DNA Gold Review: Trento vola in vetta, la rivincita della retroguardia

0

Particolarmente interessante è stata l’ultima giornata di DNA Gold (la decima, che ha concluso il primo terzo di regular season): sono cadute due delle tre capoliste, e solo due squadre tra le prime 8 in classifica hanno conquistato la vittoria. Inoltre, va registrato il crollo di tutte e tre le imbattibilità casalinghe rimaste: Brescia, Trapani e Veroli hanno perso la prima gara di fronte al proprio pubblico. Prima in classifica da sola l’Aquila Trento, al quarto successo consecutivo (sette nelle ultime otto) ai danni di Torino. Un match che ha premiato meritatamente gli uomini di Buscaglia, un po’ in difficoltà nel primo tempo (39-43 all’intervallo) ma capaci con un terzo quarto da 21-8 di rivoltare la gara in proprio favore. È stata una vittoria del collettivo, la vera forza dei bianconeri fin dalla passata stagione (senza rinunciare comunque ad individualità di spessore) con cinque uomini in doppia cifra tra le sicurezze Pascolo ed Elder (34 punti in due) e piacevoli conferme (13 punti ed altrettanti rimbalzi per Baldi Rossi, che ha segnato 52 punti nelle ultime quattro gare dopo i 29 nelle prime sei). Ma se l’attacco funziona alla grande, soprattutto in casa, è in difesa che Trento ha davvero vinto la partita, concedendo solo 24 punti alla Manital negli ultimi due quarti. Torino finora aveva sempre reagito alla grande dopo le sconfitte, ma per la prima volta in stagione ha dovuto capitolare per la seconda volta consecutiva: rialzarsi sul campo dell’Aquila (la squadra più calda del torneo assieme a Capo D’Orlando) non era però compito semplice, ancor di più considerando che coach Pillastrini ha dovuto “tirare il collo” ai soliti 7 (più un Mancinelli ancora lontano dalla miglior condizione). In questo senso, l’arrivo di Bowers divenuto ufficiale e il rientro non lontano di Steele (fondamentale che Torino ritrovi il suo play titolare) aiuteranno. Di certo, però, la PMS deve ritrovare il miglior Evangelisti (9 punti nelle ultime due gare, dopo i 26 di Napoli e un campionato che l’aveva sempre visto andare in doppia cifra) e magari qualcosina in più da Sandri (8 rimbalzi ma 0/5 dal campo in 28 minuti). Il match del San Filippo tra Brescia e Casale ha invece cancellato due zeri in classifica: quello delle sconfitte interne della Leonessa, e delle vittorie fuori casa della Novipiù, vittoriosa con merito dopo un supplementare. Una pazzesca tripla di Fultz aveva infatti portato la gara all’overtime, che sembrava preludio ad una vittoria in rimonta dei locali. E invece Casale, mantenendosi fredda e cinica e trascinata dal miglior Jackson stagionale (28 punti a segno) si è conquistata un successo preziosissimo per la classifica ma soprattutto per il morale degli uomini di Griccioli. Che hanno finalmente trovato una serata positiva in attacco (91 punti alla sirena, 79 dopo i tempi regolamentari, in stagione la Novipiù viaggiava a 64.3 di media), anche grazie al contributo della panchina: serata di grazia per Amato e Fall (17 punti e 20 di valutazione in due) ma prestazione solida anche per un Cutolo spesso discusso ultimamente. Proprio il maggior apporto della panchina piemontese è una delle chiavi del match, con Brescia che nonostante sia una delle squadre più profonde del torneo ha avuto troppo poco dai suoi cambi: non sono bastati i 20 a testa del già citato Fultz e del redivivo Slay, più i 23 (con 15 rimbalzi) di Giddens. Seconda vera stecca stagionale per gli uomini di Martelossi dopo quella di Veroli (a Trapani la Leonessa se l’era giocata fino all’ultimo), la Junior si prende invece due punti “imprevisti” che potrebbero avere un peso importante nella lotta alla salvezza. Cade anche l’altra ex capolista Barcellona, che interrompe la striscia di quattro successi consecutivi cadendo al