Napoli Basketball: nell’attesa delle prime verità dal campo

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NAPOLI – Archiviata la “rasserenante” presentazione istituzionale della giornata di ieri, si può pensare finalmente al campo, quindi a ciò e a chi attenderà la BPMed Napoli Basketball sul parquet del Palabarbuto nella prima giornata di questa DNA già però messa in dubbio dalle conseguenze del Venezia-gate (domenica ore 18). Infatti fra poco o più di 48 ore , e dopo circa 8 mesi dall’ultima sfida ufficiale (28 novembre scorso, in B Dilettanti contro la Mediocasa Giugliano, sconfitta per 91-68 dall’allora NPN targata Ciampi,Tammaro,Tonetti e Di Lembo), finalmente Napoli potrà riabbracciare la pallacanestro giocata e in una categoria superiore posta ai ridossi del basket nazionale professionistico.

Un palcoscenico dunque di pubblicità e di visibilità non proprio trascurabili e in cui gli azzurri, come società e come squadra, dovranno continuare a dimostrare quella stabilità di decisione e quella puntualità di azione fino ad oggi mai tardata a giungere nei grandi passi che hanno reso l’Iniziativa di Rinascita dello scorso marzo un progetto in carne ed ossa oggi pronto al decollo.C’è chi vede Napoli come mera outsider pronta a vivere una semplice stagione di serenità, volta puramente alla ricerca di lidi più consoni nel breve termine .C’è chi invece critica il profilo troppo basso ed umile della dirigenza partenopea, a fronte di una squadra che, per i suoi innesti più altisonanti (Musso,Sabbatino,Rizzitiello) e per la sua pre-season di grande sostanza (costellata da sole vittorie in 8 incontri disputati,al di là del gioco più o meno piacevole), punta non solo a sgambettare le “grandi” a non essere del tutto vaso di cocci fra i vasi di ferro della division più ostica della categoria, comprendente Ferentino,Matera e Capo d’Orlando (ricordiamo che le 24 squadre della DNA saranno divise in 2 conference e a sua volta in 4 division interregionali). La verità probabilmente sta nel mezzo, o meglio nel campo, che tra poco o più di 48 ore non esiterà a offrirci i primi veri verdetti, su cui si potrà non certo giudicare avventatamente, ma quantomeno riflettere.

Ma chi sarà il primo avversario in questo percorso di stagione regolare che sarà lungo (34 giornate) e articolato in quasi tutte le regioni d’Italia (da Trento a Capo d’Orlando)? Si tratta di un avversario della Conference Nord, quindi da affrontare in una sola gara nell’arco della stagione (34 partite = 22 di andata e ritorno con squadre della propria conference più 12 con formazioni dell’altra conference): la Pallacanestro Pavia, continuatrice, dalla scorsa stagione (la prima in A Dilettanti), delle gloriose esperienze dell’Onda Pavia (fondata nel’43 e rifondata nel ’63 per poi confluire nel ’75 nella “prima” Pallacanestro Pavia) e della Nuova Pallacanestro Pavia, in vita dal 1997 fino allo scorso anno.Quindi una compagine che è chiamata a sostenere un fardello piuttosto pesante sul piano della storia, la quale comprende non solo uno storico anno di permanenza in serie A (1991-92), ma soprattutto tante presenze in cadetteria, separabili in una prima parentesi dall’85 al ’95 (chiusasi per fallimento) e in una seconda (dal 2001 al 2010) culminata con l’esordio professionistico di Danilo Gallinari, e con ben 5 qualificazioni ai play-off: 4 quarti di finale e una finale promozione persa alla quarta gara contro la Pesaro di Ramagli guidata Myers,Hicks,Podestà e Zukauskas.

