Urania spara a salve, Agrigento fa il colpo a Milano

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Ambrosin Agrigento

Agrigento e Milano ormai danno vita solo a gare scoppiettanti. Se l’anno scorso, in Sicilia, si era andati oltre i 110 punti a testa, coi 41 di Amato e due supplementari, a bagnare l’esordio casalingo di stasera c’è stata una partita vibrante, tesa e combattuta fino all’ultimo. Urania paga una percentuale da 3 che taglierebbe le gambe a chiunque, figurarsi ad una squadra che vive su questo fondamentale: 5/32, veramente troppo poco per stare in partita con chiunque. Agrigento avrebbe anche le possibilità di chiuderla, ma invece si trascina in un finale convulso e caotico, anche qui per colpa di percentuali bassissime: sono i liberi per la Fortitudo, tirati con l’8/21. Con questi due dati abbiamo avuto una partita tirata fino all’ultimo.
Urania si è appoggiata nel primo tempo sulla coppia Lupusor/Piunti, bravissimi a battagliare sotto per sopperire alla carestia dai 6,75. Per contro, Agrigento ha costruito ottimi tiri, mettendo in mostra un collettivo ben più pronto rispetto all’esordio di settimana scorsa.
Nel terzo periodo è Potts a salire in cattedra, dimezzando rapidamente lo svantaggio (anche di 16 punti) e rimettendo in carreggiata una serata storta. Ma nel momento clou, Urania non è mai riuscita ad impattare il match, con Montano nervoso ed espulso per doppio tecnico, Amato che tira 5/16 e Bonacini non ancora prontissimo.
Per Agrigento Polakovich chiude con 14+13, Chiarastella mostra le solite qualità a tutto tondo (8, 12 rimbalzi, 5 assist, 4/8 dal campo), Ambrosin è decisivo nei momenti clou. Segnali positivi per coach Pilot, passo indietro per Urania dopo i fuochi d’artificio di Treviglio. E già mercoledì sarà un crash test importante: all’Allianz torna Rei Pullazi, che coi suoi Sharks è già 2-0.

Starting five
Wegreenit Milano: Amato, Potts, Severini, Lupusor, Piunti
Fortitudo Agrigento: Meluzzi, Morici, Ambrosin, Chiarastella, Polakovich

Primo quarto

Polakovich riprende subito da dove aveva cominciato domenica scorsa, Amato sigla i primi punti all’Allianz della nuova stagione. Il play ha licenza di inventare a tutto campo, ma prima Potts, poi Severini ed infine Lupusor non sfruttano. Sperduto costretto subito ad entrare, causa colpo al labbro di Ambrosin. Al rientro il #1 non si fa pregare: esce bene a ricciolo, bomba e fallo di Amato: 7-9, e Meluzzi con la seconda tripla che vale il +6. Pigiata di Polakovich: 0-9 di parziale e coach Villa ferma il gioco col primo timeout. Che però non frutta i dividendi sperati, perchè la pressione di Agrigento porta ad una rapida recuperata, e Polakovich segna ancora.
Nel momento del bisogno, citofonare Potts: 5 punti a fila, e stavolta è Pilot a chiamare sospensione. Dentro Montano e Landi da una parte, Caiazza e Peterson per gli ospiti. Chiarastella frontale sblocca una fase confusa di partita, col nuovo +7 ospite. Bonacini bravissimo nell’uso nel perno, ma poi sbaglia con metri di spazio: tra i biancoazzurri anche Peterson si mangia due semplici canestri. Ambrosin con un’altra tripla, sulla sirena la replica di Potts scherza col ferro ed esce: al 10′ è 12-21. Urania paga il deficitario 1/9 dalla lunga distanza, Agrigento invece proprio su quel fondamentale costruisce le sue fortune, tirando 4/8.

Secondo quarto

Peterson sbaglia il terzo piazzato a fila, Montano prova a ricucire le distanze con un preciso arresto e tiro. Caiazza è però indemoniato, strappando la palla a Bonacini ed aprendo il campo per la terza bomba del solito Ambrosin. Ancora Montano a prendersi sulle spalle l’attacco milanese, ma il primo canestro di Peterson aggiorna il massimo vantaggio ospite sul +13 (15-28). Anche Traore entra e segna, Urania in rottura prolungata, con due liberi di Landi a chiudere il parziale siciliano. Chiarastella però si inventa un dietro la schiena per Morici, che appoggia in lay-up (la rivedremo facile in top10 della giornata): per Villa è abbastanza, secondo timeout, col tabellone che recita un eloquente 17-32.
Sembrerebbe riduttivo, ma l’1/12 da tre è un macigno che pesa enormemente sulle spalle di Milano. È Amato a buttarla finalmente dentro, aggiornando le stats a 2/14. Piunti raccoglie un fondamentale rimbalzo in attacco, convertito in due punti, ma anche Sperduto va a segno dai 6,75. Agrigento dà l’impressione di cercare sempre il tiro migliore, sono più i meriti degli ospiti o i demeriti della molle difesa milanese? La Wegreenit prova a rosicchiare punti grazie al bonus precoce, riportandosi sul 30-39, cavalcando la superiorità in post di Lupusor e Piunti (già 9 punti per il capitano): Pilot spende timeout a 2′ dalla fine.
Poloakovich raccatta dalla spazzatura due rimbalzi di carattere per riaccendere i suoi, ed ancora l’americano viene pescato con una magata da Meluzzi, dopo una brutta persa Urania. Ancora l’asse Piunti-Lupusor paga dividendi importanti: l’appoggio dell’ex San Severo chiude il primo tempo sul 32-43. Enorme differenza, come già ribadito, la percentuale dall’arco. Piunti a 9 punti, Lupusor 6+8 rimbalzi; Agrigento attacco ben bilanciato, 8 a segno, guidati dai 10 di Polakovich.

Terzo quarto

Potts e Polakovich a dettare legge dal post basso. Severini si sblocca dall’angolo, Urania a -8. Potts in un amen vola a 13 punti, Meluzzi e Morici però non ci stanno, e con due triple ridanno la doppia cifra di vantaggio: 41-51, timeout Urania.
Pilot allunga la difesa su tutti e 28 i metri, Urania la aggira bene e Severini si trova nuovamente libero in ala: solo retina. Asse Ambrosin-Chiarastella da premio Oscar, col filtrante del secondo per il backdoor del primo. Tempo 20” ed Amato e Piunti li imitano prontamente, la gara ora è esaltante. Potts di prepotenza si porta a casa due liberi, trascinando i suoi al -3. Nel momento del bisogno è Ambrosin a risolvere tanti problemi, con la terza tripla di serata. Piunti ancora granitico vicino a canestro, ma la partita si sporca con contatti evidenti e tanti fischi, che portano anche un doppio tecnico a Montano (quarto personale) e Caiazza. Anche Sperduto spende malissimo il quarto fallo, franando addosso a Severini a 5” dalla fine del periodo. 56-60 dopo 30′, 18 per Potts e 13 di Piunti; 14 aa testa per Ambrosin e Polakovich.

Quarto quarto

Montano vanifica una furbata a rimbalzo col secondo tecnico, che lo porta direttamente negli spogliatoi. Ambrosin segna direttamente dalla valle dei Templi quasi allo scadere: esiziale. Due liberi di Lupusor portano ad un possesso di distanza Urania, che però va prestissimo in bonus, dopo appena 2′. Agrigento però comincia a lasciare liberi sul ferro (prima Peterson due volte, poi Sperduto), buon per i siciliani che Meluzzi semina il panico nella difesa avversaria, andando anche in doppia cifra. Il play ex Rimini è glaciale, andando a realizzare in sottomano ancora sulla sirena: il 60-69 a metà periodo ricaccia prepotentemente indietro Urania.
Al rientro Lupusor sbaglia con metri di spazi dall’angolo, Chiarastella non si fa pregare e dalla punta beffa il recupero di Piunti, per il +12 che suona come una sentenza a 4′ dalla fine. Amato è l’ultimo a mollare, il tempo però scorre inesorabile, nonostante anche Ambrosin palesi problemi dalla linea della carità. Ma a forza di liberi, e di attacchi troppo ragionati ospiti, si entra negli ultimi 2′ sul 66-73. Meluzzi si incarta in mezzo all’area, ma Potts sul ribaltamento sbaglia la tripla frontale. Ribaltamento di fronte, stesso copione: Meluzzi va lungo, Potts frana su Sperduto e perde palla.
Sulla rimessa però lo stesso Potts si fa perdonare, anticipando il passaggio e siglando il più facile dei canestri, per il -5 ad 1’10” dalla fine. Polakovich fa 0/2 ai liberi, Potts penetra ma si scontra contro un muro blu. Polakovich però fa ancora 0/2, lasciando aperta la partita, e Bonacini non si fa pregare: anche lui fa solo 1/2. Ci pensa Sperduto a chiudere la contesa, due liberi e Agrigento sbanca l’Allianz.

Tabellini
Wegreenit Milano: Potts 22, Piunti 15, Lupusor 9, Amato 7, Montano 7, Severini 6, Landi 2, Bonacini 1, Anchisi ne, Solimeno ne, Ciccarelli ne, Cavallero ne
Fortitudo Agrigento: Ambrosin 18, Polakovich 14, Meluzzi 13, Sperduto 10, Chiarastella 8, Morici 7, Peterson 3, Traore 2, Caiazza, Cohill ne