Roseto avanti adagio: stesa Montegranaro, Pitts ha le stimmate del leader

0

ROSETO SHARKS 82
PODEROSA MONTEGRANARO 51
Parziali: 22-10; 25-22; 25-7; 10-12.
[Tabellini personali. Fra parentesi, indicati i punti realizzati in ciascun Quarto.]
ROSETO: Pitts 24 (2, 7, 15, 0); Moreno 8 (3, 5, 0, 0); Marini 13 (7, 1, 3, 2); Ferraro 10 (5, 3, 2, 0); Bryan 5 (5, 0, 0, 0); Lestini 11 (0, 8, 3, 0); De Dominicis 4 (0, 2, 0, 2); Scarpetti 3 (0, 0, 3, 0); Timperi 3 (0, 0, 0, 3); Antonini 1 (0, 0, 0, 1).
Sabato 20 settembre, alle ore 18 al Palasport di Atri, il Roseto ha incrociato ancora una volta la squadra di Serie B della Poderosa Montegranaro. Stavolta, rispetto al primo incontro, il Roseto ha messo in campo i due lunghi Bryan e Ferraro.
Seconda amichevole nel giro di 2 giorni per gli Squali, che venerdì sera hanno giocato a Ortona contro la squadra di Serie C (ma che vale ampiamente una forte squadra di Serie B) allenata da coach Domenico Sorgentone.
Due gare in due giorni sono troppe per il Roseto, che ha ancora l’infermeria mezza piena, visto che Giovanni Carenza continua a fare terapia al polpaccio stirato, mentre Giga Janelidze (il georgiano dovrebbe rientrare lunedì) lavora con il preparatore fisico Domenico Faragalli e il suo assistente Paolo Rinaldesi e Davon Usher, seduto a Ortona, è tornato a fare esercizi seguito da Faragalli.
Rispetto alla sera prima a Ortona, netto (e comprensibile) calo di Sylvere Bryan, che ha fatto tremare lo staff per aver accusato un dolore al ginocchio destro durante una fase di gioco concitata nel primo quarto, venendo panchinato a lungo per evitare ulteriori guai. Meglio della sera prima ha fatto invece Innocenzo Ferraro, apparso imballato a Ortona e più in palla ad Atri.
Yankiel Moreno ha confermato la grinta difensiva e continua a tirare la carretta dal primo giorno di ritiro, Pierpaolo Marini ha giocato un buon primo quarto, salvo baruffare con un avversario e distrarsi nel prosieguo, Pitts ha mostrato le sue doti realizzative, dopo l’amichevole di Ortona in cui ha più giocato per la squadra.
Citazione a parte per l’aggregato Federico Lestini. I paradossi del basket, mescolati con gli infortuni e con i casi della vita, lo vogliono mulo da soma e senza contratto di questo Roseto, ma il pescarese figlio d’arte è uno dei pochi purosangue. Chi ha visto a Roseto la Serie A (intesa come A1) si è riconciliato vedendolo tirare e passare la palla. D’altronde, il ragazzo dalla carriera spezzata a causa di due crociati saltati (nel 2009 e nel 2010) era l’atleta con il palmares migliore fra tutti quelli in campo (forse solo Sylvere Bryan può vantare una carriera simile). Lestini è andato in doppia cifra in punta di piedi, facendo più volte maledire l’incivile gabella dei parametri FIP a chi scrive (senza la spesa secca per il parametro, sarebbe un delitto non tesserarlo subito).
Analizzando la partita per Quarti, nel primo il Roseto è partito con Pitts, Moreno, Marini, Ferraro e Bryan e si sono messi in mostra soprattutto Marini (7 punti), Ferraro (5) e Bryan (5).
Nel secondo Quarto, gli Sharks sono partiti con Pitts, Moreno, De Dominicis, Ferraro, Bryan, con Lestini che dopo lo 0-5 Montegranaro ha cambiato Ferraro. L’ex Cantù e Virtus Bologna ha armato la mano segnando un canestro e due bombe da molto lontano, ben spalleggiato da Pitts, autore di 7 punti nel secondo parziale.
Nel terzo Quarto, Roseto è partito con Pitts, Moreno, Lestini, Ferraro, Bryan. La penultima frazione (l’ultima giocata davvero), ha visto la sparatoria di Damier Pitts, che ha segnato 15 punti con 3 bombe, 2 canestri e 2 liberi.
L’ultimo Quarto è stato un lungo garbage time, con Roseto (che ha al massimo 30 minuti di autonomia nelle gambe dei suoi giocatori veri) che per quasi tutta la frazione ha tenuto in campo la banda bassotti dell’Under 19. Il gioco è così passato da basket (per quanto imballato ed estivo) a un mix fra palla prigioniera e palla avvelenata e gli sbadigli hanno preso il sopravvento, attendendo la sirena finale.
