BPMed Napoli Basketball – FMC Ferentino: una sconfitta che non deprime ma che fa pensare

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NAPOLI – Sconfitta che brucia quella maturata quest’oggi al Palabarbuto per la BPMed Napoli di coach Murizio Bartocci, che pur rianimando un match pressocchè chiuso dopo i primi 25′, e per tanti demeriti propri, ha ciononostante compromesso negli ultimi 5′ la propria imbattibilità stagionale in favore della FMC Ferentino, che vendica le due sconfitte pre-stagionali e diventa corsara d’eccezione a Fuorigrotta con il punteggio di 73-86. Punteggio che come detto fa soffrire, nonostante i due punti siano mancati al cospetto di una formazione come la FMC di coach Gramenzi, forte della sostanza da sotto di Iannuzzi, le qualità offensive di Carrizo e Parrillo, il talento cristallino di Ihedioha e Bonfiglio sorto nei momenti giusti ma anche l’esperienza di Ciccio Guarino; nonostante la settimana alle spalle si sia rivelata piuttosto triboltata (complice la preparazione tecnica a singhiozzo e l’infortunio di un Andrea Iannilli persino non propenso a giocare), e nonostante una pregevole reazione che nel terzo quarto e nei primi minuti dell’ultima frazione, da -20 riporta Napoli sino a -6, soprattutto grazie a oculati recuperi difensivi e al maggiore investimento offensivo  in penetrazioni ragionate e sacrosante lavoro nel pitturato, con protagonisti Musso e un Bastone da ovazione per la sua proattività in campo e la sua efficienza offensiva. Eppure la sconfitta c’è stata , e  alcune ragioni non possono sfuggire e interrogarci: i primi minuti davvero sonnolenti e passivi; l’approccio troppo diesel di Musso e di Gatti, risorti nel secondo tempo e giunti in acido lattico nei minuti decisivi; i tanti possessi poco costruiti nell’arco del match; la regia latitante con Lenardon e le tante triple di Gatti e Rizzitiello tentate troppo a freddo soffocando la circolazione, le spaziature,e un gioco verticale ben cercato già in alcuni frangenti del primo tempo; infine le rotazioni difensive troppo tardi lucide sui cambi e troppo tardi convincenti sui raddoppi, con alcune conseguenze sul tagliafuori difensivo venuto meno in alcuni momenti chiave del confronto.

Due quindi gli approcci con cui guardare questo -13 che prima ha ferito per poi illudere e infine riseppellire le speranze di Napoli e dei suoi 2000 cuori a supporto. Lancinante dunque ma anche istruttivo questo primo insuccesso, forse utile a sgravare di tante pressioni e aspettative fuori luogo e a lanciare quindi Napoli verso un pronto riscatto, magari sin da giovedì prossimo contro un Orlandina che, reduce anch’essa da un’altra sconfitta che brucia in quel di Fabriano, vorrà riprovare al PalaFantozzi, e con un Benevelli in più, il gusto della vittoria.
Per Ferentino invece la consapevolezza di aver acquisito unoscalpo di prestigio nella tana del lupo: dopo Torino e Omegna, è un altra grande a cadere, e per giunta in trasferta, determinando in casa amaranto il miglior viatico per digerire le ultime due sconfitte contro Castelletto e Trento.
LA CRONACA
Nei quintetti iniziali scelte parzialmente canoniche sui rispettivi fronti in contesa: Lenardon, Musso, Rizzitiello, Gatti e Rotondo (in sostiuzione di Iannilli) per la BPMed, a cui coach Gramenzi risponde con Guarino,Bonfiglio, Carrizo, Ihedioha e Ianes.
