EuroLega, 14ª giornata: dominio Cska, Efes umiliato a Mosca

Accademia della capolista che rifila trentacinque punti di scarto alla squadra di Ataman, con un Larkin avulso dal gioco e mai in partita come il resto dei compagni.

di Francesco D'Introno

Nona sinfonia per il Cska, che domina sull’Efes in una gara senza storia dal primo all’ultimo secondo. La squadra di Itoudis, stavolta, non è solo Mike James, anzi riesce a tirare fuori dal cilindro una prova di squadra, attenta in difesa e magistrale in attacco nel trovare protagonisti sempre diversi (otto giocatori con almeno 7 punti a referto) nonostante le assenze pesanti di Hackett e Bolomboy, in grande spolvero nel derby contro il Khimki. L’Efes, invece, è sembrato un lontano parente di quello ammirato lo scorso anno prima dello stop per la pandemia, e incassa la seconda sconfitta consecutiva, decisamente più netta rispetto a quella arrivata a Valencia.

QUINTETTO CSKA: James, Hilliard, Kurbanov, Shengelia, Milutinov.

QUINTETTO ANADOLU EFES: Micic, Larkin, Anderson, Singleton, Pleiss.

Avvio tutto di marca Cska con una difesa attenta che non permetteva all’Efes di trovare tiri semplici: la squadra di Ataman mandava a bersaglio, nei primi sei minuti, soltanto una delle undici conclusioni tentate, e così i russi (molto attenti anche a rimbalzo) provavano subito la fuga (12-2 al 6′). L’ingresso di Kruno Simon era fondamentale per rimettere ordine nel confusionario attacco turco: l’ala ex Milano sfornava assist che permettevano a Dunston (6 punti nel primo quarto) di riavvicinare gli ospiti, che però non erano attentissimi in difesa e non completavano la rimonta (20-13 al 10′).

Il secondo periodo si apriva con entrambi gli attacchi più fluidi rispetto al precedente, e questo non cambiava la sostanza con il Cska sempre avanti ai limiti della doppia cifra. L’Efes coinvolgeva molto Dunston, ed il lungo appena rientrato dall’infortunio ringraziava dominando sotto le plance e segnando punti pesanti che pian piano riducevano la forbice (30-25 al 15′). La duttilità e la capacità della squadra di Itoudis di trovare protagonisti sempre differenti, però, era dimostrata dai cinque punti in fila di Semen Antonov, il quale ridava il +9 ai moscoviti, vantaggio che si dilatava poi fino al +13 dell’intervallo, dato che l’Efes tornava ad intestardirsi con giocate individuali estermporanee (47-34 al 20′).

Al rientro in campo non c’era traccia della attendibile reazione dell’Efes, anzi era il Cska a confezionare un parziale di 15-0 che sembrava far scorrere i titoli di coda di un match senza storia. I turchi non capivano assolutamente come attaccare la difesa aggressiva dei russi, che alternavano show aggressivi a cambi sistematici. Come già accaduto nel primo quarto l’Efes riusciva a realizzare solo 2 punti nella metà iniziale di frazione, quando Micic provava a prendersi sulle spalle la squadra. Il serbo, però, poteva ben poco contro lo strapotere della capolista che volava via sul +25 (74-49 al 30′).

Nell’ultimo quarto, il più classico dei garbage time, il Cska non si limitava a portare a casa la vittoria ma continuava a infierire sull’Efes più brutto della stagione arrivando anche a sfiorare il +40.

CSKA MOSCA – ANADOLU EFES ISTANBUL 100-65 (20-13; 45-34; 74-49; 100-65 )

CSKA MOSCA: Khomenko 4, James 11, Hilliard 16, Ukhov 8, Antonov 7, Stelnieks 5, Voigtmann 7, Clyburn 22, Shengelia 8, Lopatin, Milutinov 12, Kurbanov. Coach: Itoudis.

ANADOLU EFES: Larkin 4, Beaubois 10, Singleton 5, Balbay, Gazi 3, Sanli, Moerman 3, Pleiss 2, Micic 14, Anderson 4, Dunston 13, Simon 7. Coach: Ataman.

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