ABA Liga: le tigri di Capodistria hanno (ufficialmente) smesso di ruggire

A seguito della squalifica degli sloveni del KK Primorska, d’ora in poi saranno 13 le squadre che continueranno a competere in ABA Liga. La corsa della società slovena è terminata per via della difficile situazione finanziaria – un mix della cattiva amministrazione societaria passata, l’assenza di nuovi investimenti e del difficile momento economico che sta attraversando la Slovenia per via della crisi pandemica

di Mitja Stefancic

Il verdetto ufficiale è giunto ancor prima dell’inizio dell’undicesima giornata della Lega Adriatica: la società di pallacanestro slovena KK Primorska, con sede legale nella città di Capodistria, è ufficialmente squalificata dal principale torneo di basket dell’ex-Jugoslavia. La decisione è stata presa a seguito del secondo forfait consecutivo della squadra che, in base al regolamento dell’ABA Liga, deve anticipatamente congedarsi dalla competizione dopo la seconda sconfitta di fila a tavolino (stavolta 0-20 per il KK Split).

Già in passato abbiamo scritto delle difficoltà finanziarie e dei debiti che pesavano sulla società. Eppure, sino a qualche settimana fa i dirigenti rimasti a fianco del capo allenatore Andrej Žakelj sono rimasti uniti con umiltà per cercare la via d’uscita dall’impasse, sperando di reperire i finanziamenti per appianare i debiti accumulati nelle scorse stagioni e liquidare le posizioni ancora scoperte (tra cui, sembrerebbe, anche qualche mancato stipendio da versare agli ex giocatori). Data la difficile situazione economica che, a causa della crisi pandemica, sta maturando in Slovenia, come del resto un po’ ovunque, i finanziamenti non sono arrivati in maniera sufficiente.

Stando a delle fonti informali (non ufficiali, ma almeno in parte attendibili), le ragioni alla base del “fallimento” della suddetta società sono molteplici. C’è chi vorrebbe puntare il dito contro il gruppo di imprenditori che ha fondato la società e che volava troppo in alto, dimostrandosi non in grado di gestire una società di pallacanestro che nell’arco di qualche anno si è trasformata da una realtà locale in una delle realtà cestistiche più interessanti dell’area balcanica. C’è chi invece intravede nel provincialismo imprenditoriale capodistriano la principale causa dei mali del KK Primorska: una realtà imprenditoriale incapace di valorizzare una squadra che avrebbe potuto portare il nome della città del litorale sloveno nel panorama del basket che conta veramente. Altri ancora propongono interpretazioni un po’ “sui generis” della crisi societaria: Lubiana non avrebbe gradito l’arrivo di una terza forza oltre al Krka Novo Mesto, in grado di proporre una squadra da primi posti in Slovenia e nel contempo competitiva in Lega Adriatica.

Probabilmente le vere ragioni del collasso spotivo capodistriano non le sapremo mai sino in fondo. Sarebbe però assolutamente inappropriato liquidare la pur breve storia del KK Koper Primorska in poche righe, senza rammentare quanto di buono c’è stato dal 2016 (anno di costituzione della società) al 2020.

Innanzitutto, per Capodistria (città a mezz’ora di macchina da Trieste) in pochi anni sono passati nomi del calibro di Duda Sanadze, Nebojša Joksimovič, Žan Mark Šiško, Matic Rebec, Lance Harris, Marko Jagodić-Kuridža e molti altri ancora. Senza contare i talenti delle squadre avversarie di ABA Liga, che nelle ultime due stagioni hanno giocato nell’Arena Bonifika. In questi anni la società capodistriana di coppe ne ha alzate parecchie: più precisamente, ad averle vinte sono stati i giocatori sul campo, guidati dagli allenatori in panchina, talvolta contro ogni pronostico.

Per l’appunto, non si possono dimenticare gli allenatori che sono passati per di qui: Aleksander Sekulić (2016-17), che oggi è alla guida della nazionale slovena; Jurica Golemac (2017-19) – colui che di fatto ha fatto scorrere fiumi d’inchiostro a favore di quella che per un anno almeno è stata la “favola più entusiasmante del basket balcanico”; ed infine Andrej Žakelj, che il 16 febbraio 2020 è riuscito a conquistare con le seconde linee una coppa slovena in maniera insperata contro la favorita Cedevita Olimpija.

Non vanno dimenticati gli sforzi – da molti punti di vista ammirevoli – compiuti nel corso dell’ultimo anno da quei professionisti (tra tutti sembra opportuno menzionare l’ex giocatore Goran Jagodnik, team manager del KK Primorska) che nei momenti difficili hanno messo la propria faccia (e probabilmente anche qualche soldino di tasca propria), cercando il miracolo e credendo fino all’ultimo di poter attrarre gli investimenti necessari per la ripartenza.

Vorrei concludere con un giudizio personale. Quando siamo andati con gli amici a vedere qualche partita al “Bonifika” ci siamo sempre trovati bene, come in occasione della netta vittoria della squadra del Primorska sul Partizan di Trinchieri (per 68-56). Ad un prezzo del biglietto a dir poco popolare è sempre corrisposto un buon livello di basket all’interno di un palasport accogliente per grandi e piccini (a momenti sembrava quasi di essere dinnanzi ad un palcoscenico teatrale piuttosto che in uno di quei palazzetti dove la bolgia spesso toglie punti allo spettacolo sportivo anziché arricchirlo). Si tratta di un elemento che molte realtà europee ben più note e ricche di tradizione cestistica fanno difficoltà a concepire.

Dalle ultime indiscrezioni sembra che la prima squadra del KK Koper Primorska farà di tutto per garantirsi perlomeno la partecipazione nella massima serie del campionato sloveno. Sperando di ripianare pian piano i debiti e di poter tornare a ruggire davanti al proprio pubblico in quel palasport “Bonifika” che nei prossimi mesi (forse anni) sarà coperto da un sole spento.

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