[ESCLUSIVA] Kostas Sloukas: “Con Obradovic impari dentro e fuori dal campo. Antetokounmpo? Ha tutto per diventare il migliore”

[ESCLUSIVA] Kostas Sloukas: “Con Obradovic impari dentro e fuori dal campo. Antetokounmpo? Ha tutto per diventare il migliore”

Intervista esclusiva al playmaker del Fenerbahce, Kostas Sloukas. Il greco si è raccontato a noi, parlando di Grecia, Fenerbahce, Obradovic e molto altro.

di Matteo Andreani, @matty_vanpersie

Abbiamo intervistato in esclusiva Kostas Sloukas, playmaker del Fenerbahce Istanbul e fresco rivale dell’Olimpia Milano in EuroLeague.

Kostas, fresca nomina di All-Star decade. Nel decennio scorso due leggende del basket greco come Diamantidis e Papaloukas, ora tu. Che effetto fa, continuare questa tradizione greca e essere considerato uno dei migliori giocatori in un intero decennio di EuroLega?

“É un grande onore per me essere riconosciuto di un premio come questo, essere premiato come uno dei migliori giocatori in un intero decennio di EuroLega. Mi sento molto fortunato. Ho lavorato sempre duro e devo ringraziare le squadre che ho avuto in carriera per tutto questo. Lo scorso anno mi sono sentito come uno dei migliori in assoluto ma non mi basta. Lavoro tanto quotidianamente, mi sento ancora molto affamato di vittorie e voglio sempre di più, anno dopo anno!”

Grecia, talenti su talenti, squadre nazionali e di club che hanno fatto sognare intere generazioni. Credi che Giannis Antetokounmpo possa essere un simbolo di questa Grecia, e uno dei migliori giocatori di sempre, se non il migliore?

“Se continuerà così, sarà sicuramente il migliore di sempre, ma ad oggi non lo posso dire. Lo scorso anno è stato il miglior giocatore al mondo, quindi sta sicuramente andando nella direzione giusta…”

In Cina, al Mondiale, sicuramente la Grecia non ha ottenuto il risultato sperato. Come mai?

“Penso che non meritavamo un risultato del genere, un finale così. A livello personale mi dispiace, perché non ho potuto giocare al 100% e i problemi fisici mi hanno limitato per tutta la competizione. La partita contro il Brasile è stato il problema principale, una partita in cui abbiamo sciupato 17 punti di vantaggio. Nessuno avrebbe scommesso contro la Grecia all’intervallo.”

A livello personale, ti manca solo una vittoria importante con la tua nazionale.

“Assolutamente, è quello che mi manca. Gli ultimi 10 anni non sono stati positivi per la nazionale ed è una cosa a cui dispiace molto a tutti noi e che cercheremo di cambiare sin dal prossimo futuro.”

La Grecia ha sempre avuto un mix tra Olympiacos – Panathinaikos e il resto dei giocatori in Europa/USA. Che ne pensi di quello che è avvenuto nella scorsa stagione tra Olympiacos e Panathinaikos? Si è arrivati forse ad un punto mai raggiunto…

“Essendo ad Istanbul non ho potuto vedere molto di persona, ma ho letto tante cose su questo. Tante cose strane sono successe e questo non è positivo per il basket greco, un basket abituato ad essere sempre al top, sia con la nazionale che con Panathinaikos e Olympiacos. Spero che si trovi una giusta soluzione che possa far bene all’intero movimento…”

Il Panathinaikos ha avuto un allenatore che lo ha portato sul tetto d’Europa, quello stesso allenatore che ha fatto diventare una super potenza il Fenerbahce, Željko ObradovićCos’è per te Obradović?

“Il miglior Coach in Europa. Ha vinto tantissimi titoli ed ho la fortuna di lavorare con lui da numerosi anni. Lo rispetto molto ed ho un immensa fiducia nei suoi confronti. Mi ha fatto e mi fa imparare tantissime cose tutti i giorni, dentro e fuori dal campo. 

