[ESCLUSIVA] Matteo Montano: “Obiettivo Serie A, Urania Milano è una grande famiglia”

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Montano Urania

Archiviata la sconfitta al supplementare di Pistoia, per l’Urania Milano sono arrivati ben 8 giorni di riposo prima dell’ottavo turno di campionato. Una sconfitta che, se da un lato certifica un buon stato di forma per i ragazzi di coach Villa, dall’altro denota ancora quella mancanza di continuità già evidenziata nelle settimane precedenti, non riuscendo a centrare ancora una striscia di vittorie. Certo, Pistoia è avversario di livello, e l’andamento della gara non può che far sorridere i tifosi milanesi, nonostante la classifica reciti ora uno score di 3W/4L.

Nel monday night di domani arriva all’Allianz Cloud la Staff Mantova per una sfida che si preannuncia incerta e combattuta. I virgiliani, dopo 4W di fila, si sono inceppati perdendo le successive 3 gare, anche se tutte dopo finali al cardiopalma. Roster profondo ed esperto, che a Thompson e Stojanovic affianca un reparto italiani di veterani della categoria.
A presentarci il posticipo di domani sera è Matteo Montano, guardia di Urania, pilastro da ormai 3 stagioni della società meneghina. Al Principe (come amano chiamarlo i suoi tifosi) la parola!

ph: Stefano Gariboldi

Ormai, al terzo anno in maglia Urania, sei considerato una bandiera della società. Cosa è cambiato in questi anni?
Sicuramente è un piacere essere considerato tale. In tutte le squadre in cui ho giocato ho sempre cercato, in primis, di creare legami umani importanti, come poi è successo qui in Urania. Non a caso questo è il terzo anno, e come me anche il club cerca di perseguire questo valore fondamentale, un quid in più condiviso da entrambe le parti.
Urania è per me una grande famiglia, siamo insieme da tre anni, non mi hanno mai fatto mancare nulla e sono sempre stati presenti.

La consapevolezza del giocatore che sono è mutata nel corso del tempo, mi sento diverso rispetto al passato, sono ormai un veterano, arrivato quasi a trent’anni, e mi porto dietro quegli oneri che ciò comporta: cerco di essere un punto di riferimento per i miei compagni di squadra, soprattutto per i più giovani, dentro e fuori dal campo. Da parte del club è cambiata la consapevolezza di ciò che a cui si andava incontro: venivano dalla B, non conoscendo il campionato, ma questi anni han fatto capire anche a loro che, lavorando in un determinato modo, si può fare bene. C’è ancora molto da lavorare, soprattutto se si vuole alzare ulteriormente l’asticella, ma la strada è quella giusta.

In questo lasso di tempo hai avuto una crescita esponenziale: su quali aspetti del gioco hai lavorato maggiormente? C’è ancora qualcosa su cui ti senti di dover porre il focus?
Sono consapevole di essere cresciuto tanto nell’ultimo periodo, non è frutto del caso ma grazie al lavoro (tanto) svolto nel corso del tempo, soprattutto d’estate: durante la off-season spendo dalle sei alle otto settimane in palestra per migliorarmi a livello sia fisico che tecnico insieme a Davide Lamma. Cerco di migliorare tutti gli aspetti del mio gioco, partendo dal palleggio, ponendo poi il focus sul passaggio, le varie letture sul pick’n’roll…

Ho tanto da migliorare, come credo ogni giocatore, non c’è un limite di età a cui smetti di crescere. Anche se mi sto avvicinando ai trenta, pure a quaranta credo che uno possa ancora alzare il livello. Sicuramente una cosa su cui ho fatto passi avanti, ma che non mi soddisfa ancora appieno, sono le letture sui p’n’r.

ph: Stefano Gariboldi

Da bolognese doc, nato e cresciuto in maglia effe, cosa ne pensi del momento della Fortitudo? È un tuo obiettivo poter tornare a giocarci?
Da tifoso fortitudino dispiace vederla nelle parti basse della classifica, come spiace vedere che alcune scelte errate abbiano destabilizzato un po’ l’andamento della squadra ed abbiano portato a dei cambiamenti in corsa. Ciò non ha giovato ne alla squadra, men che meno alla chimica del gruppo.
Ma diciamo che la sofferenza, la resilienza, il saper soffrire… Sono tutte caratteristiche insite nel DNA Fortitudo, purtroppo o per fortuna (ridendo)! Sono sicuro che ci sarà modo di uscire da momenti così complicati.

