Urania si affida a Bossi: «Per battere Capo d’Orlando limitare gli americani e superare la loro intensità»

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Urania Milano e Infodrive Capo d’Orlando apriranno il terzo turno di serie A2 OldWildWest, scendendo sul parquet dell’Allianz Cloud oggi alle ore 18. Test insidioso quello che vede impegnati i ragazzi di coach Villa: i siciliani si presentano ancora a secco di vittorie, avendo perso all’esordio a Cantù ed in casa 6 giorni fa contro Mantova. Il desiderio di sbloccare la classifica sarà alto, ecco perché Urania non può permettersi distrazioni.
A Torino non è servito un buon primo tempo per infilare la seconda vittoria consecutiva: gli ultimi due quarti sotto ritmo hanno costretto i Wildcats a lasciare sotto la Mole due punti importanti.

Limitare i momenti di incostanza: questo il mantra ripetuto dal coach Urania prima dell’esordio, questa sarà la chiave del match secondo Stefano Bossi. Il play, al secondo anno nel roster di Urania, ci presenta la partita di domani, dandoci una panoramica sul suo percorso personale e sulla stagione appena iniziata.

La stagione è iniziata, a livello personale, come meglio non poteva. Cosa è cambiato rispetto ad un anno fa?
Rispetto ad un anno fa non è cambiato molto, è cresciuta la fiducia reciproca che c’è nei confronti della squadra, e viceversa. Fisicamente sto molto bene, un enorme grazie lo devo a Daniele (Gromero, preparatore atletico Urania) ed al lavoro fatto in estate. L’anno scorso, dopo un buon inizio, ho avuto un infortunio a metà stagione che mi ha condizionato per qualche mese, ma verso la fine avevo recuperato. Tutte le situazioni di attacco al ferro, che tanto mi avevano dato nei mesi precedenti, erano state condizionate da quel problema.
Attualmente sto ancora meglio rispetto ad aprile/maggio scorso, ripeto ancora grazie a Daniele, e c’è una grandissima consapevolezza di ciò che posso dare alla squadra e, di conseguenza, cosa la squadra può dare a me.

Com’è stato l’ambientamento in una città come Milano?

Nonostante la situazione molto strana vissuta l’anno scorso, avendo vissuto Milano in epoca COVID, l’ambientamento è stato molto facile. Sono riuscito a conoscerne ed apprezzare tutti i lati positivi e ad individuare anche qualche lato negativo, scoprendo quest’anno, col ritorno alla normalità, che traffico e mancanza di parcheggi sono dei grossi problemi.
Per il resto non sono io il primo a dire che è una città meravigliosa, che ti offre di tutto. Per la vita che facciamo noi atleti credo sia adeguata e quindi sono realmente felice di poter vivere e giocare in una città così.

Ph. Stefano Gariboldi

Quali sono le differenze che hai trovato nel gruppo tra la stagione scorsa e questa?

Guardando all’anno scorso, per quanto riguarda il gruppo, non è cambiato molto se ci riferiamo all’insieme come ambiente. É cambiato l’asset di formazione, avendo un “4” americano ed un “5” italiano rispetto ad un anno fa, ma quello che resta invariato è la volontà di costruire un gruppo partendo da persone, prima che giocatori, come dice il nostro GM Luca Biganzoli.
Questa caratteristica di Urania, di andare a cercare in estate dei ragazzi con dei valori, prima che giocatori di talento, è un trademark Wildcats che negli anni sta dando molti frutti. Io sono entusiasta di far parte di questa realtà.

Queste prime settimane, come ci confermava il tuo allenatore, sono state all’insegna dell’incostanza, alternando W e L, ma anche buoni e pessimi momenti all’interno della stessa partita. Cosa vi serve per azzerare i secondi?

A dispetto dei risultati, sono state delle settimane molto costruttive, ma segnate da un’incostanza generale, presente anche all’interno della stessa gara. La chiave è quella di limitare al massimo i momenti di down.
L’anno scorso un grosso pregio nostro è stato quello di riportare il treno sui binari giusti: non aver mai perso più di due partite consecutive è stato un grande punto di forza, nonostante ci fossero periodi che alternavamo vittorie e sconfitte. Ciò ci ha permesso poi di infilare tre, quattro vittorie in fila che hanno fatto sì di eliminare quell’alternanza, dando un boost decisivo alla classifica ed alla stagione.

Ph. Stefano Gariboldi

All’Allianz arriva Capo d’Orlando, squadra ancora a secco di vittorie. Che pericoli potranno crearvi i siciliani?

Capo d’Orlando è società giovane, con un asset ben delineato, con due americani molto talentuosi e tanti punti nelle mani. Essendo ancora a zero punti arriveranno con il sangue agli occhi e volenterosi di sbloccarsi, a maggior ragione in trasferta. Il pericolo principale sarà l’intensità smisurata con cui scenderanno in campo, essendo un gruppo giovane, e dopo di che la pericolosità degli americani.
Noi, come dice sempre coach Villa, se vogliamo giocare queste partite e far valere il fattore campo, dobbiamo pareggiare o superare l’intensità avversaria e, chiaramente, provare a far valere le nostre qualità, soprattutto giocando davanti al nostro pubblico.


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