Inside A2 Final Eight – Trieste continua a vincere presentandosi al meglio per la Coppa Italia

Dopo una avvio da brivido con una vittoria su cinque partite; la truppa di Dalmasson è riuscita ad invertire la rotta e conquistarsi il week-end bolognese col miglior record casalingo della A2 per il girone est.

di Marco Novello

Dopo una avvio da brivido con una vittoria su cinque partite; la truppa di Dalmasson è riuscita ad invertire la rotta e conquistarsi il week-end bolognese col miglior record casalingo della A2 per il girone est.

IL MOMENTO-Un avvio degno dei migliori film di Hitchcock e finale di girone chiuso con numeri strepitosi; questo in sostanza il riassunto della prima metà di stagione dell’Alma Trieste. Dopo le prime cinque giornate le vittorie, anzi l’unica vittoria era giunta contro Chieti; ma dalla sesta di campionato in avanti le affermazioni sono aumentate tanto da portare la squadra alabardata fino alla terza posizione con un record di 9W-6L impensabile dopo l’inizio da incubo. Buona parte di questi successi sono frutto del fortino Alma Arena, vero e proprio talismano della squadra giuliana che viene trascinata ad ogni uscita dal suo pubblico caloroso ed attualmente uno dei campi più difficile da espugnare. Roberto Prandin, rientrato in settimana contro Recanati dopo un lungo infortunio, guarda speranzoso a questa kermesse: “Stiamo vivendo un ottimo periodo di forma a livello mentale, purtroppo a livello fisico stiamo avendo molti acciacchi ed infortuni nell’ultimo periodo che non ci permettono di lavorare bene in settimana. Spero comunque di non fermarmi solo un giorno, anche se ovviamente le favorite, anzi la favorita d’obbligo è un’altra squadra; ma noi andremo lì dando il 100% e poi sono partite secche tutto può succedere.”

LA CHIAVE-Il punto di svolta della stagione è stata la vittoria ottenuta a fil di sirena in casa contro Ravenna, da quel momento Trieste ha saputo declinare quasi a memoria il verbo vincere con 16 trionfi in 19 partite riportandosi nelle zone nobili della classifica. Sfida che è stata perciò il turning point della squadra alabardata in tutti i sensi, sbloccandola sia a livello mentale che di gioco esaltando di volta in volta i singoli e la coralità del gruppo guidato in panchina da coach Dalmasson, tanto da ricevere consensi per il suo lavoro anche dai piani alti.

IL PUNTO DI FORZA-Il giocatore che più di tutti ha impressionato pubblico ed addetti ai lavori per il rendimento è indubbiamente il rookie Javonte Damar Green. Guardia americana che può coprire bene tre ruoli, è un ottimo attaccante viaggia a 15.4 punti ad allacciata di scarpe a cui aggiunge anche 5.4 rimbalzi; ma soprattutto un ottimo difensore con i suoi quasi 3 palloni recuperati e per questo viene spesso impiegato come abile marcatore sull’uomo più pericoloso della squadra avversaria. Da sottolineare inoltre i suoi canestri decisivi, giunti quasi sul gong, per le vittorie contro Ravenna e Mantova, molto importanti ai fini della classifica.

IL PERICOLO-Il vero pericolo che può interrompere l’ottimo cammino intrapreso dai triestini, sia in Coppa Italia che nel proseguo del campionato, sono gli infortuni che hanno martoriato a lungo la squadra di Dalmasson, Si possono contare sulle dita di una mano, infatti, le partite in cui l’allenatore veneto ha potuto contare su un roster sano al 100%, ma anche nelle difficoltà la squadra ha sempre risposto presente sopperendo così alle non buone condizioni fisiche.

IL JOLLY SORPRESA-L’arma in più su cui l’Alma questa stagione può contare è indubbiamente Matteo Da Ros che, dopo un anno travagliato a Verona, sta tornando a mettere insieme numeri davvero interessanti. Punti e rimbalzi sono indubbiamente le cose normali che un coach chiede al suo lungo, ma il dato che più sorprende sono i 3.7 assist a partita che il giocatore lombardo abbina alle altre voci statistiche. Un playmaker aggiunto di 204 centimetri di certo non è cosa che tutte le squadre possono vantare.

LA NOVITA’-Ad inizio stagione Trieste soffriva molto la fisicità avversaria sotto canestro così la società ha deciso di puntare su un giocatore di esperienza da mettere come totem dentro l’area. Il regalo perciò che la dirigenza ha deciso di fare a squadra e tifosi alabardati risponde al nome di Alessandro Cittadini, giocatore navigato per questa categoria nonché reduce, l’anno precedente, dalla promozione in A con Brescia. In 14 partite giocate il “Citta” ha portato il suo apporto alla squadra giuliana sia in campo che fuori facendo da chioccia ai giovani lunghi nel roster triestino.

IL ROSTER

2 Jordan Parks Ala Grande 201 cm, 22 anni
3 Stefano Bossi Play/Guardia 185 cm, 22 anni
4 Andrea Coronica Guardia 188 cm, 23 anni
5 Javonte Damar Green Guardia/Ala Piccola 193 cm, 23 anni
8 Massimiliano Ferraro Ala Piccola 198 cm, 18 anni
10 Andrea Pecile Playmaker 187 cm, 36 anni
11 Lorenzo Baldasso Guardia 192 cm, 22 anni
14 Enrico Gobbato Guardia 188 cm, 18 anni
15 Alessandro Simioni Centro 204 cm, 18 anni
17 Roberto Prandin Playmaker 188 cm, 30 anni
20 Matteo Da Ros Ala Grande 204 cm, 27 anni
55 Alessandro Cittadini Centro 207 cm, 38 anni
Allenatore: Eugenio Dalmasson, Assistente: Matteo Praticò.

TOP SCORER: Javonte Damar Green (15,4 ppg)
BEST TWO-POINTER: Jordan Parks (117-198 59%)
BEST THREE-POINTER: Javonte Damar Green (34-80 43%)
BEST REBOUNDER: Jordan Parks (7.6 rpg)
BEST ASSIST-MAN: Matteo Da Ros (3.7 apg)

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  1. massimoesse - 4 anni fa

    Green un po’ sottotono nell’ultimo mese, il punto di forza resta lo spirito di squadra. Giocatori affiatati che si trovano a occhi chiusi, spinti dall’entusiasmo di una città in cui la pallacanestro viene prima del calcio. Favorita la Virtus, ma i nostri muloni venderanno cara la pelle!

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