Quando la pallacanestro triestina salì sul tetto d’Italia

È uscito da poche settimane l’interessante libro “Il canestro del secolo” di Silvio Maranzana (edito da Luglio editore), che ripercorre la storia della nascita del basket a Trieste e degli undici scudetti conquistati dalle squadre della città alabardata nell’epoca d’oro tra il 1930 ed il 1958

di Mitja Stefancic

Trieste, città dalla storia e dalla cultura indubbiamente sui generis, scoprì il gioco della pallacanestro in anticipo rispetto a molte altre piazze e realtà del nostro Paese. Così si legge nell’introduzione del libro “Il canestro del secolo” di Silvio Maranzana: “Fu esattamente un secolo fa, nel 1920 che il basket arrivò a Trieste. Fu sottoforma di due canestri piantati nel terreno del ricreatorio De Amicis, nel rione di San Vito. Pochi mesi più tardi, nel 1921, si svolse in città la prima esibizione pubblica di questo sport messa in atto da due squadre dello stesso De Amicis in una convocazione delle società sportive alla Ginnastica Triestina. Per Trieste sarà l’embrione di un trentennio di successi che tra il 1930 e il 1958 porteranno la città alabardata a fregiarsi di undici scudetti tricolori, cinque tra i maschi e sei con le ragazze” (pag. 9).

Il libro conduce il lettore nei luoghi culto che in passato rappresentarono per la città nordestina un luogo d’incontro per i giovani, che poi crebbero come sportivi. Come spiegato dall’autore, un posto fondamentale per lo sviluppo del basket triestino furono i ricreatori, luoghi di ricreazione di istituzione pubblica. Nei primi due decenni del secolo scorso, i ricreatori a Trieste spuntavano “in fretta quasi come funghi nei vari rioni della città” (pag. 17), a partire dall’inaugurazione del primo ricreatorio comunale nel 1908, ovvero il Padovan in via delle Sette Fontane. Anche grazie ai ricreatori, si diffuse in città la cultura dello sport ed in particolare quella della pallacanestro.

Il 1930 fu l’anno dei primi scudetti per Trieste, ovvero per quello femminile e quello maschile. A proposito del primo titolo nel campionato maschile, conquistato dalla Ginnastica Triestina, scrive Maranzana: “domenica 13 aprile a Bologna, nelle partite di finale, i biancocelesti superano la Reyer Venezia 19-18 e i campioni in carica della Ginnastica Roma per 18-8. Così, in sordina e tra l’indifferenza generale, Trieste conquista il suo primo scudetto di pallacanestro” (pag. 57).

La Ginnastica Triestina riconquisterà il campionato maschile due anni dopo: “la finalissima per il titolo, il 30 giugno del ’32, ancora contro l’Associazione Pallacanestro Napoli, non ha storia… La Ginnastica vince 30-6”. Nella circostanza la squadra triestina viene lodata ampiamente dalla stampa, “mai una squadra – si legge sulla stampa nazionale dell’epoca – in un torneo nazionale ha segnato una così indiscutibile superiorità e continuità di forma. I triestini hanno lasciato al pubblico un’impressione entusiastica, che annulla tutti i campanilismi e con la classe abbinata a un grande spirito di cavalleria li rende beniamini di tutte le folle” (pag. 77).

Come raccontato nel libro di Maranzana, gli scudetti maschili furono vinti dalla Ginnastica Triestina negli anni 1930, 1932, 1934, 1940 e 1941, mentre quelli femminili furono vinti dalle compagini femminili triestine negli anni 1930, 1931, 1940, 1956, 1957 e 1958.

Il canestro del secolo: Come cent’anni fa il basket arriva a Trieste e come Trieste vince undici scudetti” (168 pagine) è stato da poco pubblicato dalla casa editrice Luglio editore.  Si tratta di un libro particolarmente indicato a tutti i sostenitori della pallacanestro, per coloro che credono nel binomio sport-cultura, e per coloro che nutrono interesse per la storia del basket nordestino e di quello italiano in genere.

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