EuroCup, Top-16: Venezia senza problemi su Brescia. Fa suo lo scontro diretto e centra gli storici quarti

EuroCup, Top-16: Venezia senza problemi su Brescia. Fa suo lo scontro diretto e centra gli storici quarti

Prova di grandissima solidità tecnica e mentale per la Reyer, in un PalaLeonessa deserto. Per Venezia pra c’è l’Unicaja Malaga.

di Fabio Rusconi

Si torna a giocare. Lo si fa in un PalaLeonessa deserto: porte chiuse, vietato l’accesso a pubblico e addetti ai lavori, causa coronavirus, per il derby italiano che mette in palio un posto nei quarti di finale di EuroCup. Lo si apprende fin da subito, visto che la vittoria di Patrasso a Oldenburg non è mai in discussione. Se i greci chiudono primi nel girone F, la loro vittoria darebbe a Brescia la chance di sperare nella qualificazione, vincendo di otto o più punti. Condizionale che rimane tale, perché, nella serata del ritorno di Ceron dopo un anno e mezzo dall’infortunio, la speranza non si realizza nella realtà. Brescia, infatti, non solo non vince, ma coglie un ko piuttosto pesante: è il sesto nelle ultime sette uscite ufficiali per una squadra che ha evidentemente smarrito la via. Vero, Venezia è squadra di livello superiore e più attrezzata, ma è impossibile non sottolineare il momento negativo bresciano, soprattutto in certi elementi che dovrebbero essere leader. Venezia viene a Brescia e gioca una gara di grande diligenza e solidità, guidando la sfida per larghi tratti e sbandando solo tra primo e secondo quarto. Poi la difesa veneziana viene fuori, rendendo le idee offensive di Brescia opache, anche a causa di diversi falli commessi dagli uomini di Esposito. Il coach casertano ha di che riflettere: Lansdowne è lontano parente di quello ammirato tra dicembre e gennaio (disastroso questa sera, 0 punti per lui in soli 11′ di utilizzo), e lo stesso vale per Horton. Vitali e Cain fanno il loro, ma non riescono da soli ad accendere la squadra e non basta l’ottima prova del solito Abass e di Trice (il migliore dei suoi) per salvare Brescia dal suo inevitabile destino, ovvero l’eliminazione dall’EuroCup. I rimpianti della Leonessa sono tanti, soprattutto circa i minuti tra gli ultimi due quarti in cui sparisce dal parquet, rendendo vano il tentativo di rientro nel finale, magari cercando l’overtime per poi ribaltare la differenza canestri. Ma vanno anche riconosciuti i meriti di una Reyer che è rinata negli ultimi due mesi: non solo la vittoria in Coppa Italia, ma una maggior consapevolezza, fiducia nei propri mezzi, capacità di giocare insieme, di aiutarsi in difesa. La Reyer che due mesi fa cedeva al PalaLeonessa (tra l’altro rischiando di non qualificarsi a Pesaro dove poi avrebbe vinto) è un lontano e brutto ricordo: negli orogranata di oggi sono in tanti a brillare, anche in una serata complicata per Daye. Tonut è il primo: 20 per lui (season high), segnati quando contano e che lo rendono l’MVP della contesa. Molto bene anche Watt e De Nicolao: il primo aiuta i suoi a dominare a rimbalzo (17 pt, 5 rim), il secondo tiene in mano la regia con sicurezza (16 pt, 5 rim, 9 ass). Tutti meritano una menzione nell’Umana, da Chappell a Mazzola, da Udanoh fino a un Goudelock che sta iniziando a carburare. E questa, per tutto il campionato, non è una bella notizia. Venezia va avanti da seconda del girone per la prima volta nella sua storia (sfiderà l’Unicaja Malaga), mentre Brescia saluta un’EuroCup comunque giocata a testa altissima da underdog. Ora testa al campionato, per Brescia l’imperativo è vincere contro la Fortitudo, anche se dovrà farlo, nuovamente, senza i propri sostenitori.

Quintetto Brescia: Vitali, Lansdowne, Abass, Horton, Cain

Quintetto Venezia: De Nicolao, Tonut, Chappell, Mazzola, Watt

Avvio spumeggiante a livello offensivo da ambo le parti, ma al’insegna dell’equilibrio. Brescia si affida a un ottimo Abass, che segna 8 dei primi 12 di squadra per i suoi (senza errori al tiro) e li porta avanti di 2 a metà primo quarto (12-10). Venezia reagisce, guidata da De Nicolao, Chappell e Watt, reagisce, siglando il 7-0 di parziale con cui riprende il comando del match e costringe coach Esposito l timeout. Ingabbiata la Leonessa, limitata dalla difesa veneziana e dal controllo dei rimbalzi degli ospiti. La Reyer allunga il parziale a 11-0, toccando il +9 (12-21). Laquintana ferma l’emorragia, ma i viaggianti giocano in scioltezza, toccando il +10 con un Watt molto efficace in post basso. Brescia non ci sta e reagisce: break 6-0, che diventa 12-4 nei minuti finali di prima frazione: grande apporto di Moss in difesa e di Sacchetti in attacco, con la Germani che è a -1 al 10′ (24-25). Momento complicato per Venezia, che non segna più ed è costretta a iniziare il secondo quarto con 6 punti subiti ma soprattutto con il secondo e terzo fallo di Austin Daye, costretto a sedersi in panchina. A guidare la riscossa bresciana è un Trice che si dimostra essere un fattore: i punti del break sono tutti dell ex-Strasburgo, e Brescia vola a +5 (30-25 al 13′). E’ il massimo vantaggio fin qui per i locali, che vengono immediatamente ripresi da Udanoh e Tonut, che sgancia la bomba del pareggio. Il figlio di Alberto è in palla, e con la tripla raggiunge per primo la doppia cifra. Si arresta un minimo la furia bresciana, anche a causa del rientro sul parquet di un Horton e un Lansdowne non in palla, ma la Leonessa mantiene una buona produzione offensiva, guidata da un Trice smagliante e da un Abass che alterna palle perse banali a canestri da campione. I lagunari faticano a reagire e coach De Raffaele ferma il gioco (38-34 al 16′). Timeout che serve ad abbassare i ritmi e a permettere a Venezia di rifiatare e di rialzare la testa: 10-4 è il break orogranata che chiude il primo tempo in maniera molto positiva per i viaggianti, aiutati dal ritorno in campo di un Tonut fin qui decisivo e da un De Nicolao molto abile a lucrare qualche fischio al limite concesso dalla terna. Al riposo lungo l’Umana è avanti di 4 lunghezze, 41-45.

Ripresa inaugurata dallo stesso play veneziano. Brescia risponde con Abass e la bomba di un appannato Horton, ma perde Lansdowne, che spende il suo quarto fallo (45-47 al 22′). Molto caricata in questo senso Brescia, che sbanda pesantemente sotto i colpi reyerini: Tonut è chirugico, De Nicolao in totale controllo della situazione, e Venezia stampa il 10-0 con cui prova l’allungo decisivo. Massimo vantaggio nuovamente raggiunto dai viaggianti, che lo ritoccano poco con la tripla di Mazzola (47-58 al 25′). Molto bene Venezia a togliere idee in attacco a Brescia, limitandola a rimbalzo e costruendo ottimi tiri in attacco. Venezia ora in totale controllo delle operazioni, nonostante i tentativi bresciani di rientro. Tentativi vani, visto che la squadra di casa butta al vento anche ottimi tiri aperti: pesa, com’è ovvio, la situazione in campo, con la Leonessa consapevole non solo di dover vincere ma anche di doverlo fare con otto punti di margine e ciò mette non poca pressione ai biancoblu. Esposito si gioca la carta Lansdowne, ma l’ex-Braunschweig non incide, come tutta la squadra, che soprattutto in difesa soffre moltissimo le molte opzioni offensive veneziane. La Reyer è dunque avanti a fine terzo periodo: +12, grazie al canestro di Daye sulla sirena, 56-68. A 10′ dal termine il discorso qualificazione è chiuso. Quarto periodo di pura formalità, in cui Brescia non solo non ha la speranza di qualificazione, ma nemmeno riesce ad avvicinarsi alla vittoria del match, nonostante ci provi negli scampoli conclusivi del match, senza successo. Il finale condanna la Germani: 88-93.

 

Germani Brescia Leonessa vs Umana Reyer Venezia 88-93 (24-25; 41-45; 56-68)

Brescia: Zerini 7, Trice 18, Ceron 0, Abass 16, Cain 14, Vitali 8, Laquintana 4, Lansdowne 0, Horton 10, Moss 2, Sacchetti 9, Guariglia n.e. All: Esposito

Venezia: Udanoh 4, Stone 0, Bramos 3, Tonut 20, Daye 6, De Nicolao 16, Vidmar 5, Goudelock 7, Chappell 10, Mazzola 5, Watt 14, Filloy n.e. All: De Raffaele

MVP Basketinside: Stefano Tonut

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