Obradovic ha avuto una grande tradizione di playmaker nelle sue squadre. Djordjevic, Jasikevicius, Diamantidis, Spanoulis… ed ha fortemente voluto il tuo rinnovo al Fenerbahce. 5 anni con questa maglia già giocati e altri 3 anni con questa maglia. Che rappresenta tutto questo per te? Ti senti legato a quei mostri sacri del gioco prima nominati?

“Io cerco sempre di fare quello che il Coach mi chiede, di essere un organizzatore di gioco, di mettere nelle giuste condizioni i compagni. Non so se sono collegato a questi grandissimi nomi… io cerco di fare del mio meglio, a volte ci riesco, a volte no.”

 Ti dico 4 nomi, descrivimi cosa sono stati per te nella tua carriera. Mantoulidis, Aris Salonicco, Olympiacos e Fenerbahce.

“Il Mantoulidis rappresenta i miei primi passi nel basket e anche dove stato a scuola. L’Aris è stato il mio primo step da professionista. É stato molto utile, perché sono arrivato in prestito dall’Olympiacos dove non avevo ancora giocato. Nell’Olympiacos ho visto come si lavora in un grande club. Mi ha permesso di migliorare enormemente come giocatore. Al Fenerbahçe ho imparato ad essere leader. Con il club turco ho imparato a gestire la pressione da leader in un grande club, nei momenti decisivi…”

Questo Fenerbahce è partito così così nonostante la conferma di molti nel roster e l’aggiunta di due super acquisti come Derrick Williams e Nando De Colo. Credi sia uno dei Fenerbahce più forti in assoluto? Questa squadra ha bisogno di tempo per amalgamarsi?

“Ci sono buonissime sensazioni quest’anno per questo Fenerbahçe. Nonostante siamo partiti con tre sconfitte, non siamo preoccupati. Il gruppo lavora sodo in allenamento e penso che abbiamo bisogno solamente di un pò di tempo per far girare tutto bene. Ci sono tanti giocatori di qualità, con talento e con esperienza. Abbiamo anche giocatori che stanno recuperando dai problemi fisici. Miglioreremo sicuramente partita dopo partita.”

Il gioco si è evoluto negli anni, forse “abusando” sempre di più del tiro da 3. Ma negli ultimi periodi si è visto, soprattutto nel Mondiale, un ritorno alle origini. Tutte le squadre hanno vinto grazie ad un uso sistematico del Pick and Roll e un asse fondamentale play-centro.

“Credo che sia sempre stato importante il P&R, soprattutto per il gioco di Obradovic. Il gioco ovviamente si evolve, ma credo che dobbiamo essere bravi a saper fare più cose. Devi essere bravo a giocare il Pick and Roll, a mettere in ritmo i tiratori, a saper usare il post… e credo che siamo stati molto bravi in questi ultimi anni a capire il gioco.”

Quest’anno è un’EuroLega dal livello altissimo. Credi la migliore di sempre?

“Credo di si, tutte le squadre si sono rafforzate ed hanno alzato il livello della competizione. Tutte le squadre hanno aumentato il budget e puoi trovare grandi difficoltà in qualsiasi campo tu vada a giocare. Questa EuroLega è un maratona in cui bisogna stare concentrati partita per partita e rimanere ben focalizzati sull’obbiettivo finale.”

Il difensore più forte in assoluto che hai affrontato nella tua carriera.

“Non saprei chi dirti, ho affrontato tanti giocatori forti in carriera. Se dovessi dirti due nomi, ti direi Nick Calathes e Charles Jenkins…”

Ultima domanda. Giocatori – social network. Che rapporto hai tu con i social? Ultimamente sembra creare sempre molto scompiglio ogni tweet dei giocatori professionisti…

“Non mi piace usare molto i Social Network. Preferisco stare fuori dalle discussioni e da ogni tweet, sono sempre concentrato sul gioco. Ho letto quello che è successo ultimamente, ma la vita privata è la vita privata, non mi piace mischiare le due cose!”

 

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