[ESCLUSIVA BASKETINSIDE] – Zoom sull’Europa: panoramica dei principali campionati del Continente

di La Redazione
La squadra del momento: l’Unicaja Malaga (Fonte: lh6.googleusercontent.com)

 

SPAGNA. Barcelona, Real Madrid e… non solo! La Liga Endesa anche quest’anno si conferma per qualità media dei team il campionato numero uno in Europa. Ad affiancare le due super potenze, un gruppo nutrito di squadre che ha le carte in regola per poter insidiare le big di Spagna, dominatrici incontrastate delle ultime quattro edizioni dell’ACB.
Ad insidiare il trono di Navarro e compagni, oltre agli acerrimi rivali madrileni, in seconda fila c’è una squadra che sembra avere qualcosa in più rispetto alle altre pretendenti: stiamo parlando dell’Unicaja Malaga, una formazione che, nel corso dell’estate, si è rinforzata notevolmente andando ad integrare ad un gruppo già rodato vecchie conoscenze del basket italiano come Kostas Vasileiadis (già in Andalusia nel 2006-2007), Stefan Markovic, Will Thomas, Jon Stefansson e Caleb Green, oltre all’affidabile Vladimir Golubovic, in grande evidenza nell’Eurocup 2013/2014 con la canotta dell’Aykon TED Ankara.
Il Valencia, ad un passo dalla finale la scorsa stagione, si è ripresentato ai nastri di partenza con un roster privo del suo punto di riferimento Justin Doellman (passato in estate al Barcelona): per far fronte a questa importante mancanza, la dirigenza valenciana si è attivata sul mercato ed è andata a registrare due colpi di sicuro affidamento come Kresimir Loncar e Luke Harangody, entrambi provenienti dalla VTB United League. Mentre in patria l’avvio è stato positivo, in Eurolega la squadra di Perasovic è partita con il freno a mano tirato ma le possibilità di passare il turno ed approdare alle Top16 restano immutate.
Merita una citazione, almeno per questo promettente inizio di stagione, un impronosticabile terzetto: l’UCAM Murcia, il Rio Natura Obradoiro ed il Bizkaia Bilbao. I baschi, a rischio esclusione dal campionato tra luglio ed agosto, sono riusciti ad assemblare in poche settimane un roster che prevede un mix di esperienza (i confermatissimi Mumbru, Raul Lopez, Gabriel ed Hervelle) e gioventù con gli innesti, su tutti, di Marko Todorovic e dell’ex Virtus Bologna Danilo Andjusic.
La prima sconfitta in campionato di Bilbao è coincisa con la prima gioia del Laboral Kutxa Vitoria: il club allenato da Marco Crespi, dopo aver registrato tre sconfitte nelle prime tre partite, ha ottenuto i primi due punti proprio nell’attesissimo derby basco. Alla corte dell’ex coach di Siena è arrivato da poco anche Sasha Vujacic a rinforzare una squadra che punta molto sulla definitiva consacrazione ad alti livelli della coppia Heurtel-Bertans.

Il giocatore del mese di ottobre in ACB è senza ombra di dubbio Blagota Sekulic, una vera garanzia per l’Iberostar Tenerife: il montenegrino, visto in Italia nel 2010/2011 a Cremona, ha deciso di fare ritorno a Tenerife dopo una parentesi al Fenerbahce di Obradovic. Alla soglia dei 33 anni, Sekulic si conferma ancora oggi uno dei lunghi più completi in circolazione nel panorama continentale.

 

