DNA Gold Review: Trento si ferma, le crisi di Brescia e della Sigma, Verona e Napoli incalzano

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Si avvicina ulteriormente il giro di boa in DNA Gold (mancano due sole giornate al termine del girone d’andata), ma per il momento non cambia il copione di un campionato ricco di sorprese, e che dopo quest’ultimo turno ha visto un paio di cambiamenti importanti sulle panchine.

Dicevamo delle sorprese, e la caduta della capolista Trento al PalaFerraris di Casale Monferrato può di certo rientrare nella categoria: soprattutto per com’è arrivata, con i bianconeri di Buscaglia (che cadono dopo sei successi consecutivi) in grande difficoltà offensiva e sotto nel punteggio per tutto l’arco della gara (40-24 il parziale all’intervallo). Ad eccezione dei 59 punti segnati a Forlì (dove comunque arrivò una vittoria), i 62 messi insieme sul parquet della Junior sono il peggior dato stagionale di Forray e compagni. Che non hanno trovato quasi mai la via del canestro dall’arco (5/21), incassando una giornata sotto gli standard abituali un po’ da tutti i propri elementi (escluso un Elder da 21 punti). L’Aquila resta comunque in vetta solitaria alla classifica, con la qualificazione per le Final Six di Coppa Italia già in tasca: una sconfitta che non lascia dunque particolari strascichi sul resto della stagione, ma rappresenta un piccolo campanello d’allarme su una squadra che nelle ultime settimane stava girando quasi alla perfezione. La gara più bella dell’anno, invece, in casa Novipiu: la squadra di Griccioli conferma i progressi delle ultime settimane (terza vittoria nelle ultime quattro), non scoraggiandosi dopo la clamorosa (ed immeritata) sconfitta di Torino nel derby della settimana scorsa. Vittoria limpida, arrivata nonostante percentuali deficitarie al tiro: ma Dillard e compagni sono stati bravi a guadagnarsi ben 34 tiri liberi (18 dei quali del duo americano), e 15 rimbalzi offensivi che hanno garantito tanti secondi possessi ai rossoblu. La vera forza di Casale resta però nella metà campo difensiva: è lì che coach Griccioli sta ponendo le basi di una squadra che non ha realizzatore di particolare spessore. Ad eccezione della trasferta di Brescia, in tutte le ultime 4 gare le avversarie della Junior non hanno superato i 62 punti: uno dei motivi principali per cui, finisse il campionato ora, i piemontesi sarebbero abbondantemente salvi.

Alle spalle di Trento, i numerosi KO nelle zone alte di classifica promuovono la Manital Torino come inseguitrice principale e seconda da sola in classifica: per gli uomini di Pillastrini, vittoria importante sul campo di Barcellona (terzo successo consecutivo, con la doppia sconfitta di qualche settimana fa che assomiglia già a un lontano ricordo) legittimata da 40 minuti di vantaggio e un 8-19 nel primo quarto che ha già indirizzato la contesa verso i gialloblù. Per gli uomini di Pillastrini (ancora privi di Chessa) inizia a farsi sentire il contributo dei due americani: 16 punti con 9 rimbalzi di Bowers, 11 con 6 assist di Steele. Due giocatori che innalzano il potenziale di una Torino che può contare comunque su un gruppo di italiani robustissimo (e infatti la PMS, anche senza i suoi americani nelle prime gare, è sempre rimasta nelle zone alte di classifica). Al PalaAlberti si è scatenato Mancinelli (22 punti), positivo anche il rientro di Wojchewowski, ed in generale è stato bravo l’intero gruppo ad assorbire la prima vera serata storta di Amoroso (4 punti con 1/7 dal campo). E se questa è una vittoria che lancia ulteriormente le ambizioni di Torino (che in molti indicano adesso la squadra da battere), il quarto KO consecutivo di Barcellona ha inevitabilmente scosso l’ambiente siciliano. Partita per l’ennesima volta con un roster da promozione, la Sigma si è arenata nell’ultimo mese: e se contro Trieste, Trento e Verona Collins e compagni avevano sprecato margini importanti di vantaggio, contro Torino i giallorossi hanno sempre dovuto inseguire nel punteggio. Alla fine, a