La Viola sbanca Roseto, c’è il bis esterno per i neroarancio

di Luca Maggitti

ROSETO 73-REGGIO CALABRIA 76
Parziali: 19-22; 40-36; 57-54; 73-76.

ROSETO: Pitts 20, De Dominicis, Antonini n.e., Ferraro 16, Marini 2, Janelidze 13, Ippedico, Chavdarov n.e., Bryan n.e., Jackson 16, Moreno 6. Coach: Trullo.

REGGIO CALABRIA: Deloach 7, Casini 6, Azzaro 4, Rezzano 9, Lupusor 3, Rossi 7, De Meo n.e., Rush 21, Florio n.e., Ammannato 19. Coach: Benedetto.

Arbitri: Boninsegna, Bongiorni, Mottola.

Roseto – Tiri da 2: 26/62 (42%). Tiri da 3: 8/24 (33%). Tiri liberi: 13/16 (81%). Rimbalzi: 36 (26+10). Reggio Calabria – Tiri da 2: 29-70 (41%). Tiri da 3: 6/24 (25%). Tiri liberi: 12/16 (75%). Rimbalzi: 35 (24+11).

“La presunzione andò a cavallo e tornò a piedi”.

Così si dice, in dialetto, dalle parti di Roseto degli Abruzzi. E l’adagio popolare era meglio di una foto quando, a 4 minuti e 10 secondi dal termine del secondo quarto, Michael Deloach è volato in contropiede con la sua squadra in vantaggio 25-33. Lo straniero, dopo essere stato subissato di improperi ed essersi letto due striscioni in inglese che mettevano in giro strane voci sulla sua consistenza e sulla reputazione della mamma, ha pensato di fare un sol boccone della Curva Nord. Per questo ha optato non per una semplice schiacciata, bensì per un tocco di carambola: un’affondata di rimbalzo per zittire tutti. Dunque pallone dosato con forza a terra, volo spiccato insieme alla salita del pallone dopo il rimbalzo, presa dell’arancia in bello stile e… sdeng! Ferro sui denti.

Poi la ruzzolata, mentre i duemila del PalaMaggetti esplodevano moltiplicando insulti e derisioni, fino ad arrivare alla transenna. Contatto con qualche tifoso della tribuna, che aspettava Deloach non esattamente a braccia aperte, e il giocatore che reagisce, mostrando il petto e aprendo le braccia, urlando tutta la sua frustrazione, figlia del milione di insulti ricevuto nei primi 16 minuti di gioco. Risultato? Espulsione a termini di regolamento.

Dopo il parapiglia, la partita riprende e la Viola Reggio Calabria indossa provvisoriamente i panni del Titanic, con il ferro che ha sputato la schiacciata di Deloach a far da iceberg. Mentre gli ospiti – che fino ad allora aveva comandato abbastanza tranquillamente – faticano a rendersi conto di quanto è accaduto, il Roseto piazza un parziale di 15-1, andando al riposo avanti 40-36, dopo che Rezzano ha infilato due liberi.

“La presunzione andò a cavallo e tornò a piedi”.

Così si dice, in dialetto, dalle parti di Roseto degli Abruzzi. E l’adagio popolare era meglio di una foto quando le squadre sono rientrate in campo. Via gli striscioni, i tifosi sono sembrati satolli rigirandosi fra le dita lo scalpo dell’espulsione di Deloach. Il problema è che il PalaMaggetti ha un senso solo fino a quando resta un catino colmo di magma cestistico, perché se muta in un salotto della pallacanestro è destinato a diventare terra di conquista per tutti. Soprattutto se il Roseto ha Bryan in panchina per onor di firma e Carenza indisponibile dalla prima di campionato.

E siccome coach Giovanni Benedetto e il suo assistente Stefano Vanoncini sono due amanti di Roseto (e purtroppo anche due ottimi conoscitori delle dinamiche che governano gli istinti primordiali scatenabili intorno al parquet), aggiungono bromuro al the del riposo somministrato ai loro giocatori, rimandando in campo profumate educande, che non si azzardano manco ad alzare gli occhi per sfidare lo sguardo dei tifosi ormai soddisfatti.

Il piano è chiaro: ogni minuto un po’ di cloroformio, ogni minuto un po’ di freschezza in più degli ospiti, ogni minuto un po’ di logoramento per il manipolo di giocatori rosetani che deve cantare e portare la croce.

Il terzo quarto passa così con il Roseto avanti 57-54, ma stanchissimo. Le tifoserie (encomiabili i 3 tifosi giunti da Reggio Calabria) si scambiano applausi e l’ambiente è ormai l’ideale per il furto con destrezza.

Reggio Calabria consegna le chiavi della partita ad Erik Rush (6 punti nell’ultimo quarto) e Marco Ammannato (9 punti). Lo straniero dimostra plasticamente perché giocava in Serie A a Varese, mentre il “Rosso Malpelo” della Viola più passano i minuti più è incontenibile.

La Viola comanda 62-68 al 35°, ma Roseto si riporta sul 73-74 con una bomba di Pitts a 45 secondi dal termine. Rush dalla lunetta fa 1/2 e si va sul 73-75 a 25 secondi. Jackson si prende la responsabilità del pareggio, penetrando ma subendo lo stoppatone di Rush. Fallo di Pitts su Rossi, che dalla lunetta fa ancora 1/2 (73-76). Ultimo pallone stavolta nelle mani di Pitts, con 5 secondi da giocare per provare a pareggiare, ma il moro non ne ha più e Casini gli sradica il pallone dalle mani.

Roseto perde la partita e torna fanalino di coda solitario, perché intanto Piacenza ha vinto a Latina.

Le statistiche finali di Reggio Calabria mostrano Rush (21 punti, 5 rimbalzi e 21 di valutazione in 36 minuti) e Ammannato (19 punti, 8 rimbalzi e 21 di valutazione in 36 minuti) su tutti, ben supportati da Rossi (7 punti, 6 rimbalzi e 3 assist in 33 minuti).

Per Roseto, 20 punti, 6 rimbalzi, 3 assist e 20 di valutazione per Pitts, che però – causa rotazioni stringate – ha giocato di nuovo 38 minuti, arrivando sfiancato. Doppia doppia per Innocenzo Ferraro (16+10 in 35 minuti) e Giga Janelidze (13+11 in 37 minuti), mentre Jackson chiude a 16 punti e 3 rimbalzi in 36 minuti. Male Marini, che in 20 minuti ha segnato 2 punti, preso 1 rimbalzo e chiuso con -4 di valutazione.

In sala stampa, coach Tony Trullo – dopo aver sottolineato che lui non è un ortopedico né un chirurgo e che si fida di quanto gli dicono i sanitari – ha detto che la prossima settimana sarà molto importante per le questioni di infermeria.

Infatti, Bryan andrà a farsi visitare la spalla dal migliore su piazza. Se dovesse rientrare subito, il Roseto dovrebbe affrontare la questione Carenza e provare a inserire un’ala. Se invece i tempi di guarigione del dominicense dovessero allungarsi, gli Sharks torneranno sul mercato ingaggiando un centro.

Fotogallery a cura di Mimmo Cusano

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