TURCHIA. La TBL è da anni ormai una delle migliori leghe del vecchio continente, divenuta, da stazione di passaggio di rookies talentuosi qual’era, una destinazione ambita dove alto livello di gioco e grandi investimenti economici si fondono alla perfezione.
A farla da padrona, tanto in Europa quanto in Patria, la città di Istanbul, che con le sue 3 squadre in Euroleague (EFES, Galatasaray e Fenerbahce), è la città più rappresentata nella massima competizione internazionale.
Anche in campionato, la storia non cambia poi molto, con il titolo saldamente nelle mani delle franchigie della capitale economica del Paese, almeno fino a poco tempo fa. Una ricchezza diffusa, un maggior numero di talenti ammaliati dalle lire turche e un’organizzazione sempre più all’avanguardia, hanno fatto sì che in questi ultimi anni di TBL le sorprese fossero all’ordine del giorno, e quest’anno il refrain non sembra cambiato, con protagoniste la neopromossa Darussafaka e il Pinar Karsiyaka. Se quest’ultimo club da anni sgomita nei piani alti della classifica ed è già riuscito, lo scorso anno, a rompere il monopolio di Istanbul, portando la seconda area metropolitana del Paese, Izmir, a fregiarsi per la prima volta di un titolo nazionale (Coppa di Turchia) dopo 52 anni dall’ultimo – bissato poi con la Supercoppa -, totalmente nuova è la storia del Dogus Darussafaka Instanbul.
La società, fino allo scorso anno nella seconda lega turca, è stata rilevata dalla Dogus Holding, una delle tante aziende che traggono beneficio dall’imponente trasformazione che sta vivendo il Paese guidato da Erdogan, la quale, in appena un anno, a suon di lire, è riuscita a portare la squadra nel massimo campionato, ed in una manciata di gare ha già mostrato di puntare a strappare lo scettro del potere cittadino al Fenerbahce e alle altre “sorelle”, tutte con almeno una sconfitta in questa stagione.
A breve distanza seguono Banvit e Royal Halil Gaziantep, e proprio quest’ultima merita un approfondimento a parte.
Dopo aver vissuto lo scorso anno da neopromossa, è in cerca di una conferma, ovvero di un’agevole salvezza, da raggiungere il prima possibile con un buon nucleo americano ed Earl Calloway nel ruolo di leader. La franchigia con sede a Gaziantep però, non è stata graziata in sede di sorteggi per il calendario: esordio in campionato con Efes prima e Fenerbahce poi, in pratica il ruolo di vittima sacrificale sugli altari delle due Big dell’Asia Minore. Il baklava sarà andato storto ad entrambe: la passerella di quest’avvio di stagione, infatti, è stata tutta per il Royal Halil, che, guidato dallo scatenato duo Higgins–Harris, ha sorpreso le due corazzate e non solo: Stevic e compagni sono andati ad un quarto di gioco dal portare a casa un altro scalpo importante, quello del Besiktas dell’ex Pistoia JaJuan Johnson.

Nessuna delle squadre sopracitate vede nelle proprie fila l’attuale MVP della TBL: Craig Brackins. L’ala portata in Italia da Biella, ma senza riuscire a trovare la giusta collocazione, si sta consacrando in Turchia, con l’Edirne, dove ha messo insieme cifre di assoluto rilievo senza però riuscire ancora a regalare alla propria squadra i primi due punti della stagione.
Focus finale su Pietro Aradori. Il talento italiano da quest’anno tra le fila del Galatasaray, ha già avuto modo di ben figurare in Euroleague, ma solamente alla terza giornata di campionato è riuscito a trovare spazio, complici i restrittivi regolamenti turchi a proposito dell’impiego di giocatori stranieri. Proprio contro Brackins e soci è riuscito ad esordire con 15 punti e 6 rimbalzi in 23′ d’impiego.

 

GERMANIA. Negli ultimi anni la pallacanestro tedesca sta acquisendo sempre più rispetto ed importanza nel palcoscenico europeo. Basti osservare il ruolino di marcia del Bayern Munchen in Eurolega, capace di sfiorare il colpaccio in casa del Barcelona e di abbattere successivamente la resistenza del Panathinaikos nella 2° giornata. I campioni di Germania si confermano nel gruppone delle prime grazie ad un collaudato sistema di gioco voluto a sua immagine e somiglianza da Svetislav Pesic (a Roma nel 2006/2007), l’esperto coach che siede sulla panchina dei bavaresi dal 2012. Nihad Djedovic, anch’egli ex giallorosso, è il giocatore di punta del Bayern, ben supportato dalla regia di Anthony Gavel e dalla solidità di John Bryant sotto le plance.
Assodato che i pronostici della partenza sembrano essere rispettati in pieno, con le restanti big del campionato (Alba Berlino, Bamberg ed Oldenburg) in lizza per i primi posti della graduatoria, c’è una squadra che sta andando oltre le più rosee aspettative: il Mitteldeutscher, l’anno scorso in lotta per non retrocedere nella II divisone tedesca, ha inanellato una serie di successi che l’hanno portato a ridosso della Top 5 della BBL. Djordje Pantelic e Christian Standhardinger sono i principali punti di riferimento offensivi di questa piacevole sorpresa del primo scorcio di stagione.
Chi invece non sta convincendo affatto è Francoforte: l’ex squadra dei varesini Dawan Robinson (2012/2013) e Andy Rautins (2013/2014), lo scorso anno in costante lotta per la zona playoff della BBL, non è riuscita ancora ad ingranare. Cinque sconfitte nelle prime sei partite, questo il magro bottino di Aaron Doornerkamp (ex Caserta) e soci, ancora alla ricerca di una precisa identità.

