EUROLEGA, Gir. D: Kuban e Maccabi alla Top16, Stella Rossa orgogliosa ma sconfitta. Lietuvos Rytas quasi fuori

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basketsession.com Il ruggito del Pionir non è bastato. Alla fine di una rimonta pazzesca i padroni di casa non sono riusciti a far gioire i propri tifosi: la spunta il Maccabi, che grazie alla doppia vittoria negli scontri diretti contro i Serbi, stacca il biglietto per la qualificazione alla Top16. Altro verdetto di giornata è come noto la qualificazione della Lokomotiv Kuban; ultimi due posti a disposizione che presumibilmente vedranno una lotta a tre tra Stella Rossa, Panathinaikos e Vitoria, il Lietuvos Rytas si aggrappa solo alla matematica, ad oggi appare arduo pensare ad una chance di qualificazione. La cronaca: grande equilibrio nei primi 10 minuti, con Big Sofo a farla da padrone per gli ospiti (10 punti su 18 totali), i biancorossi rispondono colpo su colpo e grazie a Mitrovic e Blazic riescono a chiudere il primo quarto avanti di 4 lunghezze (22-18). Nel secondo periodo ancora grande incertezza: nessuno riesce a scappare, Jenkins e Nelson per i padroni di casa, Schortsanitis e Pnini per gli ospiti mantengono il match sul binario del punto a punto. Si va al riposo lungo col Maccabi avanti di 2 (35-33) grazie alla bomba di Ricky Hickman. Nella terza frazione arriva lo strappo ospite: l’asse play-pivot Ohayon-Schortsanitis funziona meravigliosamente, e gli uomini di coach Blatt piazzano un parziale che li issa fino al + 16 dell’ultimo riposo (62-46). Ma i Serbi sono gente dura a morire, è risaputo. Baby Shaq è devastante (22 punti in 16 minuti per lui alla fine) e piazza addirittura il +18 in apertura di ultimo periodo: la sveglia per la Stella Rossa viene attivata da Nelson, Schilb e Radenovic completano l’opera. Il pareggio a quota 76 arriva a 14 secondi dal termine. Ci pensa il veterano David Blu a mettere i 2 liberi decisivi, non senza patemi (2 punti frutto di un doppio 1/2 dalla lunetta). L’errore finale di Nelson è decisivo. A festeggiare sono gli Israeliani, ma con questo spirito, la Stella Rossa può giocarsi ancora qualche chance di qualificazione. (Sergio Trombetta) CRVENA ZVEZDA BELGRADO 76-78 MACCABI TEL AVIV (22-18, 11-17, 13-27, 30-16) Crvena Zvezda Belgrado: Cvetkovic N.E., Mitrovic 6, Lazic 5, Blazic 7, Simonovic 9, Marjanovic 4, Radenovic 12, Katic 2, Ristic N.E., Nelson 12, Jenkins 8, Schilb 11. Maccabi Tel Aviv: Rice 7, Smith 11, Hickman 3, Ingles 8, Tyus 8, Pnini 9, Cohen 0, Ohayon 6, Blu 4, Landesberg N.E., Schortsanitis 22, Naimy N.E.  

  Partita della verità nel gruppo D quella tra la Lokomotiv Kuban, che con una vittoria sarebbe la prima squadra di tutto il torneo a ricevere il prestigioso biglietto delle Top 16, e il Lietuvos Rytas, che in caso di accumulazione di un’altra L si troverebbe ad un passo dal punto di non ritorno, che può contare su una Siemens Arena carica di entusiasmo e di speranze e condita da 4.900 presenze. Nel primo quarto Gecevicius trova subito la ventitreesima tripla della sua Eurolega, che lo vede sempre più capocannoniere di questa specialità, e coadiuvato dal monopolio sotto le plances di Juan Palacios, 6.3 di media, e Renaldas Seibutis, vede il Lietuvos piazzare la prima mini-fuga della partita sull’11-6 al 5′, che costringe coach Pashutin chiamare il suo primo timeout. L’effetto sveglia per la Lokomotiv arriva con l’MVP dell’ultima finale di Eurocup Richard Hendrix, che schiaccia di prepotenza l’11-8, ma il primo quarto racconta molto del prodotto dell’università di Louisville Juan Palacios, che mette a referto 8 punti e porta i padroni di casa fino al +7. Kalnietis e Maric avvicinano i russi, che vengono spazzati di nuovo indietro dall’ennesima bomba di Gecevicius e dal lay-up di Lydeka, i quali chiudono il primo quarto sul 24-16 per il Lietuvos Rytas. Nel secondo quarto batte un colpo Marcus Williams, sul 24-20, prima che un inaspettato protagonista come Aleks Maric avvii la rimonta della Lokomotiv, legittimata dal sorpasso sul 26-27 con il canestro di Hendrix, su assistenza proprio di Maric, e da un immediato +5 scritto da un Kalnietis “On fire” al 17′. Da qui è un monologo Lokomotiv, che tocca il massimo vantaggio di +11 sul 28-39 e chiude il secondo quarto avanti per 31-39, costringendo i padroni di casa a segnare solo 7 punti nella loro frazione, decretando