[ESCLUSIVA] Achille Polonara: “Sassari indimenticabile! Pozzecco e Sardara sono unici. ACB dietro solo alla NBA”

[ESCLUSIVA] Achille Polonara: “Sassari indimenticabile! Pozzecco e Sardara sono unici. ACB dietro solo alla NBA”

Intervista esclusiva all’italiano protagonista in ACB e EuroLega con la maglia del Baskonia.

di Matteo Andreani, @matty_vanpersie

Abbiamo intervistato in esclusiva Achille Polonara, protagonista in ACB e in EuroLega con la maglia del Baskonia. Il giocatore italiano si è raccontato dagli inizi, parlando di Varese, Reggio Emilia e soprattutto Sassari.

Da Ancona all’EuroLega in maglia Baskonia. Quanto è cresciuto con gli anni Achille Polonara?

“Non è stato facile, è stato un cammino duro onestamente. Ho fatto vari step, dai settori giovanili di Teramo e Ancona per poi passare in prima squadra a Teramo. Una squadra piccolina per la Serie A ma con un’ottima società. Poi è arrivato Varese, uno step successivo, come quelli che sono poi arrivati di Reggio Emilia e Sassari. Per arrivare in EuroLega ho avuto bisogno di alcuni passaggi graduali.”

Fondamentale per Polonara è stato Alessandro Ramagli, nell’esperienza a Teramo. Sei stato premiato anche come miglior U22 del nostro campionato in quell’anno.

“Ramagli è stato il Coach che mi ha lanciato definitivamente. Avevo già esordito in A con Capobianco, ma poi è arrivato Ramagli a metà stagione che mi ha dato tantissima fiducia, facendomi diventare fondamentale per quella squadra. A 19 anni mi ha fatto giocare circa 20 minuti di media, non è così scontato in Italia che un Coach dia tutto quello spazio ad un giovane…”

Poi da Teramo passi a Varese. Achille Polonara di nuovo miglior U22 del campionato.

“Ho giocato 2 anni a Varese, di cui il primo anno veramente indimenticabile. Una squadra tutta nuova, con uno solo giocatore rimasto dall’anno precedente, ma sin da subito un gruppo fortissimo. Una stagione pazzesca da primi in classifica, chiusa poi con la sconfitta in semifinale Playoffs in gara 7 contro Siena. Due anni veramente belli a Varese per me!”

Reggio Emilia e Sassari successivamente. Queste due esperienze ti hanno fatto capire di poter competere ad altissimi livelli e poter essere un fattore?

“Sicuramente! Ho avuto anche la fortuna di giocare le coppe europee con Reggio Emilia e Sassari, l’EuroCup nella prima occasione, Basketball Champions League e Europe Cup nella seconda, conclusa poi con la vittoria di quest’ultima. Questo mi ha permesso di conoscere il basket anche fuori dall’Italia e anche di farmi notare all’estero.”

Max Menetti e Gianmarco Pozzecco. Che rappresentano per te?

“Ho un grandissimo rapporto con entrambi. Menetti è stato il mio Coach per 3 anni a Reggio Emilia, un allenatore molto importante nella mia carriera, un coach bravissimo a livello umano e che ne capisce tantissimo di basket. Pozzecco è l’allenatore che tutti vorrebbero. Un grande, sia come allenatore che come giocatore. Una grandissima persona che conosce benissimo il basket, essendo stato giocatore capisce i momenti in cui un giocatore è in difficoltà e lui è sempre pronto lì ad aiutarti.”

Poi all’improvviso per Achille Polonara, è arrivata l’EuroLega con il Baskonia.

“Guarda, è stata una sorpresa assolutamente anche per me. Avevo appena rinnovato con un biennale a Sassari, stavo facendo la preparazione con la squadra e questa chiamata mi ha completamente spiazzato. Ad agosto di solito le squadre sono fatte… quindi non se lo aspettava nessuno, tanto meno io! Vitoria è una città molto tranquilla che a me piace. Ci sono belle cose, bei ristoranti, un ambiente perfetto per un professionista!

Che differenze hai notato tra Serie A e ACB?

“Tutti mi dicevano che la ACB è seconda solo alla NBA… e avevano ragione. Il livello è altissimo, anche le squadre di basso livello possono andare a vincere in campi difficilissimi, basta vedere la prestazione super di Zaragoza domenica contro il Real Madrid. Rispetto alle squadre italiane, le squadre in ACB hanno tutte una maggiore rotazione, sono più lunghe, con 10 giocatori impiegati a partita. In tutte le squadre c’è meno differenza tra i 5 titolari e la panchina, anche perché penso minimo 10 squadre spagnole sono impegnate nelle coppe europee… e questo fa la differenza.”

Ti ha cercato qualche altro club oltre il Baskonia in estate?

“Si, qualche altro contatto in estate c’è stato, ma avevo deciso di rimanere a Sassari perché è un posto in cui mi ero trovato molto bene, con una società e un presidente super serio come Stefano Sardara. É un presidente atipico, il Pozzecco dei presidenti, una persona che ti da una pacca sulle spalle se fai una cosa buona e che ti incoraggia se c’è qualcosa che non va bene. L’intento era rimanere a Sassari, quindi non avevo voluto avere molti altri contatti.”

Come hai vissuto il fatto di vedere i Mondiali in Cina da spettatore e non da giocatore?

“Mi è dispiaciuto non far parte della spedizione Mondiale, ma credo sia normale. Se un giocatore tiene alla propria nazionale, è normale essere dispiaciuto di non poter scendere in campo ed aiutare la propria nazione. Non mi aspettavo la chiamata, rispetto le scelte di tutti, comprese quelle di Meo Sacchetti che non mi ha voluto chiamare, quindi ho tifato da casa.”

Il giocatore più forte che hai affrontato in carriera?

“Non saprei chi dirti sinceramente. Se parliamo di questa stagione, in particolare di EuroLega, ti dico Shengelia. Tornike è un giocatore che affronto quotidianamente in allenamento, uno dei 4 più forti d’Europa senza dubbio. Ogni giorno è una guerra con lui, ma è un super ragazzo. Molto disponibile, andiamo molto d’accordo e siamo compagni di stanza in ogni trasferta. Posso solo apprendere da lui, ha un’esperienza notevole ed è un punto di riferimento per me.”

Parlando di extra basket. Che rapporto ha Polonara con i social network? Leggi i complimenti e ti danno fastidio gli haters?

“Sono abbastanza social. Abitando fuori da casa, è un modo per seguire i tuoi follower, i tuoi amici, guardando i loro post e le loro storie. Oltre questo, ti permette di rimanere in contatto facilmente con la tua famiglia. Cerco sempre di rispondere ai miei followers, non sempre ci riesco, però mi fa piacere rispondere a chi mi fa dei complimenti perché é un bel modo di rimanere in contatto con i tifosi.”

Pronostico secco. Chi vincerà ACB, Serie A e EuroLega?

“Serie A, spero Sassari. Ho lasciato lì bellissimi ricordi, mi sono trovato molto bene e gli auguro di trionfare, anche se la favorita è ovviamente Milano. Per quanto riguarda la ACB, non saprei dirti. É un livello altissimo, tante squadre sono competitive e siamo solo a Dicembre. EuroLega anche è una bella domanda. Due settimane fa abbiamo battuto il CSKA in casa giocando una grande partita, poi loro poco dopo hanno vinto a Barcellona di 30 punti. É tutto imprevedibile. Noi ora siamo in difficoltà, abbiamo una rotazione corta a causa degli infortuni di giocatori fondamentali. Senza 10, 12 giocatori di alto livello è difficile vincere!”

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