Il mio obiettivo è quello di giocare in A1, ovvio che centrarlo con la maglia biancoblu sarebbe un plus, oltre che motivo di estremo orgoglio e con un sapore ancor più speciale.

Sembra che ciò che manca maggiormente alla tua Urania, ora, sia continuità, non riuscendo ad infilare due prestazioni solide consecutive. Come uscire da questa alternanza W/L ed anche da alcuni blackout durante le partite stesse?
Non c’è la formula magica, dall’esperienza che ho accumulato l’unico modo per uscire da un momento così altalenante è quello di lavorare duro in palestra. Fare ciò che dobbiamo, seguire ciò che ci dice coach Villa, avere ancora maggiore attenzione nei dettagli: sono sicuro che le vittorie per Urania arriveranno e ciò che stiamo seminando darà i suoi frutti.


Noi lo stiamo facendo, abbiamo avuto anche un nuovo inizio, coinciso con l’arrivo di Nikolic. Ora ora sono fiducioso e positivo: piano piano riusciremo a trovare quella solidità che, ad oggi, è mancata.

Venite dalla prima partecipazione ai playoff, in una piazza calda come Milano: quanto è dura migliorare ulteriormente questi risultati in un campionato complicato ed estenuante come la A2?
L’anno scorso è stato un signor campionato: abbiamo chiuso quinti la regular season, con un pizzico di rammarico per la serie playoff con Verona. Loro erano al massimo della forma, quelle tre partite non sono andate benissimo, ma non hanno tolto nulla all’ottimo lavoro fatto sino ad allora. Rimarrà un’annata da ricordare!

L’A2 è un campionato lungo, difficile, ma credo non si debba guardare troppo avanti, ma darsi degli obiettivi nel breve, viversi il momento e pensare partita dopo partita. Tutte le gare sono toste, bisogna affrontarle una alla volta dando ad ognuna la giusta concentrazione, senza sottovalutarne alcuna. L’unico modo è questo, viversi la stagione senza troppe paturnie, ma giocando ogni match al massimo delle nostre possibilità. Poi se gli avversari sono più bravi gli stringiamo la mano! Cerchiamo di viverci ogni momento, senza andare troppo oltre.

Mantova viene da un momento negativo, con 3 sconfitte filate, nonostante tutte a seguito di partite combattute. Come valuti gli avversari di lunedì?
Mantova è un ottimo avversario, caratterizzato da un roster lungo e con giocatori di grandissima qualità. Venendo da tre sconfitte consecutive avranno il coltello tra i denti, ma noi non siamo da meno: il supplementare a Pistoia, contro una grande squadra, è ancora fresco. Abbiamo qualche giorno in più di recupero, giocando di lunedì, e sarà sicuramente una bella partita, gli stimoli li avremo sia noi che loro. Ci è mancata la vittoria domenica scorsa per dei dettagli, nonostante una super prestazione, ma lunedì sarà il momento giusto per rifarsi!

ph: Stefano Gariboldi

Che partita ti aspetti e quali sono le chiavi per Urania per limitare uno degli attacchi più prolifici del girone?
Mi aspetto una partita tosta, loro vanno ad un ritmo altissimo, ci sarà da difendere forte. Sono lunghi, con tanti giocatori di talento e tutti possono fare la prestazione della serata. Noi dobbiamo difendere di squadra, essere duri ed alzare il livello di attenzione e concentrazione per limitare quegli errori, quei dettagli di cui sopra, e far sì che una sconfitta (come domenica) diventi una vittoria.

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