1997-2014. 17 anni di Re Juan Carlos Navarro

di Francesco Padula
pitihurtado.com

23/11/1997. Una data semplice può non significare nulla messa li così, al caso. Significa tanto, se è la data che segna l’esordio, nel basket “dei grandi”, di Juan Carlos Navarro, una delle stelle più luminose nel firmamento del basket europeo, e non solo.
Nato a Sant Feliu de Llobregat, a 10 km da Barcellona, il 13 Giugno del 1980, Navarro sanguina in blau grana. Svolge tutta la trafila giovanile col Barcellona dove, appunto, esordisce in prima squadra appena diciassettenne, agli ordini di Aìto Garcia Renenses. Da li sarà un’escalation infinita. Non ancora ventiduenne si merita l’appellativo de “La Bomba”, per il suo micidiale tiro da 3 punti e non solo, una parabola arcata, inarrestabile per qualsiasi difensore.
E quel 2002 è già una tappa importante nella carriera, e nella vita, di Navarro: nel Draft di quell’anno, alla 40° pick, i Washington Wizards selezionano proprio lui, che però, dopo tanto rimuginare, preferisce restare a Barcellona a maturare ancora un pò, anche perchè, in terra catalana, sta per arrivare uno di quegli allenatori  destinati a cambiarti la vita.
E’ un serbo, è scorbutico, ha dedicato la sua vita al play making e al Partizan, ma ne sa tanto, forse fin troppo, ed è una vecchia volpe. Si chiama Svetislav Pesic, e segnerà una svolta nella carriera di Navarro e nella storia, recente, del Barcellona.
Stagione 2002/2003, la prima di Pesic in panchina: Navarro è, ormai, in pianta stabile nella rotazione primaria del Barcellona, che intanto ha aggiunto due pedine fondamentali nel suo scacchiere, Dejan Bodiroga e Gregor Fucka.
Il Barça, in quella stagione, non fa prigionieri: scudetto, Coppa del Re ed Eurolega, la prima della sua storia, tra l’altro ancora più speciale, perchè vinta davanti al proprio pubblico, nelle Final Four del Palau Blau Grana.
Le 4 stagioni successive sono spettacolari: Navarro domina senza eguali, vincerà altri 6 trofei, sarà MVP della stagione nel 2006 e, con la casacca della Nazionale, sarà campione del Mondo in Giappone, segnando 20 punti nella finale contro la Grecia.
Ha 27 anni ed è nel pieno della maturazione tecnica: è ora di provare il salto oltreoceano, rimandato 5 anni prima.
Nell’estate del 2007 va ai Memphis Grizzlies, che lo prendono dai Wizards (detentori dei suoi diritti) in cambio di una prima scelta futura. Nel Tennessee Navarro giocherà tutte le 82 partite di quella Regular Season, 25.8 minuti in campo, 10.9 punti, 2.6 rimbalzi e 2.2 assist di media, secondo quintetto rookie.
Troppo poco per uno così. A Memphis non ci sono grosse prospettive immediate, il richiamo di casa è troppo forte, nell’estate del 2008 torna a Barcellona. E’, ovviamente, un trionfo: 4 scudetti, 3 Coppe del Re, 3 Supercoppe Spagnole, più il bis europeo, perchè, nel 2010, a Parigi, nella finale contro l’Olympiacos, il Barcellona alza al cielo la seconda Eurolega della sua storia, sede nella quale Navarro si laureerà MVP delle finali.
E  la Nazionale? L’Europeo del 2007, perso all’ultimo tiro, brucia troppo, e verrà vendicato, eccome se verrà vendicato: la Spagna vince in Polonia (2009) e in Lituania (2011), oltre a centrare due argenti olimpici, a Pechino (2008) e a Londra (2012).
Oggi, a 17 anni da quell’esordio, deve fare i conti con qualche acciacco di troppo, ma il suo Barcellona è quasi inarrestabile. E oggi, come allora, è arrivata una vittoria, 64-79 a Fuenlabrada. E lui? 18 minuti sul parquet, 8 punti, 3/4 dal campo, 2/3 da 3, normale amministrazione.
Sergio Scariolo, dopo la vittoria dell’Europeo in Lituania, dirà di lui: “E’ stato un maestro. Come uno di quei pittori che si ammirano al Louvre, o qualcosa del genere. E’ un artista del basket. Quando è ispirato è come se fosse sulla sua nuvola particolare per creare e divertire. E’ una fortuna poter contare su un giocatore così, e inoltre è anche una grande persona”.
Ed è un pensiero comune, di chiunque ammiri questo grande giocatore.
23/11/1997-23/11/2014, lunga vita a Re Juan Carlos.

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