La DNA Silver…secondo Paolo Taddeo/8 – Chi fermerà la musica?

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Per Agrigento non sarà facile riuscire a mantenere il cammino-promozione e il piglio da leader, non sarà facile tenere a bada le avversarie che avranno stimoli nell’affrontare la capolista del campionato, non sarà facile evitare una fisiologica giornata con i bioritmi sotto le suole, non sarà facile tenere alta la concentrazione allorquando interverranno le soste (attiva quella di Coppa, forse ininfluente quella di Pasqua…). Nel frattempo, però, non è facile fermare la dolce sinfonia che il vento fa riecheggiare dalla Valle dei Templi: onore a Chieti che, dopo il successo dell’andata, anche in terra siciliana vede lo striscione del traguardo, ma il duello da “mezzogiorno di fuoco” tra Vaughn (30, con 4/7 da tre) e Raschi (17, con 8/13 al tiro) protrae i colpi decisivi all’overtime. Tutto da “rivivere” il finale di quarta frazione (senza dimenticare il +5 degli abruzzesi al 33’): il sanmarinese spinge le Furie sul 64-67, mentre l’americano, dopo l’errore di Piazza, mette la tripla della parità; dopo il time-out Marzoli carica ancora il “titano”, ma sbaglia prima da due e poi da tre, con il californiano a mettere una pezza e a spedire il responso al supplementare, con Piazza (16) e Mian (14) autori dei punti decisivi, nonostante l’ottimo supporto sotto le plance del biancorosso Soloperto (13+10 rimbalzi): 79-73 al 45’.

In vista del miglior piazzamento playoff, c’è da registrare un convincente successo esterno (solo il terzo in stagione) di Omegna, che a Ravenna presenta James in versione stellare, dopo il “riposo” infrasettimanale: 34 punti (17 nell’ultima frazione). I romagnoli – che fanno esordire il texano Singletary – si “sollazzano” per metà match (42-34 al 18’) e sono vivi fino all’ultimo, ma ancora una volta vengono beffati nei secondi finali: 84-88 il punteggio della sesta sconfitta maturata in sette gare del 2014.

Vittoria in trasferta anche per Matera, squadra che è invece a 6 vittorie su 7 incontri nel nuovo anno solare. A Lucca, Rezzano e compagni recitano a memoria un copione già presentato nelle più recenti uscite, con un break devastante costruito in un solo periodo: 17-30 il parziale dell’ultima frazione (13-26 gli ultimi 7’). Deloach (38) e Conger (25) ritoccano i rispettivi riscontri in biancorosso ma, di fronte a una formazione a corto di fiato e rotazioni, Benedetto estrae dal cilindro il miglior Maganza dell’anno (14 punti con 6/6 al tiro e 11 rimbalzi in 17’) e porta in Basilicata i due punti: 80-90.

Ferrara resta in tandem al secondo posto, non senza aver provato qualche brivido freddo con Firenze, sempre bisognosa di punti. Il quintetto di Caja mette un po’ di pressione agli estensi (42-49 al 26’), ma Rancic (9/30) non è nelle sue serate migliori e tutta l’Affrico si spegne dopo la pausa (14 punti negli ultimi 14’); sull’altro fronte l’artiglieria pesante si fa sentire lungo l’arco del match con Mays (4/9), Ferri e Flamini (3/5), per un complessivo 11/26 dall’arco: 75-63.

Importante successo (quarto di fila) per Casalpusterlengo che, nello scontro diretto con Roseto, riesce nell’intento dell’aggancio in graduatoria a quota 24 punti (quinta posizione), anche se il 67-59 non ribalta il +10 del PalaMaggetti (ultimo successo della gestione Melillo). Vencato (17) vince il duello con Stanic, Bisconti (14 punti e 10 rimbalzi) fa un po’ meglio di Chiumenti, ma è il collettivo di Zanchi (solo sei “squali” utilizzati da Trullo) a confermare la difesa lodigiana come la meno battuta della Silver con solo 68,7 punti subiti a incontro.

Aggancio a quota 22 punti, ma doppio vantaggio nell sfide dirette per Mantova su Treviglio: tra le squadre con il più alto coefficiente di successi esterni, vince… la formazione di casa. Le api riempiono le arnie tra il 26’ (40-40) e il 36’ (69-50) con Nardi (18) e Pignatti (14 con 3/5 da tre), mentre agli orsi (Rossi 21) non resta che mangiarsi le unghie, anche in virtù di un tardivo risveglio dal letargo: 74-66.

In chiave salvezza, balzo in avanti di Recanati che, dall’arrivo di Sacco in panchina, marcia “in contromano”: tre successi on the road a fronte di due sconfitte casalinghe. Corato, già battuta all’andata dopo due supplementari, questa volta quasi non entra nemmeno in partita: dall’11-26 del primo quarto i pugliesi arrivano soltano a -9, ma poi sprofondano anche a -36, prima di chiudere 63-84. Per i pugliesi, ancora senza benefici (quattro sconfitte) l’arrivo di Di Nunno (19) alla quarta sconfitta, mentre i marchigiani ripropongono il trio “stars-and-stripes” in doppia cifra: Mosley 24 (11 rimbalzi), Starring 16, Pettinella 15.

Approfittando della gara con Bari (quanti rimpianti per il match di andata al PalaFlorio con i 26 punti di Monaldi, ora in maglia Viola…), Reggio Calabria (94-68) infila per la prima volta due successi consecutivi in un match che va agli archivi con il curioso “pareggio” degli ultimi due periodi (22-22 e 16-16). Per la cronaca, la penalizzazione di quattro punti porta con sé anche la retrocessione matematica in DNB del Cus.

La giornata numero ventidue si presenta all’apparenza interlocutoria, ma proprio per questo potrebbe chiudersi non senza sorprese, anche perché di gare scontate non ce ne sono proprio, a partire (forse?) dal derby Bari-Corato. Al vertice alto della graduatoria, non mancano insidie per Agrigento, ospite di Recanati, con Sacco ancora… a secco in gare interne. Matera (in casa) e Omegna (ancora fuori) devono guardarsi rispettivamente dalla ferocia e dalla fame dei leoni di Ravenna e Firenze, ingabbiati nella lotta per la permanenza in Silver. A Chieti il compito di provare a fermare la risalita di Casalpusterlengo, mentre Roseto attende al PalaMaggetti Reggio Calabria, per misurare la propria capacità di mantenersi in alta quota. Lucca-Mantova è spareggio playoff (unica gara tra formazioni appaiate in classifica); di sicuro, una delle due anche domenica sera sarà affiancata a Treviglio che, per evitare risucchi verso il basso, con Ferrara va a caccia di rilancio.

 

Time Out: se avessi a disposizione un minuto…

… darei una pacca sulla spalla a Francesco Raho (coach Liomatic Group Bari) perché di fronte a una stagione a dir poco tribolata, da alcuni – dai quali ci dissociamo – definita “senza senso”, da molti addirittura non condivisa, sta svolgendo il ruolo di coach con rispetto del ruolo e con grande passione per la disciplina della pallacanestro…