Qui Roseto: il punto della situazione post-Ortona

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Ieri sera, Roseto di scena a Ortona, in amichevole contro la locale squadra di Serie C. Buona la cornice di pubblico, calorosa e gentile l’accoglienza della dirigenza We’re Basket, bella l’immagine dei bambini che giocano a basket dentro il parquet divertendosi durante l’intervallo, polivalente il presidente Valentinetti nelle vesti di speaker e DJ. Complimenti davvero all’Ortona, che “muove” 400 atleti e partecipa – fonte Valentinetti – a ben 21 campionati. Chapeau! L’amichevole era “quasi senza punteggio”, nel senso che i due tabelloni grandi erano spenti, ma era acceso il piccolo tabellone di fronte al pubblico (e invisibile per i giornalisti), che ogni fine quarto è stato azzerato.
Niente paura: con mosse prossime al “kamasutra a spicchi” il vostro cronista si è più volte alzato, per verificare il suo punteggio, portato a mano, con quello dichiarato dal “tabellino luminoso”. È finita con la vittoria del Roseto 67-69, anche se nell’ultimo quarto gli Sharks hanno schierato la “banda bassotti” della Under 19, malmenata dai padroni di casa. Per dare un riferimento più congruo, al 30° il punteggio era 39-62 per il Roseto.
Buone nuove dal “lazzaretto rosetano” (ha giocato anche l’aggregato Federico Lestini), visto che ieri sera hanno fatto il loro esordio in campo i due lunghi Sylvere Bryan e Innocenzo Ferraro. L’airone nero dominicense ha scherzato i pari ruolo ortonesi, iniziando facendo subito fuoco e fiamme. Il primo quarto ha infatti colto di sorpresa gli uomini di Domenico Sorgentone (rosetanissimo coach dell’Ortona), che hanno pagato, oltre alla differenza di categorie, dazio all’emozione. Il piccolo e tondo Domenico, che infatti non ci sta a perdere manco i chili, si è reso protagonista di almeno un paio di time out in cui è stato esplosivo come un “granata ananas”, rampognando i suoi e ottenendo migliore impegno nel prosieguo dello scrimmage.
Di Ortona parleremo in un articolo a parte, riportando anche i commenti di giocatori e allenatore, mentre del Roseto possiamo dire che tutto sommato si è mosso abbastanza bene, mordendo in difesa e provando a correre in attacco quando possibile.
Con i due lunghi rientranti Bryan e Ferraro e senza 3 giocatori infortunati (Davon Usher e Giovanni Carenza seduti, Giga Janelidze al lavoro con Domenico Faragalli e il suo assistente a bordo campo), gli Sharks hanno fatto vedere cose più che decenti.
Yankiel Moreno versione iena in difesa, Pierpaolo Marini dimentico dei fantasmi del girone di ritorno della scorsa stagione, Damier Pitts “novello George Gilmore” e cioè pony in grado di comandare un branco di cavalli. Questo è quanto. E non sembri poco.
Poi, quando nel primo quarto Pitts è volato lungo, coach Tony Trullo – che definire teso per via della lunga sequela di infortuni è riduttivo – è addirittura balzato in campo, parlando fitto con gli avversari Gialloreto e Di Carmine. Chissà se avrà sussurrato loro: “Ragazzi, vi prego… solo questo straniero c’ho sano!”.
Al termine della gara, queste le impressioni di Sylvere Bryan, che è parso in palla, tenendo conto dell’intervento chirurgico subito e della fase di recupero: «Se mi avete visto bene in campo il merito è tutto di Domenico Faragalli e del suo staff, che mi hanno aiutato ad arrivare a questo punto. Oggi ho provato a fare quel che potevo fare, anche se devo dire che – ovviamente – ancora non mi sento al 100%, perché le gambe non si muovono come dovrebbero. Ma sono fiducioso, perché ho ancora due settimane di lavoro prima del derby del 5 ottobre e conto di arrivarci in condizioni migliori di adesso».
Sylvere Bryan si è poi soffermato sul torrido abbraccio che i tifosi rosetani gli hanno riservato alla presentazione, la sera prima all’Arena 4 Palme, eleggendolo a beniamino dopo che i suoi compagni lo avevano nominato Capitano: «È stato un momento bellissimo. Ribadisco che per me tornare a giocare a Roseto è un onore, perché capisco quanto i tifosi amino questa maglia. Voglio giocare per emozionarli e ripagare la loro fiducia».
Sempre a fine gara, ecco le impressioni di coach Tony Trullo: «Molto bene tre quarti, poi nell’ultimo abbiamo dato spazio ai ragazzini. Mi è piaciuto l’atteggiamento dei giocatori durante la partita: un atteggiamento che, a dirti il vero, vedo dal primo giorno di lavoro. Spero che diventi il nostro marchio di fabbrica: un gruppo solido potrà fare la differenza. Sono contento dei progressi di Bryan e Ferraro. Se avessimo un po’ di tempo in più potremmo essere al 100% alla prima di campionato, ma sappiamo che così non sarà perché quel tempo purtroppo non c’è. Pazienza, andiamo avanti con voglia e umiltà. Bene anche Pitts, che ha giocato con grande voglia e smazzando assist, anche se non ha segnato molto. Vedo che i ragazzi di divertono a giocare insieme e questo mi fa piacere. Adesso, in vista della prima di campionato e sapendo che Carenza non ci sarà per infortunio, mi auguro di recuperare Janelidze e Usher. Contro Chieti sarebbe molto importante averli, anche se Usher dovesse partire dalla panchina, in quanto non a posto completamente».
Ed è proprio Davon Usher il più grande punto interrogativo del Roseto Sharks 2014/2015. La sua situazione somiglia terribilmente a quella di Nika Metreveli della scorsa stagione. E se così fosse, è proprio vero che la storia non insegna nulla.
Spiegandoci meglio.
Nika Metreveli ebbe un infortunio la scorsa stagione, dopo meno di 2 minuti dal suo esordio. Usher si è infortunato addirittura in precampionato.
Su Metreveli si è sospettato che l’infortunio avesse una sorta di “incubazione pregressa”, anche se il giocatore aveva giocato in Serie A georgiana fino a 15 giorni prima di arrivare a Roseto. Idem per Usher, che nelle ultime due stagioni al college ha sempre giocato regolarmente.
Insomma: strani destini che sembrano correre parallelamente. Anche quanto a soluzione, visto che il Roseto ha presentato il giocatore all’Arena 4 Palme e sembra essersi accordato con l’agenzia che ne cura gli interessi, apponendo una sorta di clausola al contratto che ne consentirebbe il taglio senza ulteriori pagamenti, al primo problema riferibile a schiena e/o ernia del disco.
Il nodo è tutto su una riflessione: puntare su un giocatore al quale pare sia stata diagnosticata una ernia del disco in precampionato, è una scommessa che il Roseto Sharks può permettersi, essendo questo giocatore – sulla carta – la prima punta offensiva chiamata a non far rimpiangere Alex Legion?
Solo il tempo ci dirà se la Società ha fatto bene o male. Di certo, anche se non lo ammetterà mai neanche sotto tortura, noi pensiamo che Tony Trullo avrebbe più volentieri proceduto al taglio del giocatore e alla sua immediata sostituzione adesso, in precampionato, non bruciando il visto, ora che per motivi sanitari è annullabile.