[ESCLUSIVA] Daniel Hackett: “Giocare con De Colo e Rodriguez è preziosissimo. Mondiali? Bisognerà dare tutto per la maglia!”

[ESCLUSIVA] Daniel Hackett: “Giocare con De Colo e Rodriguez è preziosissimo. Mondiali? Bisognerà dare tutto per la maglia!”

Il playmaker italiano del CSKA Mosca si è raccontato ai nostri microfoni.

di Matteo Andreani, @matty_vanpersie

Dopo l’ovvio periodo iniziale di rodaggio, hai conquistato sempre più spazio e minuti in maglia CSKA.

“É una stagione lunga ed il nostro roster è attrezzato proprio per affrontare al meglio la stagione. Certo all’inizio è stato necessario un periodo d’adattamento, per capire il sistema in cui giocavo. Poi piano piano le cose sono cambiate e migliorate. Ho guadagnato la fiducia dell’ambiente, dei compagni e del coach. Sono molto contento di come stanno andando le cose, ma c’è molta strada da fare, non siamo dove vogliamo essere e vogliamo finire al meglio la stagione.”

Com’è lavorare con Coach Itoudis?

“É impegnativo! É un coach che ti spinge a migliorare, a crescere sempre di più e ad andare oltre i tuoi limiti. Lo ritengo uno dei migliori coach d’Europa, ascolto ogni suo insegnamento o spiegazione con grande attenzione per capire bene ed imparare. Viene da una scuola prestigiosa come quella di Coach Obradovic. É quindi molto esigente e bisogna stare tanto concentrati con lui!”

Al CSKA giochi con Nando De Colo e Sergio Rodriguez, hai giocato all’Olympiacos con Vassilis Spanoulis. Quant’è importante allenarsi e stare a contatto quotidianamente con i migliori d’Europa nel tuo ruolo?

“É un bagaglio tecnico importantissimo. Allenarmi con loro mi permette di fare un grande di salto di qualità per la mia carriera e per il mio futuro. Vedere come si curano fuori dal campo, come si gestiscono, come si allenano, sono cose importantissime e preziose. Si può solo imparare da Spanoulis, Printezis e tutti quelli con cui sono qui oggi. Hanno tutti vinto EuroLeghe ed è un privilegio giocare con loro.”

Sempre parlando dei tuoi compagni greci… Che ne pensi della pazzesca polemica che si tra creando tra Olympiacos e Panathinaikos?

“Purtroppo ho seguito.. è una pagina molto triste per lo sport. Quando si arriva ad abbandonare il campo, per motivi che sanno loro, è triste. La rivalità l’ho vissuta ed è una cosa molto pesante e forte, a livello emotivo, di tensione e c’è molta cattiveria nell’aria. Adesso siamo arrivati ad un punto di non ritorno, ed è un vero peccato. Mi dispiace per chi ama guardare questo sport e questo tipo di partite.”

2 anni fa sei stato alle F4 di Istanbul, purtroppo come spettatore a causa del tuo infortunio. Pensi sia l’anno buono per te per giocarle? Ti da uno stimolo maggiore questo?

“Certamente! Se penso a dov’ero circa 2 anni fa, su un letto d’ospedale a Pavia, dove i dottori non erano sicuri se potevo tornare a giocare a basket… di strada n’è passata. C’è voluta tanta pazienza e sono grato della strada fatta e dell’aiuto che ho ricevuto. Ringrazio Bamberg, dalla società al preparatore atletico, l’aiuto che ho ricevuto da Matteo Panichi, preparatore della nazionale e l’intero staff, in tanti mi hanno aiutato. Gli stimoli sono grandissimi, siamo ai Playoffs e cercherò di fare il possibile per coronare questo sogno.”

Nazionale. Finalmente siamo ai Mondiali! Che effetto fa? Saremo protagonisti?

“Per prima cosa mi pare giusto dare merito al lavoro fatto dagli allenatori e da questo gruppo di giocatori che hanno fatto le qualificazioni. É stato un lavoro grandioso e sono orgoglioso di loro. Sono stato purtroppo in gruppo solo poche settimane, poi a causa dell’infortunio nella partita contro la Croazia ho dovuto abbandonare. Vedremo che gruppo arriverà in Cina, chi arriverà al Training Camp, bisognerà pedalare tanto e rimanere umili.”

L’Italia è un Paese che crea sempre polemiche. Alcuni hanno detto che chi non è stato presente alle qualificazioni, non merita di giocare i Mondiali. Ti ha dato fastidio leggere questo?

“Penso che l’intelligenza di una squadra deve essere quella di capire e pensare che chiunque vada in campo lo faccia per orgoglio e perché pensa che possa dare qualcosa a questa nazionale e questo deve essere superiore ai commenti destabilizanti. I giornalisti, i blogger, parleranno sempre e ci saranno sempre nel bene e nel male. Dobbiamo essere compatti e credere l’uno nell’altro, chiunque vestirà la maglia azzurra deve essere pronto a dare tutto. Chiunque andrà dovrà essere pronto ed andare col coltello tra i denti”.

Pensi che queste qualificazioni siano state un’occasione per giocatori che forse avrebbero avuto meno spazio con tutti a disposizioni?

“Per me non esistono giocatori “inferiori”. I vari Tonut, Flaccadori, Moraschini, Biligha, Della Valle sono giocatori forti che giocano in serie A, che hanno gli attributi e ambiscono a giocare a livelli alto. C’è un gruppo di giocatori che da qualche anno lavora insieme e lo fa bene. I giocatori che ho nominato non sono gli unici, ci sono anche altri molto buoni. Questo è quello che conta. L’importante è arrivare tutti sani e pronti al giorno del raduno e lì ci si giocherà ognuno le proprie chances, guadagnandosi la maglia ogni giorno e confrontandosi con giocatori come Gallinari, Belinelli, Melli e Datome. Sono giocatori dall’immenso bagaglio tecnico e di grandissima esperienza. Sarà il CT a fare le scelte. Bisognerà arrivare lì, guardarsi in faccia con tutta la serenità e sincerità del mondo, e dire che siamo qui per l’Italia.”

Momento pronostico. Chi vincerà la Serie A, l’EuroLega e il titolo NBA?

“Per la Serie A vedo Milano come squadra più attrezzata per arrivare in fondo. Nonostante una Venezia molto spigolosa, basti vedere come ha giocato domenica con l’Olimpia. Mi auguro che l’EuroLega arrivi a Mosca, toccando ferro. Per l’NBA credo che la squadra da battere sia ancora Golden State.

Il prossimo anno ti vedremo ancora con il CSKA Mosca?

“Ci sono delle opzioni, vedremo, ma mi auguro di essere ancora qui il prossimo anno.

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