Inside A2 Final Eight – Treviso, una vittoria per spazzare via il momento no

Al terzo tentativo la De’ Longhi punta, quanto meno, a passare i quarti di finale. Il periodo non è certo dei migliori ma l’obiettivo finale non è irraggiungibile.

di Gianmarco Tonetto

Al terzo tentativo la De’ Longhi punta, quanto meno, a passare i quarti di finale. Il periodo non è certo dei migliori ma l’obiettivo finale non è irraggiungibile.

IL MOMENTO – Dopo aver chiuso il girone d’andata con un record di 12 vittorie e 3 sconfitte, la De’ Longhi ha aperto il girone di ritorno perdendo 4 delle 8 partite giocate. Il momento no dei ragazzi di Pillastrini si protrae ormai da molto tempo e lo si può far risalire al periodo natalizio con lo schiaffo rimediato a Cividale contro Udine; da quel 26 dicembre si sono alternati degli alti, vedi le prestazioni in casa contro Trieste e Piacenza, a dei bassi come le partite con Verona, Fortitudo e Jesi. Attualmente il livello di gioco espresso non è certo dei migliori e la cessione di DeCosey, nell’ultimo periodo ai margini delle rotazioni, con la conseguente perdità di un americano limitano le frecce nella faretra trevigiana; c’è però da dire che pur non esprimendosi al meglio, la squadra, grazie alla miglior difesa del girone e a qualche fiammata dei propri singoli è ancora in un’ottima posizione in classifica, pronta ad uscire da queste sabbie mobili. Magari con un aiutino dal mercato.

LA CHIAVE – Come sappiamo la Coppa Italia prevede scontri incrociati tra i due gironi e affrontare una squadra “sconosciuta” con la quale non si è mai giocato in stagione nasconde sempre qualche incognita. Lo staff tecnico trevigiano, siamo piuttosto sicuri, cercherà di accantonare i tatticismi riducendoli al minimo e punterà sui propri punti di forza: coralità, difesa e circolazione di palla. La chiave è quindi guardare e pensare a se stessi e nella settimana a disposizione esaltare i propri punti di forza come l’aggressività difensiva che permetterà a giocatori come Negri, Fantinelli e Moretti di correre in contropiede. Nel gioco a metà campo, invece, la parola d’ordine dev’essere “coralità”, Nell’ultimo mese il numero delle perse è vertiginosamente aumentato mentre quello degli assist, soprattutto quelli di Fantinelli, è sensibilmente diminuito. Coralità e generosità quindi, per trovare il giocatore migliore nella situazione migliore e non forzare giocate che potrebbero produrre due punti facili per gli avversari.

IL PUNTO DI FORZA – Per garantire la circolazione di palla tanto cara a coach Pillastrini c’è bisogno di un abile maestro d’orchestra come Matteo Fantinelli. Il capitano di TVB non sta attraversando un periodo felicissimo e forse molte delle lacune attuali della squadra dipendano dal suo calo di prestazione, vero barometro della formazione. Ma il vero punto di forza dei biancoblu è l’imprevedibilità, non essendoci una vera e propria bocca da fuoco, gli avversari non trovano quei riferimenti sui quali concentrare la propria difesa. Treviso è così, una squadra dalle molte facce dove una sera il “go t“ guy” può essere Moretti, un’altra Saccaggi e la volta dopo Perry. Una cosa però è certa, tutto deve partire dall’aggressività e concentrazione difensiva, non a caso si è la miglior del torneo.

IL PERICOLO – Oltre al prolungato momento sottotono, Treviso è afflitta da una grande incognita (o forse una certezza negativa), la squadra è attualmente priva di uno straniero, USA/europeo/passaportato che sia, in quanto DeCosey, dopo non aver mai convinto a pieno ed essere stato relegato ai margini delle rotazioni, è stato tagliato e si è accasato a Chieti. Questa privazione in campionato si è dimostrata un problema relativo, ma in una Kermesse come la Coppa Italia con 3 possibili partite in 3 giorni potrebbe rivelarsi davvero pesante costringendo agli straordinari il gruppo italiano. I rumors di mercato delle ultime due settimane sono stati moltissimi e la dirigenza ha dichiarato di voler inserire uno straniero per queste Final Eight, ma ha anche affermato di non voler affrettare i tempi per trovare il miglior giocatore possibile con caratteristiche adeguate al gioco di Pillastrini. Sembra dunque improbabile, a meno di una settimana dall’inizio dei quarti di finale, che si trovi questo giocatore ideale. Ty Abbott docet.

IL JOLLY SORPRESA – Magari la dirigenza cala l’asso e ci smentisce regalandoci lo straniero perfetto, e sarebbe sicuramente la sorpresa migliore per tutti (tranne che per Roma ovviamente). Guardando a chi c’è in casa, invece, il jolly potrebbe essere La Torre, altalenante e non sempre concentrato per tutti i minuti che è in campo, ma il talento c’è e lo si è visto contro la Virtus. Andrea ha tanti punti nelle mani, è pericoloso dal perimetro e vicino al ferro, basta solo che non si incaponisca a palleggiare e a voler fare il playmaker.

IL ROSTER

3 Jesse Perry Ala/Centro 200 27
4 Eugenio Rota Playmaker 180 17
5 Andrea La Torre Guardia/Ala 204 19
7 Davide Moretti Playmaker/Guardia 188 18
8 Lorenzo De Zardo Guardia/Ala 199 18
9 Dorde Malbasa Ala 196 21
10 Simone Barbante Ala/Centro 211 17
13 Matteo Fantinelli Playmaker 195 23
14 Andrea Saccaggi Guardia 190 27
15 Tommaso Rinaldi Centro 204 32
16 Matteo Negri Guardia/Ala 194 25
18 Federico Poser Ala 203 17
20 Andrea Ancellotti Cento 212 28
23 Nicola Artuso Playmaker/Guardia 192 17
24 Leonardo Marini Guardia 190 19

Allenatore: Stefano Pillastri
Assistenti allenatori: Francesco Tabellini e Gabriele Galigani

TOP SCORER: Jesse Perry (12.6 ppg)
BEST TWO-POINTER: Jesse Perry (82/160, 51%)
BEST THREE-POINTER: Andrea La Torre (14/31, 45%)
BEST REBOUNDER: Jesse Perry (9.1 rpg)
BEST ASSIST-MAN: Matteo Fantinelli (5.8 apg)

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