Napoli formato schiacciasassi, Orlandina annichilita

Napoli formato schiacciasassi, Orlandina annichilita

Seconda vittoria consecutiva per la GeVi, che tocca anche il +41 sui paladini, fermati dopo due vittorie e con un nuovo pesante infortunio da gestire: quello di Matteo Laganà

di Davide Uccella

GeVi Napoli – Orlandina Basket Capo d’Orlando 79-46 (25-10, 18-18, 23-2, 13-16)
GeVi Napoli: Terrence Roderick 14 (4/5, 1/3), Diego Monaldi 12 (2/3, 2/4), Brandon Sherrod 11 (4/6, 0/0), Daniele Sandri 10 (3/5, 1/4), Stefano Spizzichini 9 (4/10, 0/0), Nemanja Dincic 7 (2/2, 0/1), Massimo Chessa 6 (0/1, 2/5), Tommaso Milani 6 (2/3, 0/3), Francesco Guarino 3 (0/0, 1/1), Jakov Milosevic 1 (0/0, 0/2), Amar Klačar 0 (0/0, 0/0)
Tiri liberi: 16 / 23 – Rimbalzi: 41 5 + 36 (Terrence Roderick 9) – Assist: 20 (Terrence Roderick, Diego Monaldi, Daniele Sandri 4)
Orlandina Basket Capo d’Orlando: Yantchoue joseph Mobio 14 (3/3, 2/4), Brice Johnson 8 (4/11, 0/2), Giancarlo Galipó 7 (2/3, 1/2), Simone Bellan 6 (0/5, 1/4), Lorenzo Querci 5 (2/5, 0/6), Uchenna Ani 4 (2/2, 0/0), Andrea Donda 2 (1/4, 0/0), Marco Lagana 0 (0/3, 0/4), Lorenzo Neri 0 (0/1, 0/1), Alberto Triassi 0 (0/0, 0/0)
Tiri liberi: 6 / 10 – Rimbalzi: 32 6 + 26 (Brice Johnson 13) – Assist: 12 (Simone Bellan 5)

Napoli in campo con Monaldi, Roderick, Chessa, Sandri e Sherrod, risponde l’Orlandina con Lagana’, Querci, Bellan, Mobio e Johnson. Avvio da sogno per Mapoli, con i due americani Sherrod che battono facilmente la 3-2 di Sodini. Prova a rispondere un febbricitante Mobio che però predica e  nel deserto, anche perché Johnson – in perfette condizioni – non riesce a farsi valere sotto le plance, letteralmente braccato da Sherrod con la complicità di preziosi aiuti. Napoli in più copre bene a rimbalzo, rientra bene in difesa e spesso ruba sui portatori, così non basta il time out a 7’41” dopo la prima tripla di Chessa (10-2) per fermare l’onda azzurra. Con le transizioni di Roderick, Sandri e Sherrod a tutto gas, il parziale Gevi è devastante. Napoli sale a quota 20 con 4’06” sul cronometro, l’Orlandina resta Mobio mentre anche Guarino e Milani danno prova di mani roventi, risultato un 25-10 che fa volare Napoli sulle ali dall’entusiasmo.
Ospiti che in assenza di alternative abusano del tiro da tre, Sodini cerca di sparigliare con il doppio pivot e l’ingresso del giovane Ani, ma a parte qualche buon sprazzo di Bellan resta Mobio l’unico vero terminale e a 5’48” dell’intervallo è già in bonus. Nel frattempo Napoli scollina la frazione a +19 (35-19), perde qualcosina in termini di lucidità con passaggi di troppo e attaccando poco il ferro a difesa schierata, ma con i liberi che nascono dal bonus e due buone triple di Sandri e Monaldi si viaggia spediti verso il 43-28 Gevi del 20′.

La partita potrebbe dirsi conclusa, ma una cronaca incompleta non darebbe i giusti meriti tralasciando l’ottimo impatto di Sherrod e Sandri in avvio di ripresa, con Johnson che cerca di inserirsi ma senza sbocchi. Anche Mobio fisiologicamente molla, è così inerme e spaesata l’Orlandina che in 10′ realizza appena due punti, e di fatto assiste alla valanga di transizioni e nuovi parziali che vedono protagonisti anche Spizzichini e Dincic, mentre tra i piccoli Monaldi e Roderick sono da tempo in naftalina. 66-30 a 10′ dalla fine.
Ma oltre alla sconfitta impietosa che si prospetta,  per l’Orlandina a complicare le cose ci si mette anche l’infortunio di Lagana’ alla spalla destra, dopo essere inciampato in palleggio. Il capitano paladino, portato via in barella dolorante, si guadagna gli applausi di Fuorigrotta, gli stessi che scrosciano a un fade away di Spizzichini o una tripla solo rete di Monaldi, che porta Napoli a un pesante +38 (71-33 a 6’12” dalla fine). Alla fiera si iscrive anche un Milosevic questa sera più coinvolto, massimo vantaggio con l’ennesima transizione sull’asse Monaldi – Spizzichini (76-35 a 4’10”) solo con i time-out Sodini può arginare l’agonia iniziata da tempo. Donda, Ani e Galipo’ mostrano piccoli lampi di quel talento che, nonostante la serata, ricordano il senso di un progetto come quello ospite. Chessa crivella la retina per il 79-46 finale, ciliegina di una torta che, dopo l’impresa di Scafati, consolida il nuovo corso do Napoli targato Sacripanti.

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