Diversi poi i giocatori che incrociano le strade di Napoli e Pavia: sorgono istitntivamente a i ricordi di Ivan Gatto,ex prospetto scuola Benetton che ha alternato stagioni pavesi e napoletane fra il 2002 e il 2007, e di Chris Monroe, alfiere della già richiamata cavalcata play-off Edimes verso la finale play-off di Legadue e ultima point-guard di fattura nella Napoli di Serie A targata Eldo (2007-2008). Ma se la storia recente da conto di un blasone persosi due anni fa con la cessione dei diritti sportivi di Legadue ad un altra grande decaduta poi risorta (Verona), di certo questo blasone Pavia lo vuole difendere con dignità, il che le ha permesso, dalla scorsa stagione, di ripartire sì da un gradino più in giù e con meno pretese, ma anche meno illusioni. Un’esigenza di ridimensionamento, insomma, che nella A Dilettanti delle “mille retrocessioni”, ha costretto i rosso-neri a disputare i play-out persi contro Matera. Ciononostante, grazie ai ripescaggi a catena post-fallimento trapanese, Pavia torna in corsa (precisamente nella Divisione “A1 – Nord-Ovest”) e sin dalla pre-stagione, ricca di sfide impegnative, ha reso chiara la sua intenzione di tornarvi per restare. Infatti, sebbene spesso monca di giocatori importanti (soprattutto Brogna, ma anche a turno Maggio,Furlanetto e Maoicco), gli stellati hanno dato sfoggio di prestazioni apprezzabili nelle sconfitte (di misura contro Omegna, devastante contro Piacenza), così come di piazzamenti confortanti per una formazione che punta alla semplice tranquillità, come la vittoria contro Torino al “Città di Pavia”, il terzo posto al “Coralli” e la finale del “Raimondi”, entrambe maturate contro l’Assigeco Casalpusterlengo dell’ormai ex Biligha.

Addentriamoci quindi brevemente nella strategia di mercato osservata dai lombardi, che hanno optato per un roster molto flessibile per variare molto in quintetto. Confermate infatti le guardie atipiche Furlanetto (guardia 30enne ex Virtus Siena da 9,2 punti, 4,1 rimbalzi e 2,2 assist nella scorsa stagione) e Cissé (188cm ma ben 5,2 rimbalzi accanto a 13,1 punti in 32 partite), il GM Bianchi ha deciso di affiancare a questi gli under Bozzetto (pivot con 3,8 punti + 3,7 rimbalzi in circa 19′) e Pederzini (ala con senso del canestro e mano educata: 12,5 punti + 3,6 falli subiti), già in categoria lo scorso anno con Siena e Recanati; il play campano Maggio, in partenza da Molfetta con discrete cifre (5,6 punti, 2 assist e 2 palle recuperate di media in 32 partite giocate); l’ala grande ex – Trieste Maiocco (giocatore a tutto campo, vero girovago della categoria e capace di siglare i punti decisivi della salvezza tirestina), ma soprattutto il pivot cavallo di ritorno Cazzaniga, la scorsa stagione con Piacenza in compagnia di Nelson Rizzitiello (8,4 + 6,4 rimbalzi con 53% da 2 e 75% dalla lunetta ) e vero lusso per la categoria,data la sua lunga esperienza tra Serie A (Milano e Varese) e Legadue (Casale Monferrato e Soresina-Cremona).

Quindi tante conferme (tra queste anche la giovane ala 20enne Migliorini e la colonna di regia Brogna) e pochi innesti d’urto nell’organico di Stefano Baldiraghi, che pur affidandosi al valore di elementi come Maiocco e Cazzaniga , investe decisamente per la “linea verde”, abbandonando i deludenti connubi con Cristelli, Marmugi e Tagliabue pescando nel meglio che le medio-basse della scorsa annata hanno offerto, tra play-out e retrocessioni (Pederzini da Recanati,Bozzetto da Siena e Maggio ex Molfetta).

Nella speranza di roster completi per entrambe le contendenti, saranno senz’altro delle utili chiavi di lettura alcuni confronti diretti tra pari ruolo non trascurabili, su tutti il binomio Iannilli-Cazzaniga in post, oppure quello Sabbatino-Maggio in uscita dalle panchine, senza dimenticare lo scontro a distanza tra Rizzitiello e Maiocco: efficaci punti di vista su una sfida che di certo non può lasciare indifferenti.