un’involuzione importante rispetto ai 10 minuti iniziali. Ti aspetti una scossa dei padroni di casa, che hanno estremo bisogno dei due punti in palio, invece il terzo quarto continua sulla falsariga del secondo, con la Lokomotiv che mantiene il suo bottino di vantaggio, mandando in ritmo anche un Derrick Brown fino a quel momento in fase di “low production”, e stabilendo la sua media di vantaggio di 10 punti, che poi straborda gli argini, toccando il +17 sul 38-55 al 27′. La Lietuvos abbandona lentamente la scena, coach Bauermann allarga e stringe i quintetti, mescola e rimescola le carte, ma il ricavo è puntualmente spoglio e mancante dell’energia necessaria a riprendere i buoi scappati dal recinto. La sirena del 30′ dice 40-61 Lokomotiv, e, dato sconfortante, 16 punti in 20 minuti per il Lievutos, 16-45 il computo totale prendendo in esame il secondo ed il terzo quarto. Il quarto periodo è puro garbage time, la Lokomotiv amministra il suo vantaggio senza affanni e l’unica utilità degli ultimi dieci è di rimpinguare le statistiche, con Derrick Brown che tocca quota 20 punti, top scorer della partita, e Seibutis quota 15. Alla sirena il punteggio è di 53-84: la Lokomotiv Kuban espugna quindi la Siemens Arena senza l’infortunato Simon, ed è la prima squadra dell’Eurolega ad aggiudicarsi le Top16, in virtù delle 6 vittorie ed una sola sconfitta fino a qui per gli uomini di Pashutin, il cui cammino si può definire in assoluti termini di “adhocrazia”, mentre in casa Lietuvos le parche sembrano già tendere il filo sinistro dell’eliminazione. LIETUVOS RYTAS 53–84 LOKOMOTIV KUBAN (24-16, 31-39, 40-61) Lietuvos Rytas: Tepic 4, Babrauskas, Palacios 13, Seibutis 15, Glyniadakis, Gecevicius 6, Lideka 4, Cook 3, Songaila 6, Jelovac 2, Dambrauskas. Lokomotiv Kuban: Grygoriev 2, Brown 20 , Williams 4, Hendrix 14, Kalnietis 10, Lykhodey 2, Jasaitis 10, Kolyushkin 2, Zubkov 6, Zukhanenko 2, Maric 12 LABORAL KUTXA VITORIA 79 – 77 PANATHINAIKOS ATENE Partita incredibile quella andata in scena alla Buesa Arena di Vitoria, ancora una volta sold out: i padroni di casa di Vitoria strappano una vittoria in un finale al cardiopalma, totalmente inaspettato dopo l’inizio veemente dei baschi, e questo a tutto merito di un indomito Panathinaikos. Il Laboral con un avvio spaziale infatti (9 delle prime 10 triple a bersaglio), tenta la fuga già nel primo quarto, e a metà secondo per il Pana c’è già una montagna da scalare. Il liet motif è sempre lo stesso, e sia San Emeterio, sia Bjelica, non mostrano alcuna pietà, in particolare il primo, che chiuderà con 15 punti frutto di un irreale 5/7 dall’arco. Si va negli spogliatoi sul 42 – 21 e partita virtualmente già chiusa. “Virtualmente” perchè il team ateniese non è proprio una matricola, anzi, tutt’altro, e il -21 non rappresenta la realtà della situazione, in quanto l’inerzia della gara, negli ultimi due minuti, era passata ormai nelle sapienti mani di Diamantidis e compagni, che hanno chiuso il secondo periodo con un parziale di 8-0 ancora aperto. Il ritorno non cambia quanto visto nel finale, e fa si che il Pana voli sulle ali dell’entusiasmo, mentre Vitoria sembra ormai nelle sabbie mobili: il +21 è un lontano ricordo, e Maciulis e Ukic regalano il sorpasso dei “verdi” sul 57-58, con un sono 2-14 in avvio di terzo quarto. Nell’ultimo periodo però, i baschi ritrovano fluidità, restano concentrati nonostante la “botta” subita a cavallo tra secondo e terzo quarto, e conducono in porto la gara, ma non senza spaventi. Duri a morire, il Pana trova una tripla a pochi secondi con l’ex Milano Fotsis, non troppo incisivo per lì, ma questa volta è Diamantidis a far cilecca allo scadere, e Vitoria puo’ alzare le mani in segno di vittoria. Una vittoria che vale oro, perchè regala il terzo posto nel girone ai danni proprio degli ateniesi. LABORAL KUTXA VITORIA 79 – 77 PANATHINAIKOS ATENE (34-19; 55-44;65-62) Vitoria: Heurtel 10, Mainoldi, Hamilton 2, Kaukenas 6, Hodge 6, San Emeterio 15, Pleiss 9, Kelati 8, Jelinek 6, Bjelica 17. Panathinaikos: Bramos, Curry, Batiste 2, Fotsis 6, Ukic 14, Lasme 1, Mavrokefalides 6, Diamantidis 19, Gist 6, Pappas 4, Maciulis 19, Giankovits.   CLASSIFICA GIRONE D: LOKOMOTIV KUBAN KRASNODAR 12 (6-1) MACCABI TEL AVIV 10 (5-2) LABORAL KUTXA VITORIA 8 (4-3) PANATHINAIKOS ATENE 6 (3-4) CRVENA ZVEZDA BELGRADO 4 (2-5) LIETUVOS RYTAS VILNIUS 2 (1-6)