Cento di queste stagioni – Felipe Reyes

Oggi è il 37esimo compleanno di uno dei giocatori più vincenti della generazione spagnola, un simbolo del Selección e del Madridismo. Ripercorriamo la stagione 14/15, la stagione perfetta del Grande Slam del Real Madrid di Felipe Reyes.

di Matteo Andreani, @matty_vanpersie

Il Real Madrid è storicamente un club di grande tradizione, una piazza in cui vincere è un obbligo. Se questo in ACB non è stato mai un grande problema, in EuroLega c’è stato qualche ostacolo in più negli ultimi anni. A Madrid l’ultima EuroLega vinta, risale alla stagione 1994-95, dove in panchina c’era un certo Zelimir Obradovic.

http://estaticos.marca.com

Tanto, troppo tempo per un piazza esigente ed educata come Madrid. La stagione inizia con il primo “Clasico” della stagione, con in palio la Supercoppa. Vittoria netta, catalani surclassati di oltre 20 punti grazie a un gioco corale super e a un Sergio Llull, tanto per cambiare, versione MVP. Reyes gioca 15 minuti e offre il suo contributo con 7 punti, 4 rimbalzi e il solito grande apporto in termini di grinta e fisicità.

Il Madrid col passare delle settimane migliora a vista d’occhio, crescendo nella qualità e nella fluidità del proprio gioco. Probabilmente non è uno dei giocatori più talentuosi della squadra, ma Felipe Reyes è indispensabile per la quantità di leadership, per la fisicità e per l’esperienza messa a disposizione della squadra. Arriviamo a Febbraio, mese di Copa Del Rey. Tanto per cambiare, ennesimo clasico in finale tra Barça e Real Madrid alla Gran Canaria Arena. A differenza del precedente scontro, questa volta regna l’equilibrio ma il risultato finale non cambia. Il Real Madrid quest’anno sembra averne di più di tutti, e il tempo confermerà questa sensazione. Col passare degli anni è incredibile come un giocatore come Felipe Reyes sia migliorato in alcuni aspetti del gioco, limitando i suoi punti deboli tanto da trasformarli in punti di forza. Le percentuali al tiro sono migliorate tantissimo, complice un grande lavoro sul tiro dalla media. I tiri liberi non sono più un problema e inoltre al repertorio si è aggiunto un range di tiro dalla linea dei 3 punti. Il giocatore simbolo della lotta, del sacrificio e della volontà è anche un giocatore tecnicamente temibile.

Nella Liga, il cammino del Real Madrid procede alla grande, qualificatosi primo al termine della Regular Season, senza tante sofferenze. In EuroLega è lo stesso, regalando anche prestazioni super come il +30 rifilato al Barça al termine di una partita pressoché perfetta da parte dei ragazzi di Pablo Laso nelle Top16.  I quarti di finale vedono il Madrid affrontare i temibili turchi dell’Efes Pilsen. Vittoria degli spagnoli per 3-1, soffrendo anche leggermente più del previsto. Le Final Four di EuroLega sono a Madrid, è un’occasione troppo grande per i Blancos. Le aspettative e la tensione sono alle stelle, ma il Real Madrid non stecca. In Semifinale batte l’altra squadra di Istanbul, il Fenerbahce, segnando 92 punti nonostante la pessima serata di Felipe Reyes con 0 punti e -6 di valutazione. In finale c’è la tanto attesa rivincita contro i greci dell’Olympiacos, dove dalle parti di Atene ancora si festeggia la clamorosa rimonta effettuata proprio contro i madrileni pochi anni prima. Solita prova corale super per i padroni di casa, che asfaltano i greci, anche grazie a un roster decisamente superiore e più profondo. A distanza di 20 anni, il Real Madrid torna ad alzare la coppa più importante d’Europa.

gettyimages.com
gettyimages.com

E’ delirio a Madrid! La squadra festeggia a Puerta del Sol, inneggiata dal pubblico, ma senza alcuna voglia di fermarsi. C’è una Liga da vincere e un Barcelona da sconfiggere per l’ennesima volta in stagione. Il Real non ha rivali, troppo forte e profondo per qualsiasi altro equipo. Nei quarti, il Gran Canaria è sconfitto 2-0, in semifinale il Valencia riesce a vincere una sola partita contro il Madrid, che sta per affrontare l’ennesimo, tanto atteso, clasico, che questa volta decide il campionato. 3-0 schiacciante, senza possibilità di rivalsa per i catalani. Trionfo Madrid, in una stagione a dir poco perfetta. La Liga di Felipe Reyes è da ricordare. MVP della Regular Season, oltre che far parte del quintetto ideale. 12 punti di media, 55% dal campo e oltre 80% ai tiri liberi per El Capitán. L’urlo “Felipe, Felipe, Felipe” è un classico del Palacio De Los Deportes. Impossibile non amare e apprezzare un giocatore che fa del sacrifico, della lotta, della garra per la maglia del Madrid, il suo marchio di fabbrica. Il pubblico come già detto è esigente e pretende, ma sa dare merito e riconoscenza a chi spende tutto per la maglia, e questo è Felipe Reyes.

Ma non è finita qui. Si può arricchire una stagione con già nel Palmarés, SuperCoppa, Copa Del Rey, ACB, EuroLega? Si, perché Felipe è protagonista della spedizione spagnola a EuroBasket in Francia. La Spagna di Scariolo parte piano per salire di livello partita dopo partita, toccando il culmine nell’entusiasmante vittoria in semifinale contro i padroni di casa della Francia, guidati da un Pau Gasol stratosferico. Lituania distrutta in Finale e per l’ennesima volta in stagione, Felipe e i suoi compagni possono urlare “Campeones!” 

Mai nessuno si sarebbe potuto immaginare che un giocatore dell’Estudiantes diventasse simbolo e capitano degli odiati cugini ricchi del Real Madrid. 393 partite dopo, Felipe Reyes per il pubblico di Madrid non è un ex Estudiantes, è El Capitán.

Felicidades Felipe!

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy