EuroLega, 1° turno: riparte il Mike James show e il CSKA passa d’autorità a Valencia

EuroLega, 1° turno: riparte il Mike James show e il CSKA passa d’autorità a Valencia

L’ex Milano, con Vorontsevich e Hilliard, trascina i campioni d’Europa a una larga vittoria in trasferta per iniziare la stagione europea

di Stefano Bartolotta

Chissà cosa staranno pensando a Milano vedendo Mike James fare, con un’altra maglia, le stesse cose che avevano fatto sognare per buona parte della stagione tutto l’ambiente dell’Olimpia. Oggi l’attacco milanese langue, e il leader mandato via senza troppi complimenti segna in tutti i modi anche con la nuova maglia, mettendo, inoltre, in ritmo i compagni e subendo falli con la stessa qualità di quando indossava i colori biancorossi. 20 punti con 7 tiri dal campo, 5 assist e 6 falli subiti, e nessun particolare episodio di individualismo né di mancanze difensive. Solo il tempo darà la risposta definitiva sulla bontà della scelta di Ettore Messina, ma questo primo round va di certo al giocatore.

Al di là dell’analisi di una singola prestazione, questa nuova versione del CSKA ha pienamente convinto, almeno in questo debutto europeo. Ci sono pericolosità dal perimetro, capacità di creare i mismatch giusti e moltissime soluzioni tattiche possibili. Sul miglioramento in difesa, il punteggio finale lo farebbe intendere, ma la verità è che il Valencia ha giocato con l’intensità giusta dal finale del primo quarto fino quasi all’intervallo lungo, mentre prima si era fatto intrappolare dal timore reverenziale e dopo si è demoralizzato. Si attendono, quindi, test più probanti. Dal punto di vita dei contributi dei singoli giocaotri, i più importanti sono stati, oltre a quello di James, quelli di Vorontsevich, chirurgico al tiro in diversi momenti chiave, e Hilliard, con Clyburn anche lui in doppia cifra ma ottenuta principalmente in garbage time.

Il Valencia, come detto, è sembrata una squadra che dipende troppo dalla propria emotività, ma quando era nello stato mentale giusto si è fatta assolutamente rispettare. È piaciuto soprattutto il trio Dubljevic-Motum-Tobey. Vedemo se, superato lo scotto della prima partita in EuroLega, la squadra saprà credere di più in se stessa per molti più minuti rispetto a stasera.

Quintetto Valencia: Abalde, Tobey, Motum, vives, San Emeterio
Quintetto CSKA: James, Voigtmann, Hilliard, Kurbanov, Hines

I campioni in carica debuttano in trasferta senza uno dei nuovi acquisti, Koufos, colpito da un infortunio al piede. Il Valencia, invece, è al completo, e conta molto sul fattore campo che ha sempre mantenuto nella vittoriosa cavalcata in EuroCup la scorsa stagione. I padroni di casa cercano di muovere la palla velocemente per crearsi buone situazioni, mentre il CSKA gioca in modo più ragionato, e va subito sullo 0-5 con una tripla dal parcheggio di James. Entrambe le squadre corrono in transizione appena ne hanno la possibilità, e nei primi minuti il ritmo cambia in continuazione a seconda di come si sviluppa l’azione dopo il rimbalzo offensivo. Hines è molto impreciso, così il vantaggio esterno non decolla, ma il Valencia segna due punti in tre minuti, così gli ospiti rimangono in controllo della situazione. I big plays di James sono la risorsa offensiva principale per i campioni in questo inizio, e l’ex Milano è anche intelligente tatticamente nello sfidare Vives in post basso. In generale, Itoudis chiede molto ai suoi di giocare in questa modalità per sfruttare l’evidente gap fisico, che si nota ancora di più nell’altra metacampo, con il Valencia incapace di segnare dal campo e autore, nei primi 5 minuti, di altrettanti punti tutti dalla lunetta. Un alley hoop Van Rossom – Tobey rompe la maledizione, ma i moscoviti sono padroni del campo sul 7-15. Per la doppia cifra di vantaggio, è solo questione di tempo, e infatti arriva sul 7-17, con l’ennesima giocata sotto canestro, stavolta di Vorontsevich su rimbalzo offensivo. James ha il primo passaggio a vuoto con uno 0/2 dalla lunetta, e la girandola delle sostituzioni lascia in campo quintetti che spingono i padroni di casa alla rimonta, con un parziale di 6-0 e col CSKA molto meno equilibrato e sensato in campo rispetto all’inizio. Ancora Vorontsevich fa una cosa importante con una tripla, e ne fa un’altra ancora con una bella transizione, ma ormai i padroni di casa si sono scossi dal timore reverenziale e giocano in modo molto più deciso. Il quarto si chiude sul 17-24, ma la sensazione è che il Valencia ora abbia l’atteggiamento mentale giusto per competere, dopo un inizio molto timido.

Come prevedibile, infatti, gli spagnoli partono con un 4-0 ed è solo un sempre più fondamentale Vorontsevich a tenerli momentaneamente a distanza. L’inerzia, però, è ora in mano valenciana, e il pareggio nel punteggio sembra nell’aria. Il CSKA, però, ha la capacità di adattarsi al clima da battaglia e di non indietreggiare di un passo nonostante non possa più banchettare come all’inizio, così la partita diventa spigolosa e piena di errori, ma i moscoviti non perdono mai il vantaggio nel punteggio (29-32 a metà quarto). James si prende, come fa di consueto in queste situazioni, molte iniziative, e nessuna di esse appare forzata, ma è ciò che la partita richiede. Grazie a esse, infatti, il vantaggio esterno torna nell’ordine dei tre possessi (29-36), e una tripla dall’angolo di Baker, messo in ritmo sempre da James, ridà 9 punti ai campioni (32-41). Il Valencia non si arrende, trascinato soprattutto da un ottimo Dubljevic e da una tripla importante di Sastre, ma ancora Baker porta le squadre negli spogliatori con una situazione incredibilmente favorevole al CSKA: negli ultimi secondi, infatti, mette in ritmo Hilliard per una tripla, ruba palla e infila lui stesso da 3, per un 38-50 che rischia di demoralizzare il Valencia.

La ripresa, infatti, inizia con il CSKA che torna a segnare senza troppi problemi, con Vorontsevich nuovamente sugli scudi, e col Valencia che prova a tenere il passo ma che fatica sempre di più (45-60 dopo 3’ di gioco). James e Hines colpiscono inesorabilmente dalla media, e la coperta difensiva valenciana è sempre troppo corta con le mani moscovite così educate. Il 47-66 di metà terzo quarto suona già come una sentenza, e nei minuti successivi, i russi viaggiano a velocità di crociera e mantengono senza affanni i 18-20 punti di vantaggio. Il quarto si chiude sul 54-76 e la sensazione netta è che al Valencia siano finite le energie, sia fisiche che psicologiche.

L’ultimo quarto ha senso di esistere solo per la pura formalità. Le mani delle numerose stelle del roster dei campioni sono, a questo punto, tutte caldissime, i canestri da fuori si sprecano e il vantaggio esterno assume dimensioni catastrofiche per il Valencia (58-86 a 7’ dalla fine). La difesa dei moscoviti non smette di mordere e i padroni di casa non possono nemmeno tentare di ridurre lo svantaggio quantomeno per poter vedere un punteggio finale meno demoralizzante. Allo scoccare dei 5 minuti alla fine, la concentrazione degli uomini di Itoudis inizia a calare, così, dallo sfiorare i 30 punti, il divario torna nell’ordine dei 20, ma ormai sono appunto numeri che non hanno alcuna rilevanza rispetto al contenuto tecnico della partita. Finisce 71-96.

VALENCIA BASKET – CSKA MOSCOW 71-96

TABELLINO VALENCIA: Marinkovic 3, Ndour 3, Abalde 2, Labeyrie 7, Van Rossom 4, Tobey 14, Motum 12, Dubljevic 12, Vives 2, San Emeterio 5, Sastre 7, Doornekamp.

TABELLINO CSKA: Bolomboy 4, James 20, Antonov 2, Strelnieks, Voigtmann 3, Vorontsevich 13, Clyburn 12, Hackett 8, Hilliard 22, Kurbanov 2, Hines 4, Baker 6.

PARZIALI: 17-24, 21-26, 16-26, 17-20

PROGRESSIVI: 17-24, 38-50, 54-76, 71-96

BASKETINSIDE MVP: Mike James

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