pagare è stato coach Perdichizzi, esonerato e sostituito (per il momento) con il vice Ugo Ducarello. Lo Sceriffo paga probabilmente anche il finale dello scorso campionato, con Barcellona (che chiuse al primo posto la regular season) eliminata contro ogni pronostico al primo turno con un secco 3-0 da Trento. Ma anche quest’anno, dopo un buon inizio, sembrava essersi rotto qualcosa: ad oggi, i siciliani sarebbero addirittura fuori dai playoff. Contro i piemontesi male al tiro la coppia Collins-Young, ma soprattutto con l’assenza di Natali stanno venendo fuori i limiti di una panchina probabilmente troppo corta per competere ai massimi livelli del campionato. Torna a vincere l’Upea Capo D’Orlando, per il momento infallibile nei derby: dopo il colpaccio di Barcellona, arriva anche il netto successo ai danni di Trapani. Una vittoria che consente agli uomini di coach Pozzecco di rimanere in corsa per le Final Six di Coppa Italia, interrompendo la mini-crisi di due sconfitte consecutive. Da rimarcare la grande solidità difensiva dei padroni di casa, capaci di limitare a soli 55 punti l’attacco della Lighthouse: ed importante aver vinto anche senza Keddrick Mays, per la prima volta in questa stagione. Con il play/guardia americano out, è tornato il Laquintana di inizio stagione (14 punti), ma l’Upea ha soprattutto trovato il miglior Nicevic dell’anno: serata super per l’ex lungo di Treviso, a segno con 26 punti e rebus sostanzialmente irrisolvibile per la difesa ospite. I biancazzurri non hanno così risentito della serataccia al tiro di Archie e Basile (addirittura 4/24 dal campo in due), anche perché Trapani dall’altra parte ha offerto davvero poca resistenza. I granata hanno certamente pagato l’assenza di Lowery e le condizioni precarie di alcuni elementi (Baldassarre l’esempio più eclatante, chiuderà senza punti e con 0/4 dal campo), ma la prestazione offerta dagli uomini di Lardo resta nettamente al di sotto delle aspettative. E Trapani (che ha trovato 44 punti dal trio Parker-Renzi-Ferrero, e briciole dagli altri) continua a mostrare qualche problema di troppo in trasferta: una sola vittoria lontano dal PalaIlio, un rendimento da migliorare per puntare davvero ad un piazzamento nei playoff. Prosegue anche il momento magico di Verona: gli uomini di Ramagli conquistano al San Filippo di Brescia la quinta vittoria consecutiva, raggiungendo in classifica proprio la Leonessa ed agganciandosi così al gruppo delle terze. E se la Tezenis inizia a vincere anche in trasferta (il tallone d’achille dei gialloblu nelle ultime stagioni) su campi complicati come questi, va iniziata a prendere in seria considerazione come possibile contender. Anche perché quella della Scaligera è una vittoria di carattere, maturata nell’ultimo quarto (20-26 il parziale) con i canestri decisivi di Da Ros e Carraretto (ma a tenere in alto gli ospiti è stato soprattutto Callahan, 19 punti e 6 rimbalzi). Ha funzionato però un po’ tutto il roster a disposizione di Ramagli, con gli otto giocatori impiegati a segno con almeno 5 punti e importanti con il loro mattoncino per la conquista dei due punti. Per la Centrale del Latte, invece, evidente il calo nelle ultime gare: ad eccezione del facile galoppo di Imola, nelle ultime quattro sono arrivate solo sconfitte. E il dato più significativo è che sono arrivate tutte in casa, su un parquet che era rimasto inviolabile nelle prime quattro gare. Vero che in tutte e tre le gare gli uomini di Martelossi hanno ceduto solo sul filo di lana (addirittura due volte all’overtime), ma rispetto al brillante inizio di stagione la Leonessa è obiettivamente calata. Contro Verona ha impressionato un super-Giddens (28 punti e 11 rimbalzi), ma dal resto è arrivato troppo poco: la stagione di Slay, ad esempio, finora resta ampiamente al di sotto delle aspettative (2/8 dall’arco, 5/21 totale per la Leonessa). E non va dimenticata l’assenza di Fultz (forse l’uomo più continuo di Brescia in questo avvio di stagione), come i problemi fisici di Rinaldi, che hanno costretto