PalaTrieste. I locali di coach Dalmasson si confermano squadra imprevedibile e in grado di vincere con tutti: dei quattro successi stagionali, tre sono arrivati contro big del calibro di Verona, Torino e appunto Barcellona. E i padroni di casa hanno avuto il merito di piazzare la rimonta decisiva nell’ultimo periodo di un match che aveva visto quasi sempre i siciliani avanti, anche in doppia cifra. Riflettori puntati sul duo di registi (in grado però anche di giocare contemporaneamente) Carra-Ruzzier: il “Lupo”, ancora caldo dopo il buzzer di Torino, piazza un ventello con 4/5 dall’arco. Il 20enne triestino doc non è da meno, con 19 punti in uscita dalla panchina. E va sottolineato anche il buon apporto sotto canestro di DiLiegro, anima di una squadra operaia ma sempre molto difficile da affrontare: e, rispetto alle dirette concorrenti, Trieste può vantare maggiore profondità (otto uomini contribuiscono con almeno 5 punti di media). La Sigma non concretizza invece una buona serata al tiro (50% da 3, 15/25 da 2), pagando i troppi errori dalla lunetta e le 19 palle perse (7 di un Collins sempre incisivo in fase realizzativa, ma un po’ confusionario soprattutto nel finale). Qualcosa da rivedere per coach Perdichizzi anche sotto canestro, con Toppo e Fantoni che non stanno rendendo sugli standard auspicati (e qualche rimbalzo di troppo concesso nei momenti chiave del match). Non accenna a fermarsi la corsa di Capo D’Orlando: l’Upea passa anche a Veroli, infliggendo alla squadra di Ramondino il primo stop interno stagionale. Ospiti sempre avanti nei primi due quarti, prima del recupero ciociaro che rischiava di cambiare la storia di un match comunque vinto meritatamente dagli uomini di Pozzecco. Ancora superlativo Archie, autore di 28 punti e confermatosi ancora una volta un giocatore potenzialmente immarcabile per la categoria: ma è in generale tutto l’attacco siciliano a funzionare, con gli 82 punti segnati su un parquet dove solo Trento era fin qui riuscita ad oltrepassare i 70. Importanti anche le triple del cecchino Soragna (3/3 dietro l’arco, il canestro decisivo l’ha però infilato Benevelli) in una serata negativa per gli altri due veterani Basile e Nicevic (-4 di valutazione) e meno brillante del solito di Mays. Viene da chiedersi dove possa arrivare questa Orlandina: da un paio di mesi ai siciliani sta andando praticamente tutto bene, e non è un caso che recuperando il roster al completo coach Pozzecco abbia improvvisamente iniziato a vincere. Di certo, in un campionato finora senza padroni, l’Upea ha tutte le carte in regola per dire la propria (importante sarà la reazione quando non tutto andrà per il verso giusto come accaduto nelle ultime partite). Prosegue invece il momento di flessione di Veroli, alla terza sconfitta nelle ultime quattro gare (la GZC aveva perso solo una volta nelle prime sei giornate). Un calo tutto sommato fisiologico, considerando che il roster dei giallorossi non era stato certo costruito per un campionato di prima fascia: contro Capo D’Orlando non è bastato un Cittadini extralusso (25 punti e 8 rimbalzi, da 2 i padroni di casa hanno tirato al 66.6%), a deludere sono stati soprattutto Sanders e un Tomassini apparso in difficoltà nelle ultime uscite. La rinascita dovrà passare innanzitutto dalla difesa, visto che in entrambe le ultime due gare Blizzard e compagni hanno concesso più di 80 punti (finora era successo solo nella sconfitta di Trapani). Nello scontro tra le due più grandi delusioni di questo campionato fino a questo momento, è la Tezenis Verona ad avere la meglio su Napoli rilanciando un po’ la propria classifica. Successo importante per gli uomini di Ramagli (terza vittoria nelle ultime quattro, dopo la brutta striscia di quattro sconfitte in fila), che avevano bisogno di una vittoria di prestigio dopo i “brodini” contro