Piunti:«Un onore essere capitano di Urania; Treviglio squadra completa, sarà difficile»

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Urania Giorgio Piunti

Reduce dalla incolore prestazione di Piacenza, l’Urania Milano si appresta ad aprire la quinta giornata di Lega A2 OldWildWest. Sul parquet dell’Allianz Cloud, con palla a due alle 20.30, sarà Treviglio a testare le velleità di riscatto dei ragazzi di coach Villa, finora con ruolino immacolato in casa ma all’opposto in trasferta.
Non semplice il banco di prova da superare, perché la Gruppo Mascio è reduce dalla vittoria in casa su Udine che ha nobilitato una partenza non all’altezza delle aspettative. Esattamente come l’Urania, la squadra di Carrea ha vinto in casa ed ha perso in trasferta, per un record che la appaia ai milanesi di 2-2. Manterranno il ruolino o sarà sfatato il fattore campo?


Roster esperto, che ha americani importanti (il rientrante Giddy Potts, dopo l’eccellente annata a Ravenna, e l’ex Wayne Langston) ed un reparto italiani esperto e profondo, che può vantare nomi come Reati, Miaschi, Rodriguez e Sacchetti, vero lusso per la A2. Treviglio che coach Villa aveva pronosticato a ridosso delle favorite Cantù e Udine, quindi si prospetta una partita difficile ma ambiziosa per i Wildcats.
E chi se non il capitano Giorgio Piunti poteva presentarci questa sfida? Lasciamo a lui la parola, e noi godiamoci tra qualche ora questa interessantissima sfida.

Da quest’anno sei capitano, nonché il giocatore da più tempo in maglia Urania. Quanto pesa questa responsabilità e cosa ti porta in più rispetto al passato?
Non lo percepisco come un peso, quanto più come una naturale evoluzione del rapporto che ho avuto in questi anni con Urania, visto che spesso ci siamo trovati in sintonia su diversi valori che rappresentano questa società. Loro hanno riscontrato questi valori in me, così che io potessi simboleggiarli sul campo e tra i giocatori. La responsabilità è più portata dal fatto di trasmettere queste volontà e questo modo di interpretare il concetto di “famiglia”, di “squadra”, facendolo arrivare anche ai ragazzi nuovi.

Le principali differenze rispetto alla prima stagione in maglia Urania, ormai 4 anni fa?
La differenza sta tutto nell’approccio alla stagione ed agli obiettivi che ci poniamo man mano: dopo 4 anni in cui abbiamo avuto dei buoni risultati, confermando sempre la categoria, l’ambizione ti porta a voler fare sempre un passo in avanti e mai uno indietro. Assecondare questa ambizione significherebbe confermarsi ad alti livelli e non accontentarsi di ciò che si è fatto in passato, perché ciò non ti fa partire con punti in più la stagione successiva, va tutto resettato.
I protagonisti cambiano spesso, come gli equilibri della squadra, ma la differenza principale è quella: avere una ambizione diversa, non più accontentarsi di mantenere la categoria ma fare un passo in più.

La scorsa è stata la stagione della consacrazione per te: bene in stagione regolare, eccellente nella seconda fase, con dei playoff giocati alla perfezione contro una squadra importante come Verona. Questo salto è dovuto a motivi in particolare? Hai lavorato in off-season su qualche aspetto tecnico specifico?
Sì, è stata veramente una bella stagione per me, ed i motivi sono i più scontati: aver lavorato tanto e duro in off-season con Andrea Cotti (assistente allenatore della Benedetto Cento) ed aver proseguito quel lavoro durante l’anno con Cece Riva e gli assistenti qui a Milano. In più coach Villa ormai mi conosce bene, sa come mettere in risalto i miei punti forti e come nascondere le mie debolezze.
L’aver già giocato un’annata in A2, inoltre, mi permette di avere una consapevolezza maggiore su quale sia il livello tecnico, su come muovermi e cosa fare. Infine ho lavorato molto sul tiro e sulle letture che mi si presentano davanti di volta in volta.

ph. Stefano Gariboldi

Le prime partite casalinghe hanno avuto tutte uno spartito comune: 3 quarti ad inseguire e l’ultimo a ribaltare il match, con conseguente W. Quali sono gli ingredienti per portare una attenzione più alta per più tempo ed evitare blackout pericolosi?
Ciò che dobbiamo fare è limitare, anche durante gli allenamenti settimanali, i momenti di blackout, di disconnessione che abbiamo anche fra di noi. Alterniamo momenti in cui siamo un grande gruppo, che sviluppa energia ed aggressività in difesa e dinamico in attacco, con tanto movimento di palla, ad altri in cui ci disuniamo e facciamo fatica a fare le cose basilari, perdendo energia in difesa e concedendo punti facili agli avversari.
Nelle partite in casa siamo riusciti poi a sfangarla, a ribaltare questi momenti ed a sudarci punti importanti, in trasferta però diventa più complicato riuscire a ribaltare l’inerzia, e difatti sono arrivate due sconfitte. Togliere quei momenti è la cosa su cui dobbiamo insistere maggiormente.

Sabato arriva Treviglio, compagine ambiziosa ed in crescita costante: pregi da arginare e difetti su cui insistere per vincere?
Treviglio è squadra completa in ogni ruolo e reparto, sarà difficile da arginare avendo molti pregi. Dovremo lavorare cercando di mettere dei sassolini nei loro ingranaggi per farli uscire dalla loro comfort-zone e giocarcela sull’intensità difensiva, togliendo loro certezze. Sfruttando anche il fatto che loro siano favoriti per giocarcela con lo spirito da underdog, non avendo nulla da perdere.
Dal nostro canto noi dobbiamo lavorare su ciò che ci ha portato a momenti di difficoltà: il disunirci, perdere energia in difesa e lucidità in attacco. Sono questi gli ambiti nostri su cui lavorare, essendo loro una squadra forte e completa dovremo fare una gran partita per batterli: in casa nostra possiamo farlo, dobbiamo però dimostrare di poterlo fare.

ph. Stefano Gariboldi

Nel loro roster c’è chi lo scorso anno faceva a sportellate con te sotto i tabelloni: che giocatore è Langston e cosa potrai fare per limitarlo?
Wayne lo scorso anno è stato un giocatore chiave per noi, è prima di tutto un ragazzo molto competitivo ed uno dei suoi punti forti è sicuramente l’energia e la competitività che mette in campo. Per anche solo pensare di potertela giocare con lui devi pareggiarlo in questi ambiti, altrimenti ti distrugge.
Questo è ciò che dovremo, e dovrò, fare per arginarlo. Poi si può lavorare su qualcosa di tecnico, qualche punto debole che magari ha, ma la base è partire dall’energia.

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