l’ex lungo di Veroli a 9 soli minuti sul parquet. Resta nelle zone alte di classifica anche l’Angelico Biella, che continua a far valere la legge del Biella Forum imponendosi su Forlì. I rossoblu coltivano infatti una serie aperta di sei successi interni consecutivi, che consentono a Laganà e compagni di rimanere in scia delle prime nonostante un rendimento esterno balbettante. Contro i romagnoli, la differenza viene fuori nel secondo tempo, dopo due quarti molto equilibrati: i 28 punti di Voskuil (nonostante il 4/15 da 3) danno una grossa mano a coach Corbani, come il buon contributo di un solido Hollis che sotto le plance resta un’opzione di rilievo (18 punti e 7 rimbalzi domenica). E in una giornata in cui nessuno dei tanti giovani piemontesi si mette in particolare evidenza, l’apporto di esperienza ed energia dalla panchina è una delle chiavi della vittoria: 9 punti e 7 rimbalzi per Infante, 7 (senza errori al campo) e 4 assist per Berti. Gli ospiti confermano di potersela giocare praticamente ovunque, nonostante una rotazione decisamente stringata: è arrivata l’ennesima doppia doppia di Cain (19+10), bene anche l’altro americano Ferguson a quota 21. Alla fine, a pesare su una sconfitta che lascia gli uomini di Cedro Galli in penultima posizione sono soprattutto le 19 palle perse ed i 48 punti concessi dopo l’intervallo all’Angelico da una difesa scesa di tono nel momento clou della gara. Vittoria limpida e meritata anche quella di Veroli sul campo di Trieste, con gli uomini di Ramondino che paiono essere in ripresa (seconda vittoria consecutiva) dopo un periodo piuttosto complicato (quattro KO nelle cinque uscite precedenti). Nonostante le rotazioni ridotte dall’assenza di Marco Rossi, i ciociari controllano piuttosto agevolmente la gara, restando sempre avanti nel punteggio e sfiancando alla distanza una Trieste tenuta fuori offensivamente dalla partita (mai più di 17 punti in un quarto per i padroni di casa, che chiuderanno solo a quota 62). Ed è sempre la difesa la chiave di una squadra che, non avendo talento offensivo straripante, basa le sue vittorie principalmente nella propria metà campo (non è un caso che in tutti e gli otto i successi di Veroli le avversarie non abbiano superato i 72 punti). In attacco, responsabilità ben distribuite con i due americani in doppia cifra assieme ai soliti Blizzard e Casella (positivo anche l’impatto di Carenza dalla panchina). I padroni di casa si confermano invece una delle squadre più camaleontiche del torneo: Trieste ha sgambettato spesso le big, e nelle partite apparentemente più alla portata fa decisamente fatica. Anche il fattore campo, per il momento, non è influente: solo due vittorie per gli uomini di Dalmasson tra le mura amiche (e in ben cinque occasioni su sette Carra e compagni non hanno raggiunto i 70 punti), rendimento addirittura peggiore rispetto a quello esterno (una rarità, per una squadra di medio/bassa classifica). Contro Veroli, poco o nulla dal gruppo italiano (ad eccezione di Ruzzier), e un ricorso quasi nullo al tiro perimetrale (2/9 alla sirena): queste le chiavi di una sconfitta che DiLiegro ed Harris (26 punti e 18 rimbalzi in coppia) hanno provato invano ad evitare. Tra le squadre più in forma del momento va inclusa l’Azzurro Napoli: per i partenopei, sul campo di Ferentino arriva il terzo successo consecutivo (due dei quali ottenuti in trasferta), maturato con un netto 67-88. Ed è proprio il modo in cui arriva una vittoria mai in discussione, che testimonia ulteriormente come Black e compagni siano in grande crescita: solo fino a poche settimane fa, era giusto considerare Napoli come la grande delusione del campionato, e in molti avevano messo in discussione coach Cavina. Che invece pare aver finalmente trovato una quadratura, con i biancazzurri che stanno rapidamente scalando la classifica alla ricerca di un posto playoff che resta il vero obiettivo dell’Azzurro, visto il roster messo in piedi. Da segnalare il solito grande apporto di un Weaver che si sta dimostrando giocatore