Forlì ed Imola. E adesso, Callahan e compagni possono preparare con più tranquillità un doppio turno casalingo che potrebbe consentire ai veneti di ri-agganciare la zona playoff. Un traguardo obbligatorio per gli scaligeri, considerando il roster messo in piedi in estate. Al PalaBarbuto, Verona trionfa con pieno merito, non facendosi intimorire dall’8-0 iniziale dei padroni di casa e prendendo ben presto in mano le redini del match. Gli uomini di Ramagli bombardano nel secondo quarto (28 punti segnati) e chiudono le porte in difesa nel terzo (solo 9 punti subiti), complice una reazione praticamente nulla dei padroni di casa. Gli ultimi minuti sono così pura accademia, in una gara dominata dal trio straniero della Tezenis: 26 punti con un roboante 6/6 dalla lunga distanza per Callahan, ventelli anche per Smith (con 6 rimbalzi e 7 assist) e Taylor. Poco importa se gli italiani fanno ben poco (al di là dei 10 punti di Da Ros): il trio Carraretto-Gandini-Reati resta addirittura a 0, ma in una serata del genere non è certo il caso di fare drammi. Sempre più preoccupante nave e la situazione in casa partenopea: Napoli è lontana dai playoff, ha perso le ultime quattro partite e finora ha vinto solo contro avversarie di bassa classifica. Ma a preoccupare, più che i risultati, è l’atteggiamento di una squadra contestata duramente dal suo pubblico (che se l’è presa soprattutto con coach Cavina, per il momento confermato nonostante i risultati deludenti) e confusa in campo: malissimo Black (4 punti), a lungo negativo anche Weaver nonostante la “doppia doppia” finale, unica nota positiva il giovane Montano che a lungo ha tenuto in partita praticamente da solo i suoi. Urge una scossa, ma il calendario non aiuta proponendo nel prossimo turno la difficile trasferta di Brescia. Inatteso ma meritato il colpaccio di Ferentino, che mette fine alla lunghissima imbattibilità casalinga di Trapani (i siciliani non perdevano in casa da oltre 2 anni) espugnando il PalaIlio per 79-84. Pur in misura minore rispetto a Capo D’Orlando, anche la squadra di coach Gramenzi sta risalendo la china recuperando gli infortunati: dopo le quattro sconfitte iniziali, la FMC sta viaggiando a un ritmo da playoff. E sul campo della Lighthouse ha fatto il suo esordio stagionale William Mosley, ancora con autonomia limitata (19 minuti) ma subito in grado di dare un contributo importante: 12 punti e 7 rimbalzi. Per il resto, la parte del leone l’hanno fatta gli italiani: 20 punti per Garri (che si sta confermando giocatore di lusso per la categoria), 15 del solito Bucci (sempre in doppia cifra finora, tranne che nella sconfitta di Biella). Il dominio in area ha consentito agli ospiti di portarsi a casa il match: 27/38 da 2, 27 liberi tirati in trasferta e addirittura 20 rimbalzi in più rispetto agli avversari sono numeri con cui è difficile perdere, anche tirando 3/18 da 3. Ed alla fine è stata importantissima la maggior lucidità nel finale, con Trapani un po’ stanca dopo aver inseguito a lungo: rispetto al solito, coach Lardo ha avuto molto meno da Baldassarre (in campo solo 18 minuti per problemi di falli, 5 soli punti realizzati) nonostante i 20 di Lowery e i 14 (con 7 assist) di Parker. Un’occasione sprecata per i siciliani, che dando continuità al primo successo esterno stagionale avrebbero agganciato il gruppo delle seconde. Ma, al di là di questo scivolone, la stagione di Trapani resta per il momento nettamente superiore alle aspettative. Una delle squadre più altalenanti del torneo resta la Fileni Jesi: i marchigiani venivano da tre sconfitte consecutive (culminate con la bruttissima prestazione di Trento), ma hanno letteralmente spazzato via Biella con una vittoria schiacciante (addirittura 20 punti di distacco già ad inizio secondo quarto). Mattatore, neanche a dirlo, un Goldwire da 30 punti realizzati