Per Agrigento tutto troppo facile: Liomatic schiantata 38-99

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Nell’anticipo della quarta giornata del girone di ritorno della Legadue Silver, la Liomatic Cus Group Bari ha ospitato i biancoblu della Moncada Agrigento in un inedito testa-cosa, visto il recente sorpasso in classifica dei siciliani ai danni della Mobyt Ferrara.

Davanti ai soliti pochi intimi, gli agrigentini di coach Ciani hanno avuto bisogno di qualche minuto in più rispetto ai classici dieci che ci mettono gli ospiti per chiudere virtualmente la partita e trasformarla in un allenamento con due punti in palio. Gli scontri contro una capolista possono avere il destino segnato, ma certamente fanno scattare qualche molla nella testa dei giocatori della squadra sulla carta più svantaggiata, e anche questa partita non ha fatto eccezione (almeno nel primo quarto).

Coach Raho schiera per la Liomatic uno starting five composto da Piccolo in cabina di regia, il capitano Didonna ed Esposito larghi e Zaharie e Infante sotto canestro; il suo collega agrigentino gli risponde lasciando inizialmente in panchina alcuni titolari e dando spazio a qualche cosiddetta seconda linea, schierando Anello play, Vaughn, Di Viccaro, Chiarastella e Giovanatto, quest’ultimo al posto di Mocavero, oggi mai sceso sul parquet.

Dopo il primo vantaggio biancoblu per mano di Chiarastella e l’immediato pareggio di Didonna, la Moncada cerca di farsi avanti con un break di 5-0 targato Chiarastella-Vaughn, ma accade ciò che in molte partite è mancato: un’immediata reazione dei ragazzi baresi. I canestri di Giovanatto e ancora di Chiarastella (stasera autentico dominatore del pitturato, con diciotto punti in totale e dieci solo nella prima frazione) vengon rintuzzati dalle realizzazioni ancora di Didonna, di Piccolo (gioco da tre punti, con un canestro da sotto e un tiro libero) e del neo entrato Preite. A metà quarto il tabellone dice 11-11: difficilissimo pensare che i baresi possano continuare così, ma è un bel segnale per una squadra così giovane. La maggiore cifra tecnica, abbinata all’esperienza tipica di una squadra composta da giocatori di categoria, permette ad Agrigento di superare queste prime battute così incerte e di prendere il largo grazie al contributo dei suoi lunghi, con un Chiarastella in giornata di grazia (e, va detto, che non deve fare gli straordinari sotto canestro per avere la meglio). Al 10’ il tabellone segna 12-27: dopo la parità a metà parziale Agrigento mette a referto altri sedici punti, con un predominio interrotto solo da un libero di Esposito.

Al rientro in campo i baresi cercano di rimettere sul parquet quella grinta e quell’abnegazione che ha reso più difficile del previsto il primo quarto dei siciliani, ma gli uomini di coach Ciani hanno preso le contromisure ai cussini e rendono molto più arduo ogni tentativo di riportarsi sotto dei volenterosi ragazzi baresi. A lasciare un segno importante nella seconda frazione, sia in termini di punteggio che di rimbalzi e di “presenza” fisica sotto canestro, è Rino De Laurentiis. Non è stato, per il lungo abruzzese classe ’92, solo un fuoco di paglia: al contrario, con le prime linee che hanno tirato il fiato più del solito, il centro originario di Chieti risulterà essere una delle note più positive in assoluto per gli agrigentini. In questa frazione si segnala anche qualche battibecco tra l’ex biancorosso Mian e Preite, con qualche parolina di troppo dell’ala friulana nei confronti del collega barese. La supremazia tecnica e fisica della Moncada emerge col passare dei minuti, e all’intervallo lungo si dimostra troppo schiacciante per ipotizzare una qualsiasi impresa dei biancorossi, con un 21-49 che ammette poche repliche.

La bella dimostrazione di carattere opposta dai cussini agli avversari nel primo quarto e in parte del secondo sembra essere rimasta negli spogliatoi al rientro dopo il break: è questo, infatti, il parziale in cui gli uomini di Ciani fanno un solo boccone dei malcapitati ragazzi della Liomatic: come già detto, troppo evidente l’abisso tecnico e fisico dei siciliani, che lasciano ai padroni di casa la miseria di quattro punti in dieci minuti. Un primo campanello d’allarme suona se considerando che le prime tre azioni dei biancorossi si infrangono sulla sirena dei ventiquattro secondi senza che nessuno sia stato in grado di tentare una conclusione a canestro. Come già emerso troppe volte fin qui nelle partite precedenti, i ragazzi di Raho sembrano non disporre di molti schemi: poche idee e circolazione di palla non particolarmente efficace, con molte azioni vanificate per passaggi fuori misura o per una lettura degli avversari che interrompono la manovra dei padroni di casa, a cui aggiungere una scarsissima mira dal campo (nei primi trenta minuti, ad esempio, ancora nessuna realizzazione dai 6,75 m, nonostante i tanti tentativi). Scatenati, in questo parziale, Vaughn (per lo yankee agrigentino, più della metà dei suoi sedici punti arrivano nella terza frazione) e Di Viccaro, che dà dimostrazione della sua mano caldissima dalla distanza.

Alla ripresa in campo, con un risultato già archiviato, i Don Chisciotte baresi cercano di opporsi ai mulini a vento ospiti, e lo fanno con tanto impegno profuso: con un match virtualmente chiuso già nel secondo quarto, è l’unica cosa che i (pochi) tifosi di casa potevano pretendere da una banda di under incolpevoli, catapultati nella terza categoria nazionale, tra vecchie volpi che conoscono a memoria i palazzetti di tutt’Italia e americani che da soli possono risolvere una partita. Al 40’ la sirena conclusiva suona sul 38-99: in evidenza in questo quarto da una parte Zaharie, che dopo una partita iniziata in sordina e con una scarsa precisione al tiro si riscatta mettendo a segno otto punti consecutivi, frutto di un canestro da due e due bombe di seguito, e dall’altra parte ancora De Laurentiis, oggi forse l’MVP del match.

Non sappiamo che segno possano lasciare prestazioni come quella di oggi nel prosieguo della carriera dei giovanissimi cussini, chiamati a confrontarsi in una sfida dal risultato già scritto, così come non sapremo mai se un minutaggio così lungo ma in assenza di compagni di squadra in grado di prenderli per mano dentro e fuori dal campo possa pregiudicarne la crescita, ma quello che è certo è che oggi i ragazzi di coach Raho possono essere orgogliosi almeno dello spirito con cui hanno giocato alcune parti del match. L’immagine più bella della partita è certamente l’esultanza del baby De Astis, classe ’98, dopo il suo primo canestro in Legadue Silver a risultato ampiamente acquisito: Bari deve ripartire da qui (anche perché, al momento, davvero non ci sono altre certezze).

Liomatic Group Bari – Moncada Agrigento 38-99 (12-27, 9-22, 4-28, 13-22)

Liomatic Group Bari: De Zorzi, Esposito 1 (0/1), Piccolo 3 (1/5, 0/1), Preite 8 (3/5, 0/1), Deastis 2 (1/1), Didonna 7 (1/6, 1/7), Cuomo, Intino 2 (1/2), Infante 6 (3/10, 0/2), Ionut Zaharie 9 (1/6, 2/12)
Allenatore:Raho
Tiri Liberi: 7/13 – Rimbalzi: 26 21+5 (Infante 8) – Assist: 5 (Ionut Zaharie 3)

Moncada Agrigento: Vaughn 16 (4/8, 1/2), Anello 8 (2/4, 1/1), Mian 7 (3/5, 0/2), Di Viccaro 16 (1/1, 4/7), Portannese 7 (3/3, 0/5), Chiarastella 18 (9/10), De Laurentiis 17 (8/9), Giovanatto 10 (3/7, 1/2), Piazza N.E.: Mocavero
Allenatore:Ciani
Tiri Liberi: 12/19 – Rimbalzi: 45 40+5 (De Laurentiis 13) – Assist: 26 (Mian 6)

Fotogallery a cura di Nicola Anaclerio