Mvp della prima fase di stagione è sicuramente Kerron Johnson: il 23enne playmaker di Ludwigsburg ha registrato un high di 38 punti nella vittoriosa sfida contro il Telekom Bonn dello scorso 2 ottobre con un favoloso 14/17 al tiro. Il rookie statunitense, valido sia come realizzatore che nelle vesti di costruttore di gioco, è il leader indiscusso di una squadra che include alcuni giocatori passati in Italia recentemente come Coby Karl, Folarin Campbell, Shawn Huff.

 

LEGA ADRIATICA. L’ABA (o Adriatic League) è una delle competizioni più “calde”del continente. A fare da contorno a partite e derby nazionali di spessore (vedasi, ad esempio, gli avvincenti duelli tra le squadre di Belgrado o Zagabria), un pubblico ed un tifo coinvolgente con pochi eguali negli altri campionati europei.
E’ da poco iniziata la 14° edizione della Lega Adriatica ed ai vertici della graduatoria troviamo Stella Rossa e Buducnost: mentre per i serbi la lotta per le prime posizioni era abbastanza scontata alla vigilia, merito di un roster molto competitivo (il 2.22 Marjanovic ne è l’emblema) che in ABA ha pochi eguali, cambia invece il discorso per la valida formazione montenegrina che può contare sì su una rosa di tutto rispetto (V. Dasic, Cook, J.R Reynolds), ma che nei bracket d’inizio stagione non veniva inserita tra le primissime file della griglia.
Stanno invece un po’ deludendo le attese la detentrice del titolo, il Cibona Zagabria, ed il Partizan Belgrado, il club che ha trionfato in Adriatic League per sei volte negli ultimi 8 anni. I due prestigiosi team sono chiamati alla riscossa e, per ovviare ad un avvio molto deludente, hanno già fatto ricorso al mercato dei free-agent (in versione “amarcord) aggiudicandosi i primi le prestazioni di Damir Markota (già al Cibona dal 2003-2006 e successivamente nel 2008), i secondi Milan Macvan che torna così a Belgrado dopo due stagioni.

Il giocatore che più ha stupito in queste prime settimane è di sicuro il promettente Nikola Jokic: il 19enne pivot del Mega Vizura sta stupendo tutti gli addetti ai lavori (high di 27 punti contro Skopje al 1° turno) e non è un caso che nello scorso Draft NBA il futuro centro della nazionale serba sia stato selezionato con la 41° scelta dai Denver Nuggets.

 

GRECIA. Nella culla della cultura occidentale, è da tempo che la pallacanestro ellenica è tutta racchiusa nel duopolio Olympiakos – Panathinaikos, e anche quest’anno appare se non impossibile, altamente improbabile un’alterazione dell’attuale status quo. Panathinaikos a punteggio pieno, Panionios in crisi di gioco e di risultati dopo la scorsa, buona, stagione, e una serie di valori ancora tutti da determinare, data la mole di scommesse che i front office greci hanno effettuato nei propri roster, tra giovani locali e rookies di belle speranze.
Il colpo a sorpresa però, in quest’avvio, non è affatto mancato, e parliamo della vittoria casalinga del Nea Kifisia al cospetto dei Reds del Pireo, nella seconda giornata: Spanoulis e compagni si sono impantanati nell’ottima trama tattica elaborata da coach Papatheodorou, ma soprattutto, si sono scontrati con la “greca fenice”, Dimitrios Mavroeidis. Una storia nella storia quella del centro greco classe 1985, ex dell’incontro ma sostanzialmente fermo da quasi due anni a causa di una lunga trafila di infortuni. Infortuni che, all’alba dei 30 anni, hanno rischiato di compromettere fisicamente, ma anche psicologicamente, il prosieguo della carriera di Dimitrios. La svolta arriva quest’estate, con la firma per il Nea Kifisia, al suo secondo anno in massima serie dal 1996, anno della sua fondazione: una società relativamente giovane, senza grandi pressioni e in un luogo – Kefisia, a nord della Capitale – che, nonostante il feroce morso della Crisi, resta uno degli ultimi avamposti di buona vivibilità in Grecia. Questi i fattori di una rinascita impronosticata, emersa pienamente proprio contro l’Oly: un Mavroeidis incontenibile, affiancato da una vecchia conoscenza italiana, Dimitris Tsaldaris, ha costretto l’armata rossa del generale Spanoulis alla resa (68-67), regalando così al Nea Kifisia una storia tutta da raccontare alle generazioni a venire per il popolo rossoblù.

Proprio i “rossi” del Pireo, dopo la batosta della seconda giornata, hanno immediatamente risposto, annichilendo un Kolossos Rodi mai realmente pericoloso, nonostante nelle sue fila continui a macinare numeri impressionanti colui il quale, dopo appena poche gare, si è già imposto come papabile top scorer del campionato: Michael Perry James: ai più noto come “Mike”, James è un nome non nuovo per gli appassionati italici, perchè la point-guard classe ’90, lo scorso anno ad Omegna, ha impressionato tutti per le capacità atletiche e per la consistenza offensiva, tanto da meritarsi il titolo di MVP stagionale dell’Adecco Silver. Dopo un’estate in cui nessuno ai piani alti ha voluto scommettere su di lui, il nativo di Portland ha lasciato lo stivale per portare “i propri talenti” in Grecia, a Rodi, dove sta impressionando un’intera Nazione con i suoi numeri in campo.

 

FRANCIA. In una competizione ancora di livello non altissimo e dove i rookies diventano gli attori principali, la Francia rappresenta invece terreno fertile per squadre da “One&Done!”: dopo la Favola del Nanterre di due anni fa e il ritorno di Limoges dello scorso anno, questa stagione sembra quella giusta per il SIG Strasbourg per aggiudicarsi il titolo di campione di Francia.
La formazione dell’Alsazia, già finalista pochi mesi fa, si è fortemente rinforzata in questa campagna estiva, sia con le conferme (Antoine Diot), sia con i nuovi arrivi (Dragicevic e Traorè), e in queste prime giornate nessuno è riuscito ad arginarli: a dimostrazione di tale forza, il team di coach Collet risulta ancora imbattuto dopo cinque turni disputati.
Dietro Strasburgo sostanziale equilibrio fra tutte le inseguitrici, con Nanterre ed i campioni in carica di Limoges un po’ più avanti, ed i ranking d’inizio stagione fondamentalmente rispettati, anche se è evidente come le formazioni impegnate sul doppio fronte ProA – Europa stiano soffrendo oltremodo le fatiche di coppa da sostenere, a partire dall’ ASVEL Villeurbanne: per il team caro a Tony Parker, la conferma di Ed Jackson e i rinforzi arrivati nel corso della sessione estiva di mercato non sono bastati a regalare alla squadra un posto “al sole”, almeno fino ad oggi, avendo collezionato già tre sconfitte nelle prime cinque gare.
Stesso discorso dicasi per le franchigie impegnate in Eurocup, come Nancy e Paris-Levallois. Per entrambe l’impegno economico in fase di mercato è stato gravoso e ha favorito l’arrivo di giocatori di assoluto livello, come il nazionale ucraino Sergii Gladyr che a Nancy è andato ad affiancarsi a Florent Pietrus in una coppia di ali di caratura europea, e Mike Green, ex Varese ed a lungo corteggiato da Venezia quest’estate, al cui progetto di Brugnaro ha preferito abbracciare la causa della cittadina alla periferia della capitale francese.

Tra i giocatori, invece, chi più ha sorpreso in quest’avvio di campionato, è stato il playmakerino di Dijon, Erving Walker. Il 24enne statunitense, portato in Europa per la prima volta da Veroli, è senza ombra di dubbio il miglior giocatore, almeno dopo le prime 5 giornate, potendo contare su una solida stats line che recita: 18 punti, 5 assist, il 43% dall’arco e ben 23.4 di valutazione nei 28 minuti di impiego.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy