Lucca crolla poi piega anche Ravenna

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Arcanthea Lucca – Acmar Ravenna 70-68

ARCANTHEA PALLACANESTRO LUCCA: Deloach 15, Panzini 9, Sgobba, Valenti 7, Santarossa 6, Motta ne, Banti 6, Parente 3, Conger 19, Di Giacomo ne. All. Mecacci
ACMAR RAVENNA: Amoni 12, Rivali 12, Bedetti 7, Ricci ne, Zannini ne, Tambone 2, Foiera 9, Broglia 2, Locci, Sollazzo 24. All. Giordani
ARBITRI: Pecorella, Grigioni e Perciavalle
NOTE: parziali 8-24, 30-38, 50-55. Spettatori 1000 circa. Fallo tecnico alla panchina Arcanthea al 9’05”.

Si allunga la striscia casalinga dell’Arcanthea che contro Ravenna vince un altro scontro diretto rimontando dal -21 e riesce con il cuore a sopperire anche all’assenza forzata di Davide Parente, uscito per infortunio nel secondo quarto e poi rientrato generosamente in avvio di ripresa.
La Pallacanestro Lucca fa buon viso a cattivo gioco e parte con il solito quintetto nonostante i tanti problemi fisici che la squadra ha dovuto affrontare durante la settimana. L’Acmar però parte subito forte, stringe la difesa e Foiera fa sentire la sua presenza nell’area pitturata. Gli ospiti allungano progressivamente e il 4-6 iniziale si trasforma in 4-13 nell’8-24 di fine primo quarto e addirittura in 8-29 nei primissimi minuti del secondo quarto. La serata sembra volgere nel peggiore dei modi quando Parente è costretto a uscire per un infortunio al ginocchio subito su una penetrazione in contropiede. Al suo posto entra Panzini e la carica del playmaker suona sul campo. Conger mette subito la tripla, l’Arcanthea passa a zona e Panzini confenziona un gioco a due per Banti. Giordani rimette in campo Foiera per avere peso in area ma Lucca ormai ha riaperto la partita e un alley-oop confezionato dalla coppia Deloach-Conger porta le squadra a 6 punti di distanza (30-36).
Dopo la pausa Parente si ripresenta in campo con una fasciatura al ginocchio e dopo l’applauso del palazzetto segna subito la prima tripla. I biancorossi spingono e rosicchiano punto su punto e quando Davide è costretto a uscire definitivamente dal campo, Panzini segna il primo vantaggio (48-46). Ravenna però è viva, trova un Sollazzo in grande vena che assieme a Rivali ristabilisce il distacco (50-55). La forza d’urto lucchese però ormai è azionata. Una tripla di Santarossa dà il 59-59 a 6’25” che diventa 64-59 con una tripla di Conger. Poi ci pensa Panzini a 1’32” a realizzare la tripla del 69-62 ma l’Acmar è sulla partita e arriva a giocarsi l’ultimo tiro con 24 secondi sul tabellone. Lucca però difende fortissimo e Amoni sbaglia la tripla del sorpasso.
Con questo successo Mecacci chiude il proprio girone con dieci vittorie e cinque sconfitte, una media da altissima classifica.

– Matteo Mecacci: «Avevo chiesto alla mia squadra maggiore personalità soprattutto in difesa, dopo il match di Roseto, e l’ho avuta in pieno. Dopo un primo quarto abulico c’è stata una partita pazzesca dopo una settimana pazzesca; praticamente non ci siamo mai potuti allenare, prima Motta, poi Di Giacomo. Santarossa e Valenti messi ko dall’influenza e oggi Parente, che è voluto rientrare segnando un canestro tremendamente importante a inizio terzo quarto. Devo ringraziare il mio staff medico che è riuscito a mettere in campo tutti i miei giocatori; le due squadre alla fine erano molto stanche, noi siamo riusciti ad avere quel guizzo negli ultimi minuti del match, che potevamo anche chiudere prima senza l’incomprensione sulla rimessa negli ultimi secondi. Il pubblico è stato eccezionale, lo ringrazio tantissimo unitamente al general manager Lorenzo Marruganti e al mio assistente Marco De Benedetto, che hanno fatto un lavoro fantastico nella preparazione della squadra e nello scouting».

– Lorenzo Marruganti: «Tengo a ringraziare il lavoro miracoloso dello staff medico e del dottor Menchetti. A noi non piace piangere prima delle partite ma assicuro che senza questo lavoro non saremmo stati presentabili. Poi grazie ancora a tutto il resto della società, in particolare a Giovanni Giusti e a Massimo Nicolosi»

– Marco De Benedetto: «Quando si fa una squadra per un campionato del genere bisogna essere bravi a inserire giocatori stranieri di spessore umano che siano in grado di rafforzare l’impianto degli italiani, che siano un valore aggiunto nei rapporti coi compagni e capacità di capire i concetti dell’allenatore e pronti a investire su loro stessi. Io sono scout, guardo le partite tutto l’anno e cerco di arrivare nel momento della scelta pronto per dare un contributo in sede di scrematura di nomi. Questo è stato il mio ruolo nella costruzione di questa squadra. L’esempio è quello di Conger. Quando a malincuore abbiamo dovuto lasciar partire Kelvin Martin, c’è stata la necessità di inserire un giocatore che fosse pronto e tra quelli visti delle partite di college non mi pareva possibile che Meech fosse nella lista dei free agent. Così l’ho subito segnalato alla società».

Fotogallery a cura di Claudio Tosi

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