EuroLega, 11ª giornata: Rodriguez e Hines non bastano. L’Olimpia Milano cade ancora con lo Zenit

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L’Olimpia Milano è chiamata alla riscossa in EuroLega, sempre in terra russa, questa volta a San Pietroburgo dopo la brutta debacle a Kazan.

QUINTETTO ZENIT: Loyd, Frankamp, Ponitka, Mickey, Gudaitis.

QUINTETTO OLIMPIA MILANO: Rodriguez, Shields, Datome, Melli, Tarczewski.

Parte molto bene l’Olimpia, con Nicolò Melli sugli scudi. Come visto pochi giorni fa a Kazan, Milano inizia bene con l’intenzione di scappare subito nel punteggio. L’Olimpia, senza Dinos Mitoglou costretto ad operarsi, cerca molto Melli in post e ha risposte molto positive. Xavi Pascual blocca la partita con un timeout e al rientro in campo cambia decisamente la musica. La difesa milanese fa acqua e Jordan Loyd ci sguazza. Parzialone dei russi di 13-0 e sorpasso nel punteggio. Gli ospiti sbandano, ma si aggrappano al talento di Shavon Shields e riescono a chiudere la prima frazione sul 19-19.

Dopo un primo quarto di parziali, regna l’equilibrio in questa seconda frazione. Indispensabile Kyle Hines per l’Olimpia, autentico leader, trascinatore della squadra e autore di giocate fondamentali in difesa e anche in attacco, sempre pronto e nel posto giusto. Ritmi bassi e tanta difesa per due squadre che fanno della fase difensiva un must fondamentale. L’Olimpia si aggrappa ai veterani, su tutti il duo Rodriguez-Hines. Lo spagnolo, molto impiegato in questo primo tempo, è il protagonista indiscusso nel finale del primo tempo che vede la squadra italiana avanti di 4 punti e che soprattutto ha concesso solamente 35 punti allo Zenit.

Al rientro in campo, lo Zenit fa subito la voce grossa e si riporta avanti, con il duo Mickey – Gudaitis a creare problemi nel pitturato milanese. L’ex Khimki è in grande forma ed è molto difficile da fermare in attacco, mostrando tutto il suo repertorio offensivo. Altro momento difficile per il club allenato da Ettore Messina, aggrappato alle triple di Devon Hall, spesso fondamentale nel “pagare la cauzione” con il tiro da 3 a salvare brutti attacchi. La partita è sempre in grande equilibrio, con parziali da una parte e dall’altra e Milano brava a non mollare nei momenti di massima difficoltà. Nel finale di quarto, buonissimo l’impatto di Ricci. L’ex Virtus difende bene e colpisce dall’arco dei 3 punti. A 10 minuti dal termine è perfetta parità sul 60 pari.

Si alza tantissimo la qualità del gioco in questi ultimi 10 minuti. Molto bene la difesa di Grant, che se non trova la via dal canestro in attacco, difende con tantissima intensità e dedizione. Ma l’Olimpia Milano oggi è aggrappata ai veterani di EuroLega, ovvero il duo Rodriguez – Hines. Quanta qualità dai grandi esperti della maggiore competizione europea, indispensabili oggi e impiegati per tantissimi minuti. Ma come già visto tante volte in questa partita, in un attimo cambia il padrone di gioco e lo Zenit con Gudaitis ripropone il sorpasso. Il lituano prima, Jordan Loyd poi colpiscono la difesa di una Milano anche sfortunata, ma che a pochi minuti dal termine è di nuovo a -5. Nel finale, finisce la benzina alla formazione meneghina. Grande prestazione per l’Olimpia, ma che non è sufficiente per Rodriguez e compagni che trovano la seconda sconfitta consecutiva in terra russa. Crisi o passaggio a vuoto? Venerdì prossimo al Forum ci sarà l’Olympiacos Piraeus e sarà fondamentale per capire il momento dell’Olimpia.

ZENIT SAN PIETROBURGO – OLIMPIA MILANO 74-70 (19-19, 16-20, 25-21, 14-12)

MVP BasketInside: Jordan Mickey.

ZENIT SAN PIETROBURGO: Loyd 13, Zakharov 2, Karasev 9, Baron 9, Pushkov, Kuzminskas, Zubkov 1, Poythress 2, Ponitka 4, Frankamp 4, Mickey 17, Gudaitis 13. All: Xavi Pascual.

OLIMPIA MILANO: Melli 8, Grant, Rodriguez 20, Tarczewski 2, Ricci 8, Biligha, Hall 8, Daniels, Shields 10, Alviti, Hines 12, Datome 2. All: Ettore Messina.