EuroLega, 14ª giornata: Wilbekin sbaglia il tiro del pareggio sulla sirena, l’Asvel si aggiudica il posticipo

Una partita maschia e spettacolare quella andata in scena a Villeurbanne, con le due compagini che si sono date battaglia fino all’ultimo centesimo di secondo. Ennesima sconfitta “a fil di sirena” per un Maccabi, che perde di misura una partita che sembrava andata già da parecchio.

di Francesco Iorio

Si chiude a Villeurbanne la giornata numero 14 dell’Eurolega, con i padroni di casa dell’Asvel, reduci da tre sconfitte consecutive in altrettante trasferte, alla ricerca di quel pregevole ritmo che consentì non troppo tempo fa ai francesi di battere tra le mura amiche, consecutivamente, Panathinaikos e, soprattutto, la capolista Barcelona. Gli ospiti, un Maccabi che dopo l’inizio al di sotto delle aspettative, nelle ultime partite sembra aver messo apposto un po’ di cose che fino a qualche settimana fa non erano poi così chiare. Favori del pronostico che tendono in favore del team guidato da coach Sfairopoulos, ma esito della gara tutt’altro che scontato, specie se in campo c’è l’Asvel, specie in un’Eurolega più pazza che mai e senza fattore campo.

Quintetti iniziali

Asvel Villeurbanne: David Lighty; Aj Freeman; Antoine Diot; Guerschon Yabusele; Moustapha Fall

Maccabi Tel Aviv: Elijah Bryant; Scottie Wilbekin; Chris Jones; Angelo Caloiaro; Ante Zizic

Difese non attentissime condizionano un inizio gara dominato dagli attacchi che impongono un alto ritmo e approfittano di troppi buchi e pessime difese sui blocchi. A metà periodo sono già i punti messi a referto da Fall Wilbekin, al centro dei rispettivi giochi. Più continuo però l’Asvel, che con continui tagli e decisi 1 c 1 riesce a trovare più facilmente la via del canestro. Non è da meno comunque la fase offensiva di Tel Aviv, che fa valere la propria tendenza ad andare tutti al rimbalzo (prima nella lega per media a partita), oltre ad innescare facilmente i propri tiratori. I canestri dei neo entrati Dragan Bender da una parte (per lui 11 punti in soli 5 minuti fino ad ora) e Norris Cole dall’altra, mandano in archivio un primo quarto, offensivamente parlando, di pregevole fattura, chiuso sul punteggio di 30 a 24 per l’Asvel.

Non sembra, almeno inizialmente, cambiare la chiave di lettura della gara; ambedue gli attacchi continuano a macinare canestri,  in particolar modo i padroni di casa, che trovano 6 punti immediati dalla tripla di Strazel e dal gioco da 3 punti concretizzato da parte di Bako. Pian piano il Maccabi comincia a pagare una maggiore intensità che Villeurbanne inizia a mettere in campo anche dall’altra parte del parquet, iniziando pertanto a faticare e non poco in attacco con l’uscita di Wilbekin, toccando le 12 lunghezze di svantaggio sull’ennesimo gioco da 3 punti concesso agli avversari. Chiude il parziale una schiacciata di Othello Hunter, ma non sembra cambiare comunque l’inerzia, anche grazie al passaggio a zona da parte di Tj Parker, che continua a non dare punti di riferimento dopo la rivedibile difesa iniziale.  In visibile difficoltà, Sfairopoulos si affida a Wilbekin, che di prepotenza si guadagna 3 giri consecutivi in lunetta, mettendo a referto 5 punti che sembrano rimettere in partita la compagine israeliana; ma i due canestri in fila di Norris Cole ridanno ai suoi la doppia cifra di vantaggio, sulla quale si va al riposo lungo.

Getty images

In uscita dagli spogliatoi, è ancora l’Asvel a fare