[ESCLUSIVA] Gigi Datome: “Ho sempre dato tutto per l’Italia. Istanbul meravigliosa, ma Roma è la mia città preferita”

[ESCLUSIVA] Gigi Datome: “Ho sempre dato tutto per l’Italia. Istanbul meravigliosa, ma Roma è la mia città preferita”

Il capitano della nazionale italiana si è raccontato a noi in una lunga intervista.

di Matteo Andreani, @matty_vanpersie

Bentornato in Italia! Che sensazione fa tornare nel tuo paese, anche se per una sola partita?

“Fa sempre piacere tornare in Italia, ci sono tante persone che mi verranno a vedere al Forum tra amici e familiari.”

Luglio 2015, Gigi Datome sbarca in Turchia al Fenerbahçe. É stata la scelta giusta? Rifaresti questa scelta?

“Si, assolutamente. Abbiamo vinto 8 titoli, tra cui l’EuroLega, giocato altre 2 finali, il che vuol dire che siamo stati sempre al top in Europa. Credo di aver fatto la scelta giusta.” 

Che giocatore è Gigi Datome oggi. Quanto è stato importante Coach Obradovic per te?

“É stato molto importante per me. É difficile descrivermi, ma mi ha trasformato da giocatore di talento a giocatore in grado di stare in una squadra vincente come protagonista. 

Ad esempio, guardando al nostro campionato, James Nunnally era conosciuto come un top scorer. Al Fenerbahçe ha dimostrato di saper difendere come pochi in questa competizione.

“James Nunnally ha fatto un lavoro pazzesco ed è stato bravo a calarsi nella parte per la squadra. Ricordo una sua super partita in difesa alle Final Four che ha contribuito al successo finale in maniera determinante.”

Mini colonia italiana al Fenerbahçe. Tu, Melli, Gherardini, Zandalasini e Sottana. Avere italiani al tuo fianco ti fa piacere?

“Siamo un bel gruppo! Con Nicolò (Melli ndr) c’è un rapporto speciale, ma è bello parlare con tutti in italiano, confrontarsi su quello che succede nel nostro paese. Non siamo lì perché siamo tra italiani, ma il fatto di stare insieme ci fa piacere.”

Hai legato con qualcuno in particolare in squadra, eccezion fatta per Nicolò?

“Ci troviamo molto bene tutti insieme. Non saprei dirti un nome particolare, perché vado d’accordo con tutti, da Jan Vesely a Melih Mahmutoğlu. É molto importante perché stiamo insieme tutti i giorni per 10 mesi all’anno e questa alchimia è fondamentale all’interno di uno spogliatoio.”

Passare da Olbia a Istanbul tramite Siena, Scafati, Roma, Boston e Detroit. Hai avuto l’occasione di vivere in molte città, tutte diverse tra loro.

“Istanbul è meravigliosa. Sono innamorato della città, ti entra dentro e ti trasmette tanto. É molto particolare andare in giro, ci conoscono tutti, ci coccolano e siamo privilegiati. Continuo a scoprire luoghi meravigliosi, sopratutto in questo periodo di sole e bel tempo. Ma Roma senza dubbio è la mia preferita, quella in cui ho ricordi bellissimi.”

Una volta concluso il contratto con il Fenerbahçe, ci sarà modo di rinnovare sempre con la squadra di Istanbul? O vorresti provare un’esperienza diversa sempre in EuroLega? La parentesi NBA è definitivamente chiusa o lasci aperta la porta?

Dipenderà tutto dalle scelte che avrò a disposizione. Se ci sarà l’NBA, penserò anche a quello. Pensiamo intanto a quest’anno, a fare bene e finire in modo giusto questa stagione. Io ho un altro anno di contratto con il Fenerbahçe e a meno che non mi vogliano mandare via, resterò qui con molto piacere.”

Finalmente siamo ai Mondiali. Tu sei il capitano e la faccia di questa Italia che vuole stupire.

“Non ho mai giocato i Mondiali, a differenza di Marco Belinelli che ha già avuto l’onore di partecipare. É molto presto, bisogna capire chi saremo per prima cosa. Ma quest’estate si parlerà molto di pallacanestro, l’Italia tornerà al centro del palcoscenico mondiale ed è una cosa fondamentale per il nostro movimento che ne ha tanto bisogno. “

Hai sempre detto si alla nazionale e non ti sei mai risparmiato per la maglia.

“Dal 2001, non ho mai saltato un’estate in nazionale. Questa sarà la 19esima consecutiva e sarà motivo di grande orgoglio per me.

L’anno prossimo ci sarà un calendario decisamente impegnativo, con i Mondiali e 2 squadre in più in EuroLega. Un giocatore non ha timore di “strafare”? Come vive un professionista tutti questi impegni così ravvicinati?

“Assolutamente, un giocatore ci pensa a questo. L’associazione giocatori mira a proteggere i giocatori sotto alcuni punti di vista, come ad esempio le trasferte ravvicinate. L’EuroLega è un campionato bellissimo e molto affascinante e per fortuna ci ascolta molto e presta attenzione alle nostre richieste. I giocatori hanno bisogno di un periodo di riposo, è fondamentale per non arrivare ad essere dei “cadaveri” a fine stagione. Se tutto andrà bene, finiremo il campionato a fine giugno e ci sarà meno di un mese di riposo prima di iniziare l’avventura nazionale e non è tantissimo tempo. Bisogna limitare le trasferte come dicevo poco fa, ma sono d’accordo con l’EuroLega che cerca di fare più partite possibili perché la qualità è alta e tutto il movimento ne guadagna.”

Tu sei il presidente dell’Associazione Giocatori EuroLega. Com’è nato questo progetto?

“Esistevano già Associazioni Giocatori, ma questa è la prima volta che esiste per l’EuroLega. Ci siamo ispirati al modello NBA, con giocatori come me, Hines e Boki Nachbar, che per lui è un vero e proprio lavoro. L’idea mi è venuta nel periodo invernale in cui i giocatori dovevano scegliere nelle finestre per le nazionali, se giocare con il club o con la nazionale. Il giocatore era rimasto da solo di fronte a questa scelta e anche il fatto in cui non venga presa in considerazione l’idea del giocatore. Finalmente i giocatori hanno voce in capitolo. Ad esempio, i giocatori possono richiedere un secondo parere medico a loro scelta superpartes. É una cosa molto importante e poco sponsorizzata. Saranno tolti gli sticker dal parquet, i quali hanno causato molti infortuni. Ad esempio Larkin e Hackett ci sono scivolati sopra. Sono una cosa molto pericolosa e l’EuroLega ci ha ascoltato.”

Come vedi la situazione del basket italiano? Purtroppo sono successe cose spiacevoli, come Cantù poco tempo fa e più recentemente Siena e Trieste..

“Sono 3 situazioni differenti. Spero che in futuro si possano fare delle regole in cui, una squadra se inizia il campionato debba garantire la corretta partecipazione sia dal punto vista economico con gli stipendi, sia dal punto di vista sportivo onorando correttamente il campionato. Dovrebbe essere una cosa normale, ma purtroppo spesso non lo è. Restituire tutto questo darebbe nuova credibilità al campionato italiano.”

Momento pronostico. Chi vincerà la Serie A, l’NBA e l’EuroLega.

“Per ovvi motivi, non ti risponderò sull’EuroLega! Per la Serie A vedo Milano favorita, sopratutto è la più attrezzata per affrontare i Playoff. In NBA tutti dicono Golden State, ma a me è piaciuta molto Toronto sin qui, impressionandomi parecchio. Spero ci siano delle novità!”

 

 

 

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