[ESCLUSIVA, VIDEO] Luca Banchi: “EuroLeague deve cambiare il format. Proprietà come Zanetti e Armani un bene per il basket italiano”

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Luca Banchi
Foto di Gioele Mason

Luca Banchi ha parlato ai nostri microfoni in esclusiva. Il Coach della Virtus Segafredo Bologna ha parlato riguardo la stagione in EuroLeague, il ruolo dei veterani e le proprietà Zanetti / Armani, ma non solo.

Stagione lunghissima e durissima quella europea. Lei, Coach Luca Banchi, crede che si debba cambiare qualcosa per tutelare le squadre e i giocatori?

“È una questione legata alle priorità. Dipende da quale direzione voglia prendere l’organizzazione… se hanno a cuore la qualità del gioco è ovvio che questo format non funzioni. Se una priorità è legata alla salvaguardia fisica dei giocatori, il numero di infortuni collezionati nell’arco della stagione testimoniano che questo format non funziona. Se viceversa c’è l’esigenza di giocare un numero più alto possibile di partite per cercare di fagocitare le leghe domestiche, certamente è sempre spettacolare vedere in campo le migliori squadre d’Europa ma questo non va certo a vantaggio della qualità del gioco quando hai così tante partite a così poca distanza una dall’altra.”

Intervista esclusiva integrale a Coach Luca Banchi, sul canale Youtube:

Prima parte di stagione eccezionale, seconda in cui la stanchezza sembra essersi fatta sentire prepotentemente per voi. Come ha visto queste due parti di stagione? Troppo entusiasmo all’inizio e/o troppe critiche poi? Luca Banchi avrebbe firmato per un posto ai Play-In ad inizio stagione?

Io onestamente non avevo conoscenza della squadra così approfondita da pensare di poter ipotizzare un piazzamento. Era obbiettivo di tutti quello di cercare di migliorare le 14 vittorie dello scorso anno, e in questo senso la squadra ha c’entrato il suo obbiettivo. Avere la possibilità di raggiungere la post-season è anche questo un obbiettivo centrato, fermo restando il fatto che quando vai a leggere decimo posto, per buona parte della stagione siamo stati tra il secondo e quarto posto in classifica assaporando per lungo tempo la possibilità di guadagnarci l’accesso diretto ai Playoffs, questo decimo posto suona come un delusione, un pò beffardo per il modo in cui è maturato. Nel finale di stagione sono arrivati tanti infortuni a condizionare il nostro rendimento e anche qualche finale di gara che non ci ha premiato.”

La Virtus Bologna e l’Olimpia Milano negli ultimi anni hanno scavato un solco importante nei confronti del resto delle squadre in Italia. Come vede, e se positivamente, questo monopolio Virtus-Olimpia in Italia.

“Ad oggi questa distanza è solamente ipotetica, la classifica recita diversamente. Oggi a guidarla è una squadra come Brescia che addirittura non gioca le competizione europee. Ci sono squadre come Venezia, che ha dimostrato di poter tenere tranquillamente il passo di squadre come Milano e Bologna, oggettivamente condizionate in campionato dalla fatica degli impegni di EuroLega. Un campionato che, complice anche il risultato della Coppa Italia, dimostra che è estremamente aperto. Ad oggi due squadre come Milano e Bologna garantiscono alla lega italiana due squadre di alto livello mentre per le altre rappresentano un punto di riferimento per cercare di alzare il loro livello di rendimento per portarlo a certi standard. Non vedo assolutamente nulla di controproducente se non i vantaggi di avere due squadre di questo tipo e soprattutto due proprietà come quelle di Zanetti ed Armani che stanno facendo molto bene alla pallacanestro italiana anche esportando il prodotto in tutta Europa.”

Marco Belinelli, Toko Shengelia e Daniel Hackett. Le chiedo di descrivermi cosa sono, in poche parole, questi 3 giocatori per la Virtus e per lei. Tanti giocatori sono passati poi da essere marginali o non rendere al massimo la scorsa stagione come Shengelia o Lundberg ad essere grandi protagonisti oggi.

“Belinelli, Shengelia ed Hackett sono 3 giocatori di grande esperienza e di carisma, la loro carriera parla. Per quanto riguarda il rendimento di questa stagione, molto è legato anche a questa squadra come è stata concepita. Successivamente alla partenza di Milos Teodosic, leader riconosciuto di questa squadra fino lo scorso anno, c’è stata una ridistribuzione delle responsabilità, una leadership più diffusa che a turno ci ha permesso di trovare tanti diversi protagonisti.”

In campo internazionale non è da meno, con l’impresa della Lettonia all’ultimo Mondiale ancora sotto gli occhi di tutti. Che emozione è stata portare al quinto posto la Lettonia ed essere premiato come miglior allenatore della competizione? Poi il PreOlimpico di Riga, tra le mura casalinghe. Nel girone il “suo” Toko Shengelia ma non solo. L’Olimpiade è un sogno vivo per lei e la Lettonia.

“Un’emozione molto forte. Un percorso iniziato 3 anni fa, una escalation continua iniziata dalle prequalificazioni al Mondiale che ha avuto poi epilogo nel Mondiale in Indonesia e Filippine centrando un quinto posto sulla carta inatteso, complice anche l’assenza di alcuni nostri punti di riferimento. Sta crescendo l’entusiasmo in un paese molto piccolo che in Estate organizzerà il PreOlimpico e poi ospiterà l’Europeo 2025 nella sua fase conclusiva, non solo nei gironi. Un momento di grande esaltazione e noi stiamo lavorando per cercare di mantenere questo altissimo livello di performance con una scalata incredibile che dal 29esimo posto ci ha portato al sesto posto Mondiale in soli 3 anni. Però questo significa aver raggiunto ora degli standard per cui le aspettative cresceranno a dismisura. Speriamo di essere capaci di sostenere la pressione delle aspettative che cambiano come è legittimo che sia. Personalmente mi sento molto orgoglioso di aver contribuito, nel mio piccolo, a portare il basket lettone al centro della geografia Europea e Mondiale.”