Anthony Randolph: “Pensavamo che l’EuroLega ci avrebbe protetti”

Anthony Randolph: “Pensavamo che l’EuroLega ci avrebbe protetti”

Nell’intervista riportata da Marca l’ala slovena parla della situazione in casa madrilena, della quarantena che i blancos stanno vivendo e del viaggio a Milano

di Marco Novello

“Molti dei miei compagni di squadra ed alcuni membri dello staff erano preoccupati da questa trasferta a Milano; ma pensavamo che l’EuroLega ci avrebbe protetti”. A riferirlo è Anthony Randolph in un’intervista a “The Undefeated” ripresa in queste ore da Marca. “I miei compagni di squadra durante il viaggio hanno indossato guanti e mascherine oltre ad essersi lavati spesso le mani con del disinfettante; ma solo dopo un paio di partite ci siamo resi conto che Trey Thompkins avesse contratto il virus. I medici qui a Madrid sono molto scrupolosi e ci trattano in maniera incredibile” continua l’ala col #3 che a differenza di altri connazionali non tornerà oltre oceano. In questo periodo di quarantena l’ala ex Denver e Golden State si tiene allenato giocando con la figlia e facendo degli esercizi personalizzati, ma pure lui come tutti deve osservare le regole imposte da medici e governo spagnolo; “Non possiamo lasciare casa, esco solo per fare la spesa o andare in ospedale”. Infine Randolph dice la sua sul possibile proseguo della stagione “Non so come andrà a finire, se e quando torneremo a giocare. Come giocatore vorrei tornare in campo e giocare, perché squadre come la nostra hanno incominciato a lavorare da agosto per competere ed avere la possibilità di vincere un trofeo a fine stagione. La salute sia dei giocatori che delle loro famiglia tuttavia è ad ora la cosa più importante”

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