ROAD TO F8 2018 – OraSì Basket Ravenna

Dopo essere stata eliminata da Torino nell’edizione di 3 anni fa, Ravenna ritrova la Final Eight di Coppa Italia per lasciarsi alle spalle un momento difficile, proprio come in Serie A1 è successo a… Torino!

di Luca Bolognesi, @lucabolla33

Tre anni dopo l’avventura a Rimini, dove una squadra allora leader della Serie A2 Silver spaventò per un tempo la Torino di Mancinelli che poi avrebbe vinto i playoff promozione, Ravenna torna a giocare la Final Eight di Coppa Italia. E lo fa da assoluta protagonista della categoria, perché dopo i playoff mancati per un soffio due stagioni fa, l’OraSì si è stabilita ai piani alti della Serie A2 e intende rimanerci, senza dimenticare naturalmente che nel 2013 l’allora Acmar Ravenna trionfò nelle Final Four riservate alla Serie B. Dopo la magica annata 2016-2017, dove una squadra giovane e affamata ha sorpreso un po’ tutti raggiungendo la semifinale playoff e portando alla ribalta giocatori come Tambone, Sabatini e Taylor Smith, l’ambizioso roster allestito in questa stagione ha offerto prestazioni più altalenanti, ma ha dimostrato di potersela giocare con tutti vincendo sia a Treviso che al PalaDozza. Qualche carenza a livello di intensità difensiva e gioco di squadra non ha quindi impedito ai ragazzi di Coach Antimo Martino di conquistare il prestigioso traguardo della qualificazione alla Coppa Italia, dove la prima avversaria sarà la leader del girone ovest Casale. I giallorossi vivono nel 2018 un periodo di forte flessione e hanno perso 4 delle ultime 5 partite scampandola per un solo punto nel derby casalingo contro Forlì. Questi risultati e un atteggiamento spesso carente per grinta e intensità hanno messo in dubbio tutte le certezze costruite nel girone di andata, ma l’OraSì non si presenta di certo a Jesi già sconfitta. Come insegna la Final Eight di Serie A1, vinta da Torino ovvero dalla squadra più in crisi del momento, la palla è rotonda e con tre partite in altrettanti giorni può succedere di tutto o quasi. Sognare di mettersi alle spalle le difficoltà quindi non costa nulla.

 

LA STELLA

Da ormai quattro stagioni la stella dell’OraSì è senza ombra di dubbio Coach Antimo Martino. Da una qualificazione in Coppa Italia all’altra l’allenatore molisano ha fatto rendere al meglio roster costruiti con budget anche molto minori rispetto ai suoi colleghi, dimostrando da un lato una discreta elasticità nell’utilizzare il materiale a disposizione, ma dall’altro lasciando sempre la sua impronta sui suoi ragazzi. Nelle squadre di Martino è sempre stato difficile distinguere una stella, nonostante in queste quattro stagioni abbiano vestito la divisa giallorossa anche giocatori dal talento cristallino come Deloach. Nel roster di quest’anno sarebbe facile proporre Rice, ma nonostante l’americano sia il miglior realizzatore tra i romagnoli, il cuore della squadra batte, nel bene e nel male, al ritmo dell’unico vero playmaker a disposizione, ovvero Jacopo Giachetti, che ironia della sorte fu proprio il trascinatore del parziale con cui Torino eliminò Ravenna dalla Coppa Italia di 3 anni fa.

 

CHI SALE

Difficile trovare giocatori in crescita quando i risultati degli ultimi mesi puntano diritti a sud. Grant ha dato qualche buon segnale, ma i suoi limiti a livello di energia e carisma diventano impietosi ogni volta che nel discorso entra il nome di Taylor Smith, mentre quel Masciadri che ha fatto la differenza nel quarto periodo del derby non ha le caratteristiche del giocatore che si porta i compagni sulle spalle. Sicuramente nelle ultime sconfitte Sgorbati ha fatto vedere qualcosa di positivo, ma senza neanche avvicinarsi ai livelli della scorsa stagione, come del resto più o meno tutto il resto di Ravenna.

 

CHI SCENDE

Parallelamente all’assenza di giocatori in crescita, è normale che i difetti di tutti i componenti del roster vengano amplificati dal momento di scarsa fiducia. Già detto di Giachetti, a volte colpevole di voler risolvere la partita da solo, Grant, Masciadri e Sgorbati, è facile chiedersi come Raschi e Chiumenti possano essere gli stessi giocatori visti nella scorsa stagione. Ok un anno in più per entrambi, ma sicuramente il contorno, dove manca la fisicità sul perimetro di Tambone e Sabatini, oltre che una concreta intimidazione al ferro, non aiuta a nascondere i loro limiti. I nomi più in calo sono quindi da cercare altrove, e per la precisione in giocatori meno avvezzi al gioco di squadra come Montano e Rice. Leggendo le statistiche pare una follia criticare l’americano, ma analizzando le ultime partite nel dettaglio, il giocatore dominante intravisto a inizio stagione sembra sempre più quello che aveva calcato con pochi successi il parquet di Verona, più attento alla classifica marcatori che a tutto il resto. Per quanto riguarda il bolognese, la ‘taglia’ lo rende suo malgrado un peso da gestire in difesa, soprattutto contro squadre fisiche, ma se nell’altra metà campo il suo contributo è unicamente quello di improvvisatore con la palla in mano, per altro non particolarmente efficiente, il risultato non può che essere una prestazione negativa.

I NUMERI E I PROTAGONISTI

Ravenna

FONTE: Eurobasket.com

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