La DNA Silver…secondo Paolo Taddeo/5 – Nel mezzo del cammin…

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Giro di boa del campionato DNA Silver con Ferrara, già campione d’inverno, e Agrigento che strappa il secondo biglietto per le FinalSix di Coppa Italia, rimontando un incredibile avvio negativo su Mantova, capace di deflagrare, subito dopo la palla contesa, in tutta la sua potenza offensiva al PalaMoncada: 0-12 in 2’, ma anche +13 prima dell’intervallo lungo grazie a Ranuzzi (3/5 da tre) e Jefferson (17, high personale di rimbalzi). È Chiarastella a guidare i “magi” siciliani alla conquista dei due punti che si manifestano col punteggio di 78-73. E rileggendo la prima gara dell’anno della Fortitudo – che promuove alla terza partecipazione consecutiva in Coppa la formazione di Ciani – sembra quasi di rivedere il film del campionato, con partenza ad handicap: due vittorie nelle prime sei gare e “rincorsa” con una serie di otto successi nelle successive nove partite.

La capolista Ferrara cade a Roseto, dove coach Trullo ottiene la sua prima vittoria interna dopo il ritorno sulla panchina degli Sharks, in un match che, a causa dei numerosi infortuni su entrambi i fronti (per gli abruzzesi Sowell e Metreveli, per i romagnoli Casadei, Infante e Flamini), poteva giocarsi anche… in infermeria. Stanic (14 punti, 10 assist e 5 recuperi) dirige il concerto davanti ai consueti “over 2000” del PalaMaggetti: il 77-69 finale (eccellente ma inutile il 7/10 nelle triple del ferrarese Mays) rappresenta una delle poche volte (solo cinque su quindici) in cui le gare degli “squali” giungono al suono della sirena con meno di 10 punti di scarto.

Un dato caratterizzante l’intero girone di andata è l’incremento delle vittorie in trasferta in Silver: in 120 incontri, “solo” 71 volte ha prevalso la squadra di casa, facendo lievitare i successi “on the road” oltre la soglia del 40% (49, per l’esattezza corrisponde al 41%). Giusto per fare un veloce raffronto, la DNA passata a fine stagione regolare registrò una netta predominanza dei successi “in maglia bianca”: 68% (più del doppio rispetto al 32% di viaggi vittoriosi).

Tra i cinque “due” della prima domenica del 2014, il più importante è sicuramente quello di Matera al Campus di Codogno. Casalpusterlengo – che con Zanchi, nel 2013, ha guadagnato il maggior numero di vittorie, con 21 successi (in 33 gare), playoff esclusi – patisce il quarto ko nelle ultime cinque partite (terzo stop interno stagionale), ma le premesse sono tutt’altro che negative: senza Sant-Roos, i rossoblù, con Aronhalt (19) e Bonessio (18) alla guida, doppiano i materani (28-14 in avvio di seconda frazione). Poi Benedetto dalla panchina e Austin dal campo cambiano il match: zona per il coach e primo “trentello” in maglia Olimpia per il californiano; 68-72 l’emozionante finale in terra lombarda.

Al terzo gradino della graduatoria è ben insediata anche Omegna, tornata con i due punti dalla trasferta in terra calabra e con il massimo vantaggio (Lucca a parte…) tra le gare della quindicesima giornata: 73-86. Reggio Calabria, che registra la “prima” in maglia Viola di Monaldi, con Ammannato in versione “americano”, tiene la formazione di Di Lorenzo dietro sino al quarto periodo, ma il collettivo rossoverde si dimostra più incisivo, poiché ai “soliti” James e Sheperd (entrambi quindici volte su quindici in doppia cifra!), si affiancano le migliori prestazioni “nostrane” di Saccaggi e Gurini (20-35 il parziale degli ultimi 10’).

Successo “extra moenia” anche per Treviglio, che agguanta nella speciale classifica delle vittorie esterne (cinque su otto) Ferrara e Mantova. In terra pugliese, i biancoblù fanno il “pieno” (69-74) non senza rischiare nei momenti decisivi del match. Corato, senza una vera spinta a stelle-e-strisce, si affida a Contento (22) e Amoroso (16 punti e 18 rimbalzi): il lungo di Cadeo tiene testa a Ihedioha e Rossi ma Vertemati estrae dal cilindro l’under De Paoli che con tre falli subìti in occasione di altrettanti rimbalzi difensivi, concretizza poi dalla lunetta i punti necessari per togliere speranze ai baresi nei minuti finali, dove non manca il timbro di Marino (18).

In attesa di successivi sviluppi, Recanati – dopo aver sollevato Bernardi dall’incarico di capo allenatore, sostituito dal vice Pozzetti – ottiene un successo (80-70) su Ravenna che ridà ossigeno alla formazione leopardiana e, soprattutto, una forte iniezione di autostima. Dopo tante gare sfuggite proprio nei minuti finali, questa volta i gialloblù, scivolati dal +16 alla parità (68-68 al 38’), trovano le energie per l’allungo finale con Starring (21) e Tortù (3/4 da tre). Proprio nella maggior precisione dall’arco dei marchigiani (37% rispetto allo stagionale 28%) e al contemporaneo calo dei romagnoli (24% invece del complessivo 35%) risiede una delle chiavi di volta favorevoli al team del presidente Pierini. Il quintetto di Giordani (Sollazzo 19) perde anche la sfida ai rimbalzi (36-27) e vede sfuggire l’opportunità di una nuova partecipazione in Coppa, dopo il successo della finale DNB di Cecina 2013.

Ossigeno anche per Firenze, anch’essa capace di muovere la classifica lontano dalle rive dell’Arno: pur segnando solo 61 punti, i leoni biancoazzurri difendono con i denti e lasciano Chieti ancora a 54 (già successo quindici giorni prima con Mantova, sempre al PalaTricalle). Wood (3/3 da tre) timbra la quattordicesima – e ultima – doppia cifra in maglia Affrico, prima di firmare la rescissione, pochi giorni dopo Pazzi, ma sono di Castelli i canestri decisivi per il sesto successo fiorentino. Le furie rosse (solo Gialloreto e Shaw in doppia cifra), dopo un discreto avvio di campionato, ora con Cardillo, ma senza più Bonfiglio, appaiono molto sbiadite, specialmente in attacco, con 61,0 punti di media segnati nelle ultime quattro gare, concluse con altrettanti ko.

Del successo scontato di Lucca in quel di Bari (65-99) va rilevato il parziale del primo periodo: 13-31, sufficiente per instradare l’intero match e consentire a coach Mecacci una rotazione “computerizzata” dei suoi dieci effettivi, tutti tra i 15’ e i 25’ di utilizzo.

Girone di ritorno che inizia con gare interessantissime; non è escluso un “ricompattamento” della graduatoria visti i numerosi scontri diretti in programma, a partire dalle insidie per le elette in coppa: sia Ferrara sia Agrigento affronteranno viaggi molto più che insidiosi. Ad attendere la truppa di Furlani c’è Lucca in un ottimo stato di forma (cinque vittorie nelle ultime sei giornate), mentre Casalpusterlengo misurerà le ambizioni dei siciliani e, soprattutto, le proprie potenzialità, non prima di aver recuperato lo slancio che ha già portato i rossoblù al secondo posto solitario dopo il decimo turno. Trasferta anche per Ravenna, che a Treviglio vorrà riprendersi i primi due punti del campionato conquistati dai bergamaschi all’esordio romagnolo in Silver. Opportunità interne più che propizie per Omegna, nell’anticipo con Roseto che non avrà ancora disponibile l’ex Metreveli, e Matera, nella sfida con una Firenze molto corta – salvo arrivi dell’ultima ora – dopo le pesanti partenze di Pazzi e Wood (ottavo marcatore del campionato). Punti pesanti in chiave salvezza sono in palio tra Reggio Calabria e Corato, ma anche lungo la dorsale adriatica in Recanati-Chieti. Turno “jolly” per Mantova che potrà incassare la terza vittoria interna con Bari. 

Time Out: se avessi a disposizione un minuto…

… chiederei ad Attilio Caja (coach Enegan Firenze) se l’effetto dell’eliminazione dall’Eurolega di Siena, ospite per le gare europee al Mandela Forum di Firenze, con il conseguente rilascio di Hackett, non sia troppo contagioso anche in casa Affrico…

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