Ravenna, dal prossimo anno al PalaDeAndrè?

0

Lo sport ravennate ritorna nella sua vera e unica casa. E’ stata accolta da tutti come una vittoria la fumata bianca che c’è stata giovedì pomeriggio nella riunione tenutasi in Comune che ha sancito l’utilizzo dalla prossima stagione del Pala De Andre da parte della Piero Manetti e della Porto Robur Costa. Un accordo trovato grazie al classico “uovo di Colombo”, ovvero ad una soluzione sotto gli ocelli di tutti, ma che nessuno aveva mai considerato. Le due società si accorderanno con trattative separate portate avanti direttamente con il gestore dell’impianto, la Metro srl, e con la supervisione del Comune, stabilendo una cifra per l’affitto di ogni singola partita (coperta in parte da sponsor e che sarà lontana dai 5mila euro attuali), dando però in aggiunta anche una parte degli utili provenienti dagli incassi di ogni incontro che non andranno così nelle casse dei club. Questo accordo verrà discusso la prossima settimane e verrà ratificato a fine mese. Tutto perfetto senza dubbio, ma è chiaro che il volano per innescare tutto il progetto saranno i tifosi, che dovranno riempire gli spalti dell’impianto ravennate ad ogni occasione.

La capienza del Pala De André è di 3500 posti e se il tutto esaurito sarà difficile da ottenere, almeno duemila persone potrebbero esserci di media in entrambe le discipline sportive, considerando anche che in una piazza come quella di Faenza e in un campionato meno blasonato come la C Nazionale di pallacanestro, i Raggisolaris raggiungono anche punte di 1500 presenze con una media di 700. Se per la Porto Robur Costa non ci saranno problemi visti i tanti supporters che regolarmente si recano al PalaCredito di Forlì per le partite di coppa e di campionato e l’affluenza registrata proprio al Pala De André fino a due anni fa, il problema maggiore riguarda la Piero Manetti, abituata ad avere un pubblico di nicchia di mille persone, con la pallacanestro che è diventata uno sport d’elite in città soltanto da qualche anno. L’obiettivo della dirigenza dovrà essere quello di coinvolgere ancora più gente e sicuramente i risultati delle ultime stagioni e la nuova A2 unica (che diventerà il secondo campionato nazionale) porte- ranno ancora più pubblico, sperando poi che la Lega promuova la formula delle conference in stile NBA o dei gironi Nord e Sud per la divisione delle squadre in modo da avere tanti derby in calendario ed incassi più floridi. Come ha più volte ripetuto il direttore generale Giorgio Bottaro, poter utilizzare una simile struttura aumenterà inoltre l’interesse di sponsor e di imprenditori intenzionati ad aiutare la società. Di sicuro la Piero Manetti non avrà i 5mila paganti di Treviso o i numeri di piazze come Verona o Torino, ma potrebbe assestarsi tra i primi quindici pubblici dell’A2 con una media di duemila persone, disponendo di un impianto ad hoc, che sarà un lusso per la categoria rispetto ad altri palasport meno capienti che in tanti utilizzeranno approfittando della deroga per usufruire di un impianto da appena mille posti. Al di là dei tifosi, la morale è che finalmente le maggiori realtà sportive ravennati ritorneranno nella casa che meritano. Non resta che attendere fine marzo per avere l’ufficialità.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here