ROAD TO A2 F8 2018 – Apu Gsa Udine

È inutile sottolineare che l’entusiasmo dell’ambiente bianconero sia a mille in questi giorni che precedono la Final Eight.

di Michela Trotta, @mikytrotta

Al secondo anno in A2, Udine è in corsa per un obiettivo prestigioso: la Coppa Italia di categoria. È inutile sottolineare che l’entusiasmo dell’ambiente bianconero sia a mille in questi giorni che precedono la Final Eight. C’è da dire, però, che dopo un girone d’andata giocato ad alto livello che ha visto l’Apu trionfare non solo sui cugini triestini dell’Alma, ma anche su Verona, Montegranaro e Treviso, la Gsa arriva a Jesi non al top della forma, o almeno non con quella continuità di prestazioni e risultati che hanno caratterizzato la prima fase della stagione. Mauro Pinton, e soprattutto Andrea Benevelli, sono ancora alle prese con la riabilitazione post infortunio; e se è vero che coach Lino Lardo può contare su una panchina lunga e di spessore, c’è un dato preoccupante in ottica Final Eight: Udine non vince fuori casa dal 3 dicembre 2017. Lontano dal PalaCarnera i friulani fanno fatica ad approcciare la gara con la stessa determinazione e aggressività che viene fuori tra le mura amiche. Allora, già da domani, quando Udine scenderà in campo contro la Termoforgia per il recupero delle ventitreesima giornata, sarà fondamentale dare una scossa a questa tendenza per arrivare al weekend con il vento in poppa.

LA STELLA

Affidandosi ai numeri e alle statistiche, Kyndall Dykes rappresenta il terminale offensivo bianconero più produttivo (15,6 punti di media con il 52% da due). Uno showman puro che fa del jump shot il punto di forza e che molto spesso risolve situazioni di gioco complicate grazie al suo grande atletismo. La guardia originaria di New Orleans, però, “non tira il carretto da sola” come si suol dire: i suoi punti e le sue giocate spettacolari (molto spesso inserite nella Top 10 settimanale) sono frutto di un sistema di gioco collettivo, di una costruzione che coinvolge tutti e cinque i giocatori in campo. Insomma, l’Apu di Allan Ray e di Stanley Okoye è davvero storia passata.

CHI SALE

Nonostante un momento altalenante, con prestazioni casalinghe da applausi e gare esterne quasi da dimenticare, sono numerosi i giocatori dell’Apu che potremmo inserire in questa categoria. Uno su tutti è Chris Mortellaro: il mix di professionalità, concretezza e grande esperienza hanno fatto del “professore” il protagonista delle ultime partite interne dell’Apu. Al di là dei numeri (ricordiamo la doppia doppia – 20 punti e 13 rimbalzi – mandata a referto contro Orzinuovi), il centro italoamericano, pur partendo molto spesso dalla panchina, è un punto di riferimento della squadra, e a quasi 36 anni sa ancora come insegnare basket nel pitturato. Tra i giocatori in crescita però ci sono anche i due giovani: da una parte Vittorio Nobile che, dopo l’high stagionale raggiunto nella gara contro la Fortitudo (22 punti), ha ricevuto un’iniezione di fiducia che gli ha permesso di essere un valido cambio del play titolare Veideman; dall’altra Ousmane Diop, neo diciottenne, che è forse la vera sorpresa della stagione bianconera e che, ultimamente, chiamato a fare gli straordinari per l’assenza di Benevelli, si è fatto trovare pronto con delle prestazioni di grande sostanza.

CHI SCENDE

Risulta difficile individuare un giocatore che sia in fase calante. Recentemente ci sono state le sconfitte a Ravenna e Ferrara, ma in entrambe le occasioni tutta la squadra è stata protagonista di prestazioni negative. In quelle due gare nessuno si è salvato. Tutto ciò a testimonianza del fatto che la Gsa è una squadra che si basa sul collettivo e non affida il pallone a un giocatore per risolvere le partite che iniziano con il piede sbagliato. Ecco perché, se il motore gira come dovrebbe girare, Udine potrebbe essere una vera mina vagante durante la Coppa.

I NUMERI E I PROTAGONISTI

Udine

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy