BCL – Oostende-Sassari, parla Matteo Boccolini

BCL – Oostende-Sassari, parla Matteo Boccolini

Le parole del preparatore fisico dei sardi.

di La Redazione

La Dinamo Banco di Sardegna è arrivata ieri in Belgio a Oostende dove domani, palla a due alle 20, affronterà Filou nel Game 10 di Basketball Champions League. Dopo la vittoria su Pistoia gli uomini di coach Gianmarco Pozzecco si preparano al secondo impegno esterno consecutivo, con la ripresa della regular season di coppa.

Iniziare l’anno con una vittoria era importante e lo sa bene Matteo Boccolini, da nove anni preparatore fisico del club: “Iniziare bene l’anno ti fa trovare energie mentali e fisiche, dando sicurezza al lavoro e compattezza alla squadra. Contro Pistoia è stata una vittoria importante perché arrivata contro una squadra che aveva vinto le ultime cinque partite in casa e che ha un campo caldo, bello per la passione che si respira. Una vittoria ancora più importante perché veniamo da un periodo impegnativo fisicamente e mentalmente e vincere ha dato continuità al processo di crescita e coesione del gruppo”.

Il 2019 è stato un anno più che positivo per la Dinamo Banco di Sardegna che si lascia alle spalle il più vincente nella storia del club: “Penso che sia stato un anno importante e per alcuni aspetti un po’ ancora sottovalutato _analizza Matteo_. Secondo me i risultati hanno dimostrato la solidità della società ma anche la capacità di gestione dei giocatori da parte dello staff tecnico, fisico e medico. Sono convinto che esista veramente una struttura di altissimo livello che aiuta il giocatore da un lato a raggiungere una performance-condizione ottimale e dall’altra attenta nel controllo e nel monitoraggio costante dei parametri della sua salute. Il mio sogno è che questa struttura possa diventare un riferimento anche fuori dalla Sardegna”.

Il lavoro dello staff tecnico e medico in equipe e sinergia è come sempre accorto e sempre in evoluzione: “Stiamo lavorando cercando di coordinare al massimo le varie componenti tecniche, fisiche e mediche _spiega Boccolini_, interagendo costantemente strutturando una programmazione individuale per ogni giocatore. La parte più importante è la capacità di modulare il carico di lavoro da proporre a ogni singolo giocatore durante la settimana, tenendo conto del minutaggio di impiego e delle qualità-caratteristiche fisiche. Un esempio: chi ha un minutaggio elevato il giorno post partita ha in tabella molto lavoro di scarico con il fisioterapista e un training di scarico-prevenzione con me, che può anche essere fatto piscina, e la seduta di pesi dopo 36 ore. Chi gioca meno minuti il giorno dopo unisce il lavoro in palestra di pesi a quello tecnico e/o atletico su base aerobica mentre il giorno seguente fa un lavoro più improntato sulla velocità e rapidità”.

Domani il calendario dice sfida contro Filou Oostende di Basketball Champions League, un Game 10 che si annuncia ostico: “Sarà sicuramente una partita molto impegnativa e dura, Oostende è una squadra fisica e atletica _analizza Bocco_. Oramai la parte fisica è molto più curata, quindi la velocità del gioco e la fisicità dei giocatori implicano un costo energetico importante. Lavorare sul recupero, sulla performance e sulla tecnica aiutano ad avere un costo energetico minore”.

Con tanti impegni ravvicinati è importante avere una tabella di lavoro che permetta di ridurre al minimo i tempi di recupero tra una partita e l’altra ma l’ingrediente principale secondo l’athletic trainer biancoblu è la fiducia: “Sono convinto che la fiducia dei ragazzi si ottenga dimostrando competenze _spiega Boccolini_. Chi viene qui in Sardegna ha da subito la percezione del lavoro quotidiano dello staff tecnico, fisico e medico attraverso il lavoro personalizzato che non solo aiuta la prevenzione di eventuali problemi fisici ma anche nelle fasi di recupero. Solo quando si acquisisce la convinzione che il recupero -parliamo di un recupero attivo quindi fatto di training e terapie- sia parte integrante della performance si riesce a ottimizzare i tempi di recupero tra i diversi impegni sportivi. Ogni giocatore ha un programma specifico distribuito durante la settimana che riguarda tutti gli aspetti: tecnico, fisico e fisioterapico”.

Nello staff tecnico sembra esserci grandissima armonia, sensazione che traspare anche dall’esterno: “Rispondo citando una frase: la felicità può essere raggiunta tra gli esseri umani che sono pronti a fidarsi, a credere nella bontà delle altre persone. Gianmarco ha questa qualità: riuscire a far lavorare tutti con fiducia permettendoci di rendere al meglio. Perché la fiducia che lui ricerca e trasmette non è legata solo alle competenze lavorative ma anche e soprattutto alle qualità umane, prima l’uomo e poi il professionista. C’è differenza tra un buon professionista e un professionista buono” conclude Matteo Boccolini.

 

 

Ufficio Comunicazione Dinamo Banco di Sardegna

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