totale in questo campionato (15 punti, ma anche 7 assist) ma soprattutto la gran giornata di Ceron e Bryan (entrambi usciti dalla panchina, rispettivamente a quota 22 e 19 punti), grazie ai quali gli ospiti hanno iniziato l’allungo nel secondo quarto. Notizie importanti per Napoli, visto il rendimento ancora sotto gli standard di un trio sulla carta di lusso per la categoria come Malaventura-Allegretti-Brkic, e l’assenza di un giocatore molto prezioso nelle rotazioni degli esterni come Valentini. Brusco, invece, il passo indietro di Ferentino che sembrava aver trovato una certa quadratura dopo un inizio difficile, ma nelle ultime due gare ha incassato due KO piuttosto pesanti. Luci e ombre nel rientro di Rodney Green (19 punti, ma anche 5/14 al tiro e 6 palle perse), male Guarino e Bucci, in generale la FMC non è mai stata pericolosa da fuori (4/20, condizionato anche dal 2/10 di uno specialista come Pierich). Ha sorpreso soprattutto l’arrendevolezza di una squadra che di solito se la gioca fino all’ultimo su tutti i campi, e doveva oltretutto riscattare la brutta prova di Forlì. Unica nota positiva tra i locali, la prestazione di un Mosley che sta ritrovando la condizione giusta dopo l’infortunio: 13 punti senza errori al tiro e 7 rimbalzi domenica scorsa. Torna al successo la Fileni Jesi, spesso inguardabile finora in trasferta ma con un buon rendimento casalingo che sta garantendo a Maggioli i 10 punti conquistati in classifica fin qui. La facile passeggiata contro Imola è favorita anche dal valore dell’avversario, che in trasferta ha sempre subito pesanti imbarcate e al PalaTriccoli non ha fatto eccezione, crollando già all’intervallo sotto un pesantissimo 63-28 e oltretutto privo di Passera e Young (assenze che indeboliscono ulteriormente un roster già piuttosto mediocre). Migliorata invece la situazione infortunati in casa Aurora, con rientri di Maggioli e Rocca (assenti contro Veroli, discreta prova per entrambi) e il debutto del cavallo di ritorno Franco Migliori (5 punti e 4 assist in 20 minuti). Unica assenza resta quella di Jukic, ma almeno in questa gara gli uomini di Coen non ne hanno risentito, trovando con incredibile facilità la via del canestro (83 punti nei primi tre quarti) ispirati dal trentello di Goldwire, una cui seconda stecca dopo quella della settimana precedente era obiettivamente difficile da immaginare. Le indicazioni migliori in una gara da prendere ovviamente con le molle sono arrivate dalla panchina: 30 punti in due per Fallucca e Gaspardo, da rivedere contro avversarie più significative ma comunque entrambi molto positivi. Quanto ad Imola, l’ennesima sconfitta ha prodotto un clamoroso colpo di scena: Vincenzo Esposito ha abbandonato il compito di allenatore (la squadra sarà guidata dal vice Vecchi) per tornare sul parquet (a 44 anni, e dopo un’inattività che dura dal 2009) e provare la clamorosa impresa di salvare l’Andrea Costa. Un tentativo disperato, ma decisamente stimolante: ed è difficile immaginare quale sia l’impatto di un giocatore di esperienza e carisma clamorosi (con un trascorso anche in NBA), ma pur sempre fermo da quattro anni, in un torneo difficile e competitivo come questa Gold. Già dalla prossima settimana le prime risposte, la sensazione però è che comunque vada una scossa a questa Andrea Costa troppo spesso piatta in questo campionato andasse in qualche modo provata a dare. CLASSIFICA Aquila Trento 20 Manital Torino 18 GZC Veroli 16 Upea Capo D’Orlando 16 Angelico Biella 16 Tezenis Verona 16 Centrale del Latte Brescia 16 Sigma Barcellona 14 Lighthouse Trapani 14 Azzurro Napoli 12 FMC Ferentino 10 Novipiu Casale Monferrato 10 Pall.Trieste 2004 10 Fileni BPA Jesi 10 Credito di Romagna Forlì 6* Aget Imola 2   PROSSIMO TURNO Aquila Trento-Lighthouse Trapani Tezenis Verona-Angelico Biella Manital Torino-Centrale del Latte Brescia Novipiu Casale Monferrato-FMC Ferentino Credito di Romagna Forlì-Pall.Trieste 2004 Prima Veroli-Aget Imola Azzurro Napoli-Sigma Barcellona Upea Capo D’Orlando-Fileni BPA Jesi