[ESCLUSIVA] Daniel Hackett: “Mi vedo ancora per molti anni al CSKA. Sono felice che l’Olimpia Milano sia alle Final Four!”

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Daniel Hackett
EuroLeague.net

Intervista esclusiva a Daniel Hackett, a poco meno di una settimana dalle Final Four di EuroLega a Colonia in cui sarà protagonista con il suo CSKA Mosca. L’italiano ha parlato del suo momento magico, dell’importanza di Coach Itoudis nella sua carriera, degli avversari e di molto altro.

A 33 anni ora, è il miglior Daniel Hackett della carriera?

“Detto con molta umiltà, credo di si. Per maturità tecnica, responsabilità e qualità del mio gioco ad un livello molto alto, questa è la migliore versione di Daniel Hackett.”

Una stagione lunga e unica nel suo genere. Qual è il tuo pensiero su questa “eccezionale” stagione?

“Stagione surreale mi viene da dire, con la pandemia e tutte le sue conseguenze. Abbiamo giocato tantissime partite, è stata una stagione tosta. Ci sono stati infortuni, ho avuto il Covid a Dicembre, poi una distorsione alla caviglia, ma devo dire che sta venendo fuori un bel finale di stagione dopo alcuni mesi travagliati.”

Che effetto ti ha fatto avere avuto quasi sempre pubblico in Russia, mentre fuori sempre a porte chiuse?

“Un effetto particolare. Penso che parlando a nome di tutti gli sportivi, giocare senza pubblico è strano e deprimente. Abbiamo avuto la fortuna di avere spesso il pubblico con noi, fattore che ci ha regalato un pochino di normalità in un periodo così, sperando che possa tornare ovunque il pubblico, ci manca.”

In particolare per il CSKA, ne sono successe di tutti i colori, da infortuni a fattori extra campo. Ma con una persona che resta la chiave indispensabile di questa squadra, Coach Itoudis.

“Nonostante i parecchi infortuni, con Shengelia, Milutinov, Bolomboy, me compreso, poi i problemi di Covid che hanno colpito quasi tutta la squadra, abbiamo avuto una società che ha dimostrato di avere le spalle larghe, di saper gestire bene i momenti di difficoltà. Abbiamo mantenuto la concentrazione sul campo, chi era a disposizione ha dato sempre il 100% e tutto questo ci ha permesso di arrivare alle Final Four e di poterci giocare dei trofei in questo finale di stagione.”

Siete passati da essere i favoriti assoluti alla vittoria finale ad una squadra “outsider”. Può essere questo un vantaggio per voi?

“Penso che a questo livello, quando giochi in squadre blasonate come CSKA, Barcelona, Real Madrid, Milano, la pressione è relativa. Sai che c’è, ma sta a te sentirne il peso o meno. É certo che con il roster ad inizio stagione, l’obbiettivo minimo erano le Final Four e il tentativo di portare a casa il trofeo. Ci sono state poi delle difficoltà, per tutte le squadre direi. Alla fine però contano i numeri che dicono che ci siamo qualificati primi pari merito con il Barça e siamo alle F4. Con tutte le chiacchiere che ci sono state, abbiamo fatto parlare il campo…”

Daniel Hackett

Chi ti ha colpito di più, tra i tuoi compagni del CSKA, in questa stagione?

“Nikita Kurbanov. Tutti parlano dei “big” da Mike James a Nikola Milutinov, passando per Toko Shengelia, ma secondo me Nikita è il miglior difensore in EuroLega. É un giocatore molto sottovalutato, per quello che fa in campo e dietro le quinte. Non salta mai un allenamento, una partita, è uno dei giocatori più fisici in EuroLega e nessuno parla di lui. Per noi è un giocatore chiave ed è da anni che è fondamentale e se ne parla troppo poco di lui.”

Parlando di avversari, ti faccio alcuni nomi e voglio il tuo commento: iniziamo con il tuo avversario attuale in VTB League, lo Zenit di Xavi Pascual e Kevin Pangos.

“Squadra rivelazione dell’anno… per chi non si intende tanto di basket! (ride ndr). Chi ne sa, immaginava che questa era una squadra molto pericolosa. Hanno portato il Barça alla gara decisiva e hanno giocato sin qui un’ottima stagione. Coach Pascual è meritatamente il Coach dell’anno in VTB, dato che si sono qualificati primi con una grande Regular Season. Kevin Pangos è abilissimo nel controllare il gioco, pericolosissimo sul perimetro e sa distribuire la palla con grande facilità. É un giocatore che richiede un gran lavoro, è una versione europea di quello che era Stockton, con i giusti paragoni. Non ha paura di prendersi le responsabilità nei momenti che contano.”

Barcelona e Efes. Jasikevicius e Ataman. Due tipi di pallacanestro completamenti opposti.

“Il Barça è una squadra molto fisica, aggressiva, che gioca un’ottima qualità di pallacanestro. Sono allenati da un ex giocatore che ha vinto tanto e sa come si arriva in fondo. È una squadra con un roster lungo che sa dove andare quando le cose si mettono in difficoltà, ha giocatori importanti di riferimento, su tutti Nick Calathes che ha il pallino del gioco in mano e può essere l’uomo in più. Mentre l’Efes è partito un pò a rilento quest’anno… perché l’anno scorso stavano volando! Quest’anno poi da Dicembre hanno ricominciato a giocare una pallacanestro molto bella da vedere, in cui sanno muovere la palla e pungono le difese con grande facilità. Per tutti sono i favoriti, ma sappiamo che alle Final Four può succedere di tutto…”

Invece se ti dico, Olimpia Milano, Kyle Hines, Gigi Datome, Sergio Rodriguez e Ettore Messina.

“Li vedo molto bene. Avevano chiare ambizioni ad inizio stagione, con una grande campagna acquisti che ha permesso di prendere forma al progetto di Ettore Messina. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, dai trofei vinti alla qualità del gioco espresso. Le Final Four poi mancavano da tantissimo per loro. Hanno chiare leadership, con Hines, Rodriguez e Delaney, unite a giocatori motivati i quali stanno avendo un’ascesa importante come Zach Leday, Kevin Punter… giocatori che sta dando un grandissimo apporto. Da non sottovalutare il nucleo di italiani molto solido, da Gigi Datome a Ricky Moraschini e tutti gli altri ragazzi che hanno svolto un buonissimo lavoro. Chapeau a loro e in bocca al lupo per le Final Four, da italiano sono assolutamente felici di vederli lì.”

Daniel Hackett – Italia. Capitolo chiuso?

“É un capitolo che ho deciso di chiudere tempo fa, avendo le idee molto chiare sul mio futuro e sulla mia decisione. L’ho comunicato a chi di dovere, non ho bisogno di aggiungere altro, ma il mio tifo per loro ci sarà sempre e faccio un grosso in bocca al lupo in vista del PreOlimpico di Belgrado.”

Dove chiuderà la carriera Daniel Hackett? Forse nella “sua” Pesaro?

“Questa è una domanda interessante! Ho ancora un anno di contratto con il CSKA Mosca e sono molto felice che Coach Itoudis abbia rinnovato per altre due stagioni. Mi immagino ancora a lungo con lui qui, a Mosca. Lui mi ha insegnato a vincere ad altissimo livello, devo tanto a lui. Poi nel futuro vedremo, ci sono molto opzioni che mi piacerebbero esplorare… anche se al momento mi vedo ancora per 2/3 anni all’estero, sperando di rimanere qua a Mosca il più possibile.”

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