Partenza apparentmente a rallentatore per le due compagini con Rizzitiello e Ihedioha da polveri bagnate, ma presto si evidenziano le scorribande di Guarino che, ad azione ferma ma con opportune spaziature, si inventa un lay up in totale sbilanciamento, siglando la prima marcatura del match. Napoli con i suoi lunghi cerca pochissimo il post e vanifica troppo dall’arco, senza rotazioni offensive, nonostante i piccoli, sfrotunati in avvicinamento, cercano  spesso giochi a due con Rotondo provando a sfruttarne l’agilità sul cambio difensivo. Ferentino invece, grazie a un doppio play di grande creatività, può ed è più paziente: costruisce nei 24” e, grazie ai blocchi spezza-difesa di Ihedioha e alle buone spaziature di Ianes (che appoggia anche al vetro con successo) e Iannuzzi, grava di meno pressione gli esterni che hanno bisogno di spazi come Bonfiglio e Carrizo,: quasi indisturbati e con mano dolcissima questi sugellano uno scioccante 0-12 pesante in apertura ( 4’41” dalla prima pausa). Solo il coraggio ammirevole di un Rotondo che sgomita e l’intensità offensiva di un Musso (intercetto su un cattivo recupero difensivo ferentinate) ponogono freno alla deriva FMC, che però, con la tripla del suo oriundo, e grazie a un contemporaneo fallo antisportivo di Musso su un Bonfiglio dalle partenze davvero brucianti, annullano il primo tentativo di rientro. Bartocci nella seconda metà del quarto si affida alla sua panchina dalle risorse inattese: prima a Sabbatino, poi Bastone e Guastaferro per scompaginare uno scenario apparentmente sconfortante,con percentuali sprochissime (4/20 al tiro) e overdose di soluzioni in proprio, ma il tutto riesce relativamente, nonostante una Ferentino meno fatata rispetto alle prime battute (meno del 50% dal campo): a chiusura del primo quarto siamo sul 10-23 in favore degli ospiti.
Il primo minuto del secondo parziale si svolge intermanente in area napoletana,  e con Iannilli che fatica a presidiare l’area e un asse gigliato Parrillo – Iannuzzi di grande sostanza e sfrontatezza. Nessuno al momento brilla davvero in campo, ma Napoli sembra ritrovarsi a offrire il peggio di sè, con il pivot capitolino costretto a un gioco altissimo e ad un apporto in regia manchevole, troppo residuale rispetto aI destini dell’azione. Tutto questo però regge a meno che non ci sia un Nicola Bastone che, gagliardo e irriverente al punto giusto, offre con talento e senso del gioco continuità offensiva alla tripla precedente di Rizzitiello, prima con un 2 senza 1 su rimbalzo offensivo, poi con un azzecatissimo gioco a due con Musso, resosi efficace grazie a un suo taglio a canestro da centro area , da dove poco dopo, sempre sugli sviluppi di incisivi recuperi difensivi, realizzano in lay-up prima Gatti e poi un Musso fino ad ora sonnolente (22-29 a 3’43”): Napoli sembra dunque trovare canestro lì dove spesso si è rienuto si dovesse più raramente svolgere il gioco azzurro, e cioè nel verniciato, dove spesso è cercato l’ex Veroli che, nonostante i 3 falli subiti, però risponde con un misero 1/5 dal campo e 2/4 dalla lunetta. Ferentino , certamente più lenta nelle rotazioni offensive e meno straripante nel nostro sotto-canestro, non produce più il gioco brillante e atletico dei primi minuti: ciononostante il contributo nel tagliafuori difensivo di Ihedioha è visibile, ma soprattutto l’esperienza al tiro e con spazio dei soliti Guarino (3/5 dal campo 2 rimbalzi offensivi) e Carrizo (5/6 da 3 dopo 20′) sopperisce alle carenze di circolazione o ad alcuni improvvisati penetra e scarica (25-39 a 1’42”dall’intervallo). Negli ultimi 120” è sempre lato forte mania per Napoli, che negli ultimi secondi nel quarto (su azione ferma data dalla lunetta perfetta di Sabbatino) perde per strada proprio i più scattanti del quintetto ferentinate, e cioè Bonfiglio e Guarino. Quest’ultimo infatti, grazie un passaggio lungo di Parrillo, si trova a tu per tu con il canestro: c’è la stoppata di un dignitoso Guastaferro, ma a rimorchio giunge proprio l’ex Ruvo che appoggia fissando il punteggio sul 27-44 a chiusura del primo tempo.
Alla ripresa è l’ingresso di Sabbatino (al posto di un Lenardon avulso dalla sfida) a distonare rispetto allo strating – five (poco dopo ritoccato dall’ingresso di Iannilli: si replica così la formula di doppio pivot sperimentata con successo contro Perugia), mentre Gramenzi conferma in blocco lo starting five del primo tempo. Il forcing di Ferentino non si fa attendere, e con un Bonfiglio dall’arco e poco dopo in sottomano capitalizza al meglio le perse veniali di Musso (pestaggio della linea di fondo su un tentativo di penetra e scarica ) e Rotondo (infrazione di passi). Napoli controreplica con un appoggio al vetro di Iannilli e i liberi di un Sabbatino che non sfigura nell’uno contro uno a cavallo tra i due tempi, ma la fisicità di Ihedioha e l’estro di un Carrizo ormai prossimo al suo highest stagionale sembrano annullare ogni speranza: è così +22 (31-53 a 7’03”). La FMC, brava nell’addromentare i ritmi del match e nel ruotare gli effettivi senza particolari contraccolpi, appare implacabile e approfitta di ogni piccola distrazione avversaria nei cambi difensivi, mentrela BPMed, nonostante l’encomiabile carica di coach Bartocci, il rientro di un Gatti vivace e coriaceo in avvicinamento e la prima tripla di Musso nel match, sembra aver consegnato il match soprattutto per sue mancanze e non tanto per aversari solo a tratti del tutto meritevoli sul piano assoluto del gioco (40-55 a 3’29”). La partita potrebbe quindi ancora dire e anzi vorremmo che dicesse, ma prima Iannuzzi, già reattivissimo a rimbalzo offensivo,prima stoppa un Iannilli che gioca troppo fuori per il suo tonnellaggio e la sua sensibilità balistica, poi in transizione viene servito Guarino che dall’angolo non vuole perdonare. Ma ora è la dignità ad essere in gioco, e la BPMed, sfruttando anche un FMC senza lunghi che presidino al meglio l’area, sfoggia un Musso redivivio che nel one-to-one ritrova la celerità sempre desiderata ma mai arrivata: è suo il tassello cruciale e conclusivo nel parziale della riscossa, a cui si affianca la combattività di un Bastone da appulasi nel subire fallo da Iannuzzi, nonostante 1/2 dalla lunetta:si confeziona così un 11-4  che ci consegna 51-59, a chiusura di un terzo quarto inatteso e di pieno rilancio.
Per l’ultimo parziale totale conferma del five on -court sul versante Napoli , mentre Ferentino rispolvera il doppio play accanto a Ihedioha, Carrizo e Ianes (costretto a rimpiazzare Iannuzzi per raggiunto limite di falli). Tanto per cambiare, apre Guarino con scaltrezza dalla lunetta, ma Napoli, fallito dall’arco un primo possesso chiuso a freddo da Gatti, trova prima con Rizzitiello il fondo della rete, nonostante un’altra tripla con poco spazio e da fermo, poi, sul tentativo di mis-match a firma Musso, maturano sia il quinto fallo di Ianes che un giro in lunetta con 1/2 (56-61 a 6’06” dal termine). Napoli prova finalmente con successo qualche raddoppio in difesa, mentre in attacco si muove con maggiore intelligenza tattica, sfruttando anche la maggiore robustezza altetica del proprio quintetto rispetto a quello FMC, il cui  unico lungo Pongetti è piuttosto inerme rispetto alla onerosa marcatura su Simone Gatti, ma in cui svettano sempre più le inividualità di Carrizo (tripla in ritmo) e Bonfiglio (2+1 da lay-up comodo sul mancato cambio difensivo). Napoli è sempre grazie a Musso e al fade-away di Rizztiello, ma Ferentino, nonostante la vera emergenza falli nel reparto lunghi (dato il quarto di Pongetti) , ovvia schierando  un duttilissimo Ihedioha ,e trova con un Parrillo da 3+1 dall’angolo che reissa nuovamente gli ospiti a +10 (64-76 a 2’09”).  Un semigancio di Gatti e un recupero di Musso sulla successiva rimessa amaranto vorrebbero quasi promettere una riedizione del miracolo contro Ruvo, ma è la responsabilità dei due ex gioiellini di casa Adriatica a condurre in porto la nave della vittoria , propiziata per la cronaca dalle lunette di Carrizo e il jumper di Guarino,a cui giunge l’ultima realizzazione di Panzini sugli sviluppi di un rimbalzo offensivo. Il finale recita così 73-84, finale di un match che prima perso per tante occasioni  e poi persino recuperabile, ci svela limiti e potenzialità di un roster debole ma del tutto migliorabile.
IL TABELLINO
BPMED NAPOLI-FMC FERENTINO 73-86
NAPOLI: Sabbatino 4, Musso 23, Bastone 5, Mariani, Gatti 16, Iannilli 8, Rotondo 4, Rizzitiello 13, Guastaferro, Lenardon. All. Bartocci.
FERENTINO: Guarino 16, Panzini, Iannuzzi 6, Bonfiglio 18, Fiorletta ne, Parrillo 12, Ihedioha 6, Ianes 2, Pongetti 2, Carrizo 24. All. Gramenzi.
ARBITRI: Dal Bosco di Padova e Del Greco di Verona.
NOTE: Parziali 10-23, 27-44, 51-59. Usciti per falli Gatti, Rizzitiello, Iannuzzi, Ianes.