Eurocup, girone J: mai così male ma JDO regala a Cantù una speranza

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Cantù esce con le ossa rotte dalla gelida arena russa, con però un mezzo sorriso amaro sulle labbra essendo riuscita a recuperare un sanguinoso -25 che avrebbe potuto compromettere l’accesso alla fase a scontri diretti. Ora tutto è rimandato al prossimo turno, in casa contro il Paok, con un occhio a Limoges.

Primo possesso per la squadra di casa che trova subito tre punti con Rice dall’angolo, ma Cantù si fa trovare pronta con l’immediata risposta di Odom dall’arco. I due si rispondono anche nelle azioni successive fino a quando Honeycutt e Pateev iniziano ad impensierire Shermadini nel pitturato, e così i russi trovano il doppio possesso di vantaggio sul 13-7 che costringe Sacripanti ad interrompere il gioco. Feldeine rileva Laganà e si iscrive con la tripla del -3, cui seguono i due punti di Jones in contropiede che valgono il 13-11. Il controbreak moscovita non si fa attendere con il 7-0 firmato dalla coppia Kopoen-Monia che riporta il Khimki sul +8 a due minuti dalla prima pausa. Williams continua a sprecare nella lunetta avversaria ma è JDO a tenere aggrappata Cantù sul 23-16 che chiude la prima frazione.

In apertura del secondo quarto Davis fa 2+1 regalando la doppia cifra di vantaggio alla squadra di Kurtinatis, ma Odom trova ancora una volta la tripla sulla sirena dei ventiquattro secondi. Davis e Ilnitsky realizzano però altri cinque punti consecutivi che condannano una Cantù davvero confusa e pasticciona al -11. Feldeine e Hollis continuano a sbandare più in attacco che in difesa, intestardendosi in giocate personali che non fanno altro che portare ad innumerevoli palle perse, mentre Williams spalanca l’accesso al canestro ai lunghi moscoviti, che deliziano il pubblico con più di un alley hoop di notevole fattura. Lo 0/2 dalla lunetta del centro canturino non fa altro che intorbidire le acqua in cui naviga la squadra di Sacripanti a metà del quarto, con solo Johnson-Odom a provare con insistenza a muovere il tabellone. I suoi due liberi realizzati trovano però la risposta di Vyaltsev che conferma una distanza di tredici lunghezze tra le due compagini. Sei punti di fila riportano Cantù a meno sette, con Shermadini protagonista in difesa in questo piccolo rientro. Nel finale i lombardi riescono anche a portarsi sul -5 ma i due punti nel finale della squadra russa chiudono il primo tempo sul punteggio di 38-31.

L’inizio della terza frazione è di stampo moscovita, con i padroni di casa che riescono a tornare avanti di tredici punti, con la tripla di Monia che obbliga il coach italiano a sospendere il gioco per riorganizzare le idee nella testa dei suoi ragazzi. Al rientro dal minuto di pausa la storia con cambia, con Vyaltsev che realizza il gioco dal 2+1 e conquista il massimo vantaggio della partita. La situazione non fa altro che peggiorare, con Rice che taglia l’area canturina in molteplici occasioni e porta la corazzata russa fino al 55-35. I minuti finali sono un’assoluta agonia, con i giocatori biancoblu che perseverano nel tentare il tiro da fuori senza mai andare a segno, riuscendo a fare peggio della fase centrale della seconda frazione e terminando i primi trenta minuti sotto di ben 22 lunghezze sul 60-38.

L’ultimo quarto si apre con la fuga dei russi fino al +25, con Cantù ormai privata da qualunque possibilità di vittoria e in ottica di mettere a serio repentaglio la differenza canestri che potrebbe essere fondamentale per lo scontro a distanza con Limoges. Feldeine realizza il parziale personale di 6-0 con due triple fondamentali per riportare la distanza tra le due squadre sotto i venti punti. Il gioco da tre punti di Jones non fa altro che incrementare il break canturino, portando il risultato sul 69-53 a quattro minuti dal termine. Koponen e Augustine mettono fine al digiuno russo, riportando Cantù a -19 sul 73-54, con Sacripanti che interrompe le ostilità per preparare gli ultimi due minuti di gioco. Nel finale 8 punti a nome JDO riportano la sua squadra a tredici punti di distanza, un divario accettabile per come si era messa la partita solo dieci minuti prima. Khimki batte Cantù 75-62.

 

KHIMKI: Rice 13, Augustine 6, Pateev 4, Koponen 8, Vyaltsev 9, Ilnitskiy 5, Monia 9, Ivanov, Honeycutt 5, Sakharov, Davis 14, Sheleketo 2.

CANTU’: Odom 23, Feldeine 15, Abass 2, Bloise, Laganà, Maspero, Jones 10, Shermadini 4, Hollis 2, Buva 4, Williams 2.

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