EuroLega, 12ª giornata: Milano non ha il fisico e soccombe contro la Stella Rossa

EuroLega, 12ª giornata: Milano non ha il fisico e soccombe contro la Stella Rossa

Il gap fisico dei giocatori della squadre serba e l’infortunio subito da Nedovic rendono troppo arduo il compito per l’Olimpia, che infatti esce sconfitta

di Stefano Bartolotta

“Ci vuole un fisico bestiale” cantava Luca Carboni tanti anni fa, e Milano se n’è accorta in questa sconfitta casalinga, nella quale ha pagato l’evidente gap fisico nei confronti della Stella Rossa, con l’infortunio muscolare subito da Nedovic che ha reso il compito troppo ardui per gli uomini di Messina. Già il coach di casa aveva portato a roster sia Burns che Biligha senza mai farli entrare (forse, a questo punto, sarebbe stato meglio portare Cinciarini, che almeno avrebbe potuto dare una mano in regia e in difesa?), per cui le rotazioni erano un po’ corte, ma poi Nedovic non ha giocato il secondo tempo per un risentimento muscolare a una coscia, e a quel punto, inevitabilmente, col passare dei minuti, i giocatori di casa hanno avuto il fiato corto. Dall’altra parte, ci sono stati disordine e molti errori, ma è bastata la lucidità di Lorenzo Brown per mettere il sigillo sulla vittoria negli ultimi due minuti.

Messina si trova ora in mano una squadra con la peggior condizione fisica della stagione e con troppi uomini ancora infortunati o acciaccati. Oggi, di positivo, c’è stato un White decisamente più attivo ed energico, ma il problema di condizione rischia davvero di gettare un’ombra sinistra su questa parte di stagione, storicamente la più delicata per Milano, perché è quella che ha sempre visto tantissime sconfitte in campo europeo. Vedremo cosa dirà il campo nelle prossime partite, solo lui è il giudice supremo, sperando che il tanto decantato performance team stia facendo il proprio lavoro, perché ce n’è bisogno più che mai.

Quintetto Milano: Roll, Rodriguez, White, Brooks, Scola
Quintetto Stella Rossa: Kuzmic, Brown L., Davidovac, Faye, Baron

Messina esclude dal roster Cinciarini e inserisce a sorpresa White in quintetto, facendo partite Tarczewski dalla panchina. Ci si aspetterebbe una Stella rossa che cera il più possibile il gioco in post coi lunghi, ma tutti i giocatori ospiti stanno stranamente piuttosto aperti e, ovviamente, non concludono nulla nei primi possessi. Milano, da parte sua, affida tutti i primi tre possessi a Scola, e ne ricava 2 punti totali, che comunque servono per stare in vantaggio in una partita, finora, dal punteggio basso (4-3 dopo i primi 3’). Brooks commette il secondo fallo in 4’ e mezzo e Messina deve reinventare il quintetto, ma la costante della partita è che si segna poco (6-7 a metà quarto. White, contrariamente al solito, è piuttosto attivo, e Milano si mantiene a contatto, e anzi, passa anche in vantaggio, in virtù di errori di esecuzione da parte degli avversari. Milano tende a cercare di subire falli piuttosto che tirare da fuori, e in effetti i viaggi in lunetta dei padroni di casa sono frequenti. Alla lunga, però, gli ospiti prendono due possessi di vantaggio (13-17) e la difesa di Milano fatica a mantenere la disciplina e si vedono momento di confusione, soprattutto a rimbalzo. Moraschini, però, si prende le iniziative giuste in attacco e aiuta a limitare i danni per Milano. Il quarto si chiude sul 18-20.

Il gioco della Stella Rossa è arioso e prevede un’intensa circolazione di palla, e se ogni tanto questo porta a dover forzare quando sta scadendo il cronometro dei 24”, è utile per sfiancare al difesa avversaria e metterla in difficoltà. Milano rimane attaccata alla partita con le unghie e con i denti, ma è evidente che la Stella Rossa ha un gioco e un sistema, mentre Milano si affida agli errori di esecuzione avversari e alle fiammate individuali. Quella di Brooks ridà il vantaggio ai padroni di casa sul 23-22 dopo 3’ del quarto, e la tripla di Nedovic su invenzione di Scola dà addirittura due possessi. Messina sceglie un quintetto pericoloso dal perimetro, con Rodriguez, Nedovic, Roll e Scola, e la scelta paga (29-26 a 5’ dall’intervallo lungo). Gli ospiti commettono l’errore di risultare troppo innamorati di se stessi e non spingere abbastanza sotto canestro, e i raddoppi della difesa di Messina sono portati sempre nei tempi e nei modi giusti. Dall’altra parte, sono ancora Nedovic e White a portare energia, intensità e, soprattutto, punti, così, i padroni di casa mantengono a lungo 5 punti di vantaggio. Gi ospiti, però, gestiscono meglio gli ultimi possessi, e si va negli spogliatoi sul 40-39.

Milano subisce la tegola di un altro infortunio di Nedovic, che per un risentimento muscolare viene ufficialmente tenuto fuori dal resto della partita. Rordiguez e Roll provano a prendere in mano la situazione, e la partita rimane in equilibrio nei primi minuti della ripresa. Messina non ha ancora fatto alzare dalla panchina Biligha e Burns, mentre il contributo di tutti sarebbe decisamente necessario in una situazione del genere. Una fiammata di Rodriguez dà il 45-43 ai padroni di casa, e in difesa tutti gli uomini di Messina si applicano con grande dedizione, con l’energia di Whute che è sempre più contagiosa. Gli ospiti continuano a far girare vorticosamente la palla, ma non ottengono risultati concreti, e a metà quarto la situazione è di perfetta parità sul 45-45. Col passare dei minuti, però, la gara diventa sempre più fisica, e questo è ovviamente il terreno preferito dagli ospiti, che piazzano uno 0-7 e sembrano poter mettere le mani sulla partita. Milano ha segnato solo 5 punti in quasi 8’, proprio perché la Stella rossa è riuscita a far valere il gap fisico atletico. Come al solito, comunque, Milano non molla, e Brooks prova a dare la scossa con una schiacciata al volo su rimbalzo offensivo. Alla lunga, però, è troppo difficile contenere una Stella Rossa decisamente più esuberante, e il quarto si chiude sul 50-57.

I primi minuti dell’ultimo quarto passano sul filo di un sostanziale equilibrio, ma la sensazione è che la Stella Rossa avrebbe tutte le possibilità per allungare seriamente se giocasse con un po’ più di ordine. Lo svantaggio milanese non scende mai sotto i tre possessi, e così è chiaro che basterebbero pochi minuti di concretezza per i padroni di casa e l’inerzia cambierebbe. Invece, Milano segna sempre pochissimo (15 punti in 14’ nel secondo tempo), e a 5’ dal termine il punteggio è un difficile 57-65. Ci vuole il massimo sforzo per i padroni di casa: Rodriguez prova a dare il là con una tripla, ma è proprio evidente la stanchezza dei giocatori di Messina, troppo statici e lenti in attacco. Roll, però, mette un altro canestro da 3, e a 3’ e mezzo dal termine, i punti da recuperare sono solo 4 (63-67). Lorenzo Brown è sempre molto lucido in regia, e i giocatori ospiti sono, in generale, più reattivi, così una furbata dello stesso Brown lo porta a subire fallo da Brooks per il 65-71 a 1’20” dal termine. Milano non può più sbagliare, ma la spia della riserva è già accesa da troppo tempo. Finisce 67-77.

AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO – CRVENA ZVEZDA MTS BELGRADO 67-77

TABELLINO MILANO: Della Valle 7, Mack 2, Biligha ne, Moraschini 7, Roll 9, Rodriguez 14, Tarczewski 3, Nedovic 6, Burns ne, White 6, Brooks 7, Scola 6

TABELLINO STELLA ROSSA: Kuzmic 2, Brown D. 12, Covic 2, Brown L. 21, Davidovac 6, Faye 6, Baron 17, Dobric 3, Gist 2, Jenkins, Simanic ne, Ojo 6

PARZIALI: 18-20, 22-19, 10-18, 17-20

PROGRESSIVI: 18-20, 40-39, 50-57, 67-77

BASKETINSIDE MVP: Lorenzo Brown

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