Riflessione sulle giovanili, avendo saputo del cambio del Girone del Roseto Sharks Under 19 nel Campionato di DNG, a seguito delle rinunce di Ferrara e Rieti: ha senso affrontare un dispendioso torneo nazionale come quello di DNG, avendo una squadra composta dai volenterosi ragazzi visti in campo oggi e del tutto privi di lunghi? Oppure i costi per le trasferte e la gestione potrebbero essere diversamente impiegati, in attesa della crescita di questo gruppo di ragazzi, magari facendo un campionato meno impegnativo? Magari non tutte le squadre saranno fortissime e la speranza è che i ragazzi di Di Biase e Quaglia sappiano stupire e bellamente smentire queste profezie di sventura, ma l’impressione (ci auguriamo sbagliatissima) è che il gruppo sia a “rischio rullata” molto spesso. E a fare un campionato per farsi asfaltare ogni volta, si rischia di diventare masochisti, non giocatori di basket. Staremo a vedere, sperando, ribadiamo, di aver parlato troppo presto e sbagliato (ne saremmo sinceramente contenti).
Tornando alla amichevole, queste le voci alla fine della partita.
TONY TRULLO, coach Roseto Sharks.
«Temevo il fatto di dover giocare due partite consecutive, visto che siamo contati, ma sono soddisfatto di quel che ho visto. Le nostre avversarie sono di categorie inferiori, è vero, ma Montegranaro è una squadre che vuole provare a vincere la Serie B e Ortona, anche se è di Serie C, io la considero una forte squadra di Serie B. Come ad Ortona, abbiamo giocato per tre quarti, perché non abbiamo più di 30 minuti di autonomia. Spero la prossima settimana di recuperare Usher e Janelidze, in modo da disputare la nostra ultima amichevole precampionato, contro i pari grado di Latina, senza il solo Carenza. Comunque, mi preme dire che vedo un grande spirito di squadra e un gruppo che sta bene insieme e questo mi piace molto. Pitts ha dimostrato a Ortona di saper far giocare la squadra, mentre stasera contro Montegranaro ci ha fatto vedere che non ha paura a prendersi le responsabilità quando si tratta di segnare. Credo che il giocatore abbia le carte in regola per essere una delle sorprese del campionato».
FURIO STEFFE’, coach Poderosa Montegranaro.
«Il Roseto è una squadra che mi piace. Hanno corpi importanti e, soprattutto, tengono il colpo. Al momento sono rimaneggiati e gli manca l’esterno americano, ma hanno un play che gioca molto bene e un centro che è di una categoria superiore. Secondo me la squadra può salvarsi senza problemi. Se poi consideriamo l’organico senza infortuni, penso possa fare anche meglio della semplice salvezza».
DAMIER PITTS, giocatore Roseto Sharks.
«Penso che sia stata una buona partita, in cui abbiamo difeso duro e giocato di squadra. Abbiamo giocato due gare in due giorni, ma sappiamo che in campionato giocheremo solo la domenica, quindi questi sacrifici si fanno adesso per perfezionare i meccanismi. Anche se le squadre che abbiamo affrontato sono di categoria inferiore, penso che abbiamo fatto due buone prove e che quando saremo tutti e gli infortunati rientreranno, saremo pronti ad affrontare il campionato».
INNOCENZO FERRARO, giocatore Roseto Sharks.
«Ho visto una squadra cattiva. Questo credo sia molto importante perché, escluso forse il solo Pitts, nessuno di noi ha il talento per vincere le partite da solo. Per questo, dobbiamo lanciarci su ogni pallone come se fosse l’ultimo. Personalmente, a Ortona ho trovato un parquet durissimo e quindi ero un po’ imballato. Stasera temevo di non stare bene, invece poi mi sono scaldato e tutto è andato per il meglio. Sylvere Bryan e Damier Pitts sono le nostre due punte di diamante e noi dovremmo supportarli per raggiungere l’alchimia ideale. Pitts è un giocatore duro, a dispetto del fisico minuto, che gioca molto palla in mano e tiene i contatti. Per me, che con gli americani non avevo mai giocato, si tratta di entrarci in sintonia, ma sono certo che siamo sulla buona strada».
YANKIEL MORENO, giocatore Roseto Sharks.
«Due partite in due giorni non è facile, ma per fortuna sono rientrati Ferraro e Bryan e ora aspettiamo Janelidze, Usher e Carenza per essere al completo ed esprimere tutta la nostra potenzialità. La mia attitudine difensiva me la porto dietro dagli anni di Rimini, quando dovevo soprattutto marcare, visto che giocavo con atleti di classe che prendevano tanti tiri (uno era Carlton Myers, n.d.r.). Tutto nasce dalla difesa: se difendi duro e aggressivo, puoi partire in contropiede e hai sempre un vantaggio. Anche personalmente, se difendo duro ho più possibilità di avere il pallone anche in attacco».