e devastante dall’arco dei 6.75 (sei bombe a segno). Ma degne di nota anche le prestazioni di Borsato (17 punti dalla panchina per l’ex forlivese) e Rocca (in “doppia doppia” da 17+10), in una serata negativa al tiro per Maggioli e Santiangeli (0/13 dal campo in due). Vittoria importante per coach Coen, anche se macchiata da un diverbio piuttosto acceso con alcuni tifosi, di cui l’allenatore marchigiano è stato protagonista a fine gara. L’Angelico Biella, dall’altra parte, conferma di non essere nel suo momento migliore: al PalaTriccoli è arrivata la terza sconfitta nelle ultime quattro gare (tutte però arrivate in trasferta, con i rossoblu che davanti al proprio pubblico conservano una striscia aperta di quattro vittorie consecutive). Ha inciso la serataccia di Laganà (incapace di ripetere la bella prova di Barcellona), e soprattutto quella di Voskuil (2/10 dal campo e 4 palle perse) che ha reso vane le prove di Infante (15 punti a referto) e soprattutto Hollis (25 con 9 rimbalzi). Come per Veroli, la classifica dell’Angelico sta rientrando nei ranghi dopo un inizio probabilmente superiore rispetto al reale valore della squadra di Corbani. Ma, rispetto ai ciociari, Biella sembra avere qualcosa in più a livello di roster e dovrebbe comunque giocarsi fino alla fine un posto nei playoff: visto il grande equilibrio, probabile che a centro classifica sarà bagarre fino alle ultime giornate. In un derby di grande importanza non solo a livello ambientale, ma soprattutto in chiave salvezza, Forlì sbanca clamorosamente (per come si era messa) il gremito PalaRuggi di Imola, mandando in visibilio i tantissimi supporters accorsi a sostegno di Cain e compagni. Un successo su cui in pochi avrebbero scommesso visto l’andamento della gara, con l’Aget avanti di 18 e l’infortunio che ha costretto Ferguson (solo 8 minuti in campo) addirittura in ospedale. Coach Galli è stato costretto a buttare nella mischia un Crow in condizioni a dir poco precarie (0/5 dal campo per l’ala di Forlì, comunque stoico nel rimanere sul parquet) ma deve soprattutto ringraziare il cuore dei suoi che, nonostante le condizioni avverse, hanno confezionato un’incredibile rimonta. Strepitosa la prova di Sergio (18 punti e un paio di schiacciate pazzesche), ma l’eroe di giornata è senza dubbio Lorenzo Saccaggi, che aveva tirato con 0/7 da 3 ma ha infilato la tripla più importante a fil di sirena per il colpaccio ospite. Sconfitta drammatica invece quella di Imola, che poteva riavvicinarsi alla zona salvezza in una gara che si era messa sui binari migliori, e deve invece fare i conti con il sesto KO consecutivo. La situazione di Poletti e compagni ora è veramente complicata, anche perché le dirette concorrenti stanno tutte facendo punti relegando sempre più lontana l’Andrea Costa in ultima posizione. Ed appellersi alla sfortuna non serve, se si getta al vento un vantaggio di 18 punti contro un’avversaria in piena emergenza. Niles stavolta ha fatto pentole e coperchi (27 punti), molto meno incisivo Young (3/13 dal campo), coach Esposito ha pagato ancora una volta anche l’impatto molto povero della panchina (2 punti) oltre alla pesante assenza del play titolare, con Passera ancora fuori per infortunio.   CLASSIFICA Aquila Basket Trento 16 Centrale del Latte Brescia 14 Sigma Barcellona 14 Upea Capo D’Orlando 14 Angelico Biella 12 Lighthouse Trapani 12 GZC Veroli 12 Manital Torino 12 Tezenis Verona 10 FMC Ferentino 8 Fileni BPA Jesi 8 Pall.Trieste 2004 8 Expert Napoli 6 Credito di Romagna Forlì 6 Novipiu Casale Monferrato 6 Aget Imola 2   PROSSIMO TURNO Centrale del Latte Brescia-Expert Napoli Manital Torino-GZC Veroli Novipiu Casale Monferrato-Forlì Tezenis Verona-Lighthouse Trapani FMC Ferentino-Fileni BPA Jesi Angelico Biella-Aget Imola Upea Capo D’Orlando-Pall.Trieste 2004 Sigma Barcellona-Aquila Trento