagione, ma almeno per questo altro anno e mezzo di contratto che mi lega a questa società. Anche perchè la scintilla con Matera è scattata fin da subito. E’ una città che ci ha adottato, ci ha resi parte integrante della sua comunità fin da subito ed è un onore, tra le altre cose, attraverso il nostro progetto sportivo, contribuire a diffonderne la candidatura a capitale europea della Cultura per il 2019. La nostra vittoria piu’ bella, finora, è stata senza dubbio quella di aver riportato gente al palazzetto. Non solo lo zoccolo duro che ha sempre seguito questa squadra, ma tanti neofiti che si sono avvicinati al basket grazie a noi ed hanno regalato spesso, in termini di calore numero, un colpo d’occhio emozionante. Del resto è vero che con i risultati dello scorso anno sia aumentata la pressione a vincere, ma è una pressione stimolante che siamo riusciti a trasmettere anche quest’anno. Scommettendo senza dubbio sul desiderio di un’intera tifoseria, affascinata dal suo carisma e dalla sua leadership, di vedere il nome di Benedetto legato ancora a lungo a questa società e di vivere, bissando la stagione scorsa, un altro campionato ancora ricco di soddisfazioni.

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