Barcellona-Torino: il basket da insegnare ai ragazzini!

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Metti una domenica di fine marzo, l’equinozio di primavera da poco passato che sancisce la fine del freddo e l’inizio della bella stagione. Aggiungi una giornata soleggiata, una bella domenica delle palme in cui la luce del sole penetra dai finestroni dei palasport e la manica corta della t-shirt è finalmente la regola e non l’eccezione! E condisci il tutto con una sana e genuina partita di pallacanestro. E’ la giusta ricetta per un grande momento di sport e aggregazione nel periodo maggiormente desiderato dagli appassionati di basket, la primavera, quando si avvicina la post season (per chi se lo può permettere), quando ci si gioca tutto per la gloria, per il futuro, per gli obiettivi perseguiti e duramente sudati durante l’anno (sportivo). Ma in questa domenica di fine marzo si gioca al Palalberti una partita, Orange Moon Barcellona- Manital Torino, per la quale solo i piemontesi si giocano due punti importanti finalizzati a consolidare la propria posizione nei piani alti della classifica di Serie A2 Gold con le stigmate dello squadrone-corazzata e costruita per un solo obiettivo: la serie A! Barcellona si gioca… il “due coppe” quando la briscola è a “mazze”! I giallorossi sono salvi, hanno salvato una stagione tribolata e travagliata ed hanno salvato soprattutto la credibilità del campionato, assai falsato da altre compagini. La maggior parte degli atleti della sponda “briscolara” che giocano queste partite solitamente mettono lo stesso impegno fisico e mentale che potrebbe offrire un turista anglosassone in un lettino in riva al mare cristallino delle Maldive coccolato da un drink esotico e massaggiatrice al seguito! E’ “garbage-time”, il “rompete le righe” o il “volemose bene” per intenderci! Ma non la pensano così i 7 leoni di “papà” coach Perdichizzi che scendono sul parquet, magari snobbato dai palati fini, con la fame di chi si vuole giocare una finale promozione o uno scudetto!

11065420_10206204277976501_1892960785_oDa un lato, sulla sponda torinese, scendono sul parquet “mostri sacri” come Mancinelli e Giacchetti accompagnati da “discretucci” giocatori per la categoria come Rosselli, Fantoni e Gergati con due americani potenzialmente devastanti come Miller e Lewis. Già dal riscaldamento i ragazzini delle giovanili, che hanno l’onore di stare a bordo campo con il mocio ed il secchio per pulire il parquet, ammirano estasiati le gesta di costoro pensando e sognando magari di imitarne movenze e qualità balistiche! E sulla sponda giallorossa? Che dire? Lo stesso ragazzino in questa travagliata annata può solo identificarsi con i propri beniamini che trasmettono cuore, grinta, sogno, emozione, pathos, amore, orgoglio, rispetto! In una sola parola il “basket” per intenderci! Non è così importante raccontare l’avvincente cronaca della partita poiché è la stessa partita a raccontare tutto ed esprimere in 55 minuti di pura adrenalina tutte quelle qualità citate per le quali il buon Muccino avrebbe magari dedicato ai siciliani un intero film intitolato “Le sette palle”! 11087352_10206204308977276_247467639_oQuesta partita non va solo registrata sull’hard disk del pc ma deve essere conservata nel cuore e nella mente di ogni appassionato di basket. E va fatta soprattutto ammirare ai ragazzini che inseguono un sogno o più semplicemente la possibilità di vivere un’emozione che solo la palla a spicchi riesce a regalare, non tanto per il pathos di una gara che regala al pubblico l’emozione di tre tempi supplementari (tanta roba!) con il risultato finale di 115-110 a favore di Torino, quanto per insegnare loro i valori umani dello sport e del senso di appartenenza. Vedere lottare, senza l’obiettivo di alcuna posta in palio e senza risparmiarsi sul parquet, gente come Maresca, Da Ros, Garri, Marchetti, Shepherd, Spizzichini e Fiorito i quali, alla fine della “battaglia”, escono stremati dal rettangolo di gioco con princìpi di lacrime come se avessero perso una finale o una salvezza, la dice tutta sui valori e gli attributi distribuiti in campo dagli uomini in giallorosso. O godere della gesta di fuoriclasse come Giacchetti o Lewis che hanno dovuto giocare al meglio delle loro possibilità per espugnare un Palalberti semivuoto (o semipieno a seconda da come lo si vuole vedere…) ma colmo di partecipazione e genuina passione. 11087085_10206204302017102_950579994_oEd i giocatori-chiave di giornata per gli almanacchi, le statistiche e la vittoria finale sono proprio loro, Giacchetti e Lewis, che segnano 65 punti in due guidando Torino verso l’impresa, ma gli eroi che possono scrivere l’ulteriore capitolo di storia giallorossa sono certamente i sette “cavalieri templari” di cui sopra che consegnano alla città il “Sacro Graal” della palla a spicchi. Ed in occasione dell’ultima gara casalinga contro Brescia (altra corazzata di turno!) il team di Perdichizzi meriterebbe il pienone per salutare e ringraziare con un plebiscito sette veri professionisti (più i giovani che completano il roster), lo staff tecnico e societario e per quanto di stoico è stato fatto in questa stagione! E aggiungiamo che meriterebbero tutti la conferma e la rispettosa occasione di ergersi a protagonisti della ricostruzione per Barcellona che ad oggi si traduce in certezza e programmazione per il futuro! In tanti anni parecchi giocatori e atleti passati da queste parti hanno avuto l’onore di calcare il rinomato parquet del Palalberti, taluni con merito altri con demerito. Oggi, senza se e senza ma, sentiamo di dire che lo zoccolo duro della tifoseria barcellonese ha avuto l’onore di aver ammirato e goduto delle gesta di questi uomini incommensurabili! In conclusione complimenti alla Manital Torino che ha sudato, scusando il gioco di parole, le proverbiali “sette camicie” ed onore alla Orange Moon Barcellona oggi più che mai il vero orgoglio di questa Serie A2 Gold! Ragazzino infatuato della palla al cesto non dimenticare mai questa partita e conservarla per sempre nel tuo cuore, per sempre!