BBL, Playoff Finale G1-2: Bamberg cinico e spietato, il titolo è ad un passo

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In Germania, terra di matematici oltre che di filosofi e poeti, d’attualità oggi è un numero, il 2. Due come Bamberg e Oldenburg, cittadine sperdute sulla cartina del continente, ma che negli ultimi anni hanno saputo affrancarsi sulla mappa del basket europeo per gioco espresso, progetto, singoli, sistema. Due come gli allenatori Fleming e Machowski, rispettivamente coach of the year 2010 e 2013. Due come i punti che le hanno divise al termine della regular season. Due come le partite giocate fin’ora nella serie. Due a zero, come il vantaggio del Bamberg nella serie. Due come i punti di distacco dopo Gara 1 e Gara 2. 2 punti. Provate a pensare nell’economia di una partita cosa possono essere due punti, dove poterli andare a recuperare, o perdere. Un tap-in, un lay-up, due liberi. Situazioni. Due punti segnano la distanza che è intercorsa tra le due squadre in questa serie per due volte consecutive. Non sappiamo se questa sia la reale distanza tra due gruppi che ormai non hanno più nulla da dimostrare, ma questo è il verdetto del campo e come tale, è legge.

GARA 1 (1-0)
BROSE BAMBERG 65 – 63 EWE OLDENBURG (11-14; 22-19; 17-16; 15-14)

Nell’83% dei casi chi ha vinto gara 1 in passato ha poi vinto la serie, se poi questo si rapporta ad una serie finale, normale che il tasso di tensione che circonda l’evento scatti rapidamente fuori scala. Questa è la partita dai molti significati. Lo è senza dubbio per Jenkins, non foss’altro per il fatto che l’anno scorso era lui con Ford a guidare il Bamberg al titolo e che oggi si trova dall’altra parte della barricata, chiamato apposta per ripetere quel risultato. Attenzione però a ridurre tutto ciò ad uno scontro uno contro uno. Queste sono due squadre con la S maiuscola, e chi vincerà lo farà, appunto, da squadra.

Quintetto tipico per coach Flaming, mentre Machowski sceglie Habdul al posto di Paulding. Il primo quarto è di pieno studio. Tanti errori al tiro e ritmi bassi. Il Bamberg si sbloccherà solo dopo 3 minuti di gioco con una delle due triple di Goldsberry, mentre Ford inizia subito la sua battaglia personale con il ferro sbagliando le sue prime 3 conclusioni. Nel secondo periodo le squadre iniziano a macinare il loro gioco, fatto di grande circolazione perimetrale e attacco a metà campo. Kramer distribuisce sull’arco, ma i suoi fucilieri hanno tutti le mani fredde e chiuderà la gara con un solo assist a referto, mentre i giochi alto basso del Bamberg, che tanto avevano fatto dannare i lunghi del Bayern, non riescono più con quella naturalezza. Si comprende come i due allenatori, nel poco tempo che hanno avuto per preparare la partita, hanno cercato i cardini per distruggere il gioco altrui piuttosto che trovare varianti al proprio, trasformando la gara in un susseguirsi di aggiustamenti timeout dopo timeout, che contribuiranno a far alzare il livello tattico della sfida, ma non del gioco. All’intervallo è perfetta parità 33-33. Nella ripresa le percentuali al tiro crollano, gli unici che vedono la retina sono Gavel e Jenkins. I due allenatori provano a pescare dalla panchina, Neumann risponde con 5-5 dal campo in chiusura di 3° quarto mentre coach Machowski sarà tradito da Wysocki, risolutore in più occasioni, che si fermerà a 2 soli punti in 15 minuti. Il 4° periodo è per molti aspetti la fotocopia del primo. Gioco frammentato, attacchi spenti e una tensione pazzesca che attanaglia le gambe dei dieci in campo. Due mini parziali di 5-0 danno per due volte la sensazione ad Oldenburg di poter allungare, ma il Bamberg, prima con Jacobsen e poi con Gavel, riaccorcia subito. A 2’ dalla fine, Jenkins, con l’unica tripla della gara (su 7 tentate), risponde alla bomba di Nachbar, silente fino ad allora, per il 63-60. Sul possesso successivo Jenkins però perde Renfroe che ringrazia e deposita il +5 Bamberg che avrà altre 3 occasioni nitide per chiudere i conti ma le triple di Jacobsen e Gavel si spegneranno sul ferro regalando le ultime occasioni all’EWE. A 38’’ dal termine Chubb infila il 65-63 su assist di Jenkins. TO Fleming che disegna un gioco perfetto per liberare al tiro Nachbar, il serbo però sbaglia lasciando 8’’ ad Oldenburg per provare l’aggancio o la clamorosa vittoria. La transizione difensiva del Bamberg è perfetta impedendo a Jenkins di prender palla e così il tiro è costretto a prenderlo ancora Chubb. Secondo ferro, sirena che suona, 1-0 Bamberg.

BAMBERG: Goldsberry 6, Ford 2, Renfroe 4, Jacobsen 9, Zirbes 6, Nachbar 9, Tadda, Neumann 13, Gavel 14, Ogilvy 2
EWE: Kramer 5, Joyce 7, Chubb 13, Burell 7, Habdul-Hamid 10, de Mello 2, Wysocki 2, Smeulders, Jenkins 15, Freese 2

MVP: Anton Gavel: 14pt. 2reb. 2ass.

GARA 2 (0-2)
EWE OLDENBURG 61 – 63 BROSE BAMBERG (24-16; 16-10; 4-16; 17-21) 

Principio N°1 del Basket: l’attacco vende I biglietti, la difesa vince le partite. Citofonare Oldenburg per (ennesima) conferma. Gara 2 doveva essere la gara del riscatto. Per i padroni di casa innanzitutto, per pareggiare la serie e iscriversi definitivamente a questa finale. Per Ford, tenuto a 0/8 dal campo in gara 1. Per Paulding, che gara 1 invece non l’ha proprio giocata. Le risposte sono arrivate, ma forse non come se le aspettava Oldenburg.

E’ innanzitutto la rabbia e la voglia di cancellare subito la beffa di gara 1, la benzina che spinge i padroni di casa nel primo tempo, trascinati da un palazzo infuocato vestito tutto di giallo. In attacco la squadra di Machowski gira a meraviglia, anche se Kramer fatica ancora a innescare bene i compagni (chiuderà con 4 perse). Paulding non incide, mentre tutto il quintetto di Oldenburg è molto produttivo nei primi due quarti. Coach Fleming ripropone gli stessi 5 di gara 1 puntando sul fatto che Ford e Jacobsen tireranno con migliori percentuali, cosa che di fatto avviene. Il lungo americano attacca bene il ferro guadagnandosi 4 viaggi in lunetta, ma sarà in difesa che risulterà decisivo. Nei primi due quarti sembra esserci solo Oldenburg in campo trovando più volte quei canestri in transizione che tanto erano mancati in quel di Bamberga. Jenkins è subito produttivo, ma segnerà qui tutti i suoi 9 punti. Il Brose dimostra essere grande squadra soprattutto in questi momenti. Subisce, incassa, ma non da mai la sensazione di andare KO, anche se alla sirena di metà partita il divario segna -14. In tutti questi playoff c’è sempre stato un quarto o un momento della partita in cui i campioni in carica hanno sempre saputo stringere le maglie e attingere dalla propria difesa la spinta per ribaltare le sorti dei match. E anche in questa gara 2 sarà il terzo quarto quello decisivo. I grigi piazzano un parziale di 12-0. L’Unico canestro dal campo per Oldenburg arriva dopo 5 minuti ed è accolto come un gol al ’90. Dagli spalti, che fino a 10 minuti prima erano infuocati, cala un silenzio di tomba e sono solo gli errori al tiro di Jacobsen in chiusura di quarto a non regalare agli ospiti il primo vantaggio della gara. Appuntamento rimandato di pochi istanti quando a inizio 4° periodo, Gavel e Nachaber si mettono in ritmo sul perimetro per il +2 Bamberg. A questo punto gli incubi dei padroni di casa diventano reali. Per Oldenburg qualsiasi cosa diventa complicata, anche il semplice effettuare un tiro diventa una conquista. Jenkins spara a salve e nei primi 5’ del quarto i gialli segnano solo dalla lunetta. A 6’ dalla fine ancora Gavel e Nachbar hanno nelle mani l’occasione per il definitivo KO con due triple dall’angolo sbagliate che tengono ancora in vita l’EWE, ma ormai il tavolo per il bis di gara 1 è apparecchiato. A 2’ dal termine, Jacobsen, prima con una tripla e poi con un gioco da 2+1 su palla recuperata da Ford, firma il +6 Bamberg che sarà decisivo. Chubb, come in gara 1, tiene in vita Oldenburg convertendo un rimbalzo offensivo per il -2, ma le speranze di Jenkins e co. si infrangono sulla stoppa tona di Ford, che, cancellando la tripla di Burrell, mette un macigno sul piatto della bilancia dei campioni in carica.

EWE: Kramer 11, Joyce 7, Chubb 8, Paulding 3, Burell 13, de Mello 3, Wysocki 2, Smeulders7 , Jenkins 9, Freese.
BAMBERG: Goldsberry 4, Ford 15, Renfroe , Jacobsen 14, Zirbes 7, Nachbar 9, Tadda 1, Neumann 4, Gavel 9, Ogilvy.

MVP: Sharrod Ford: 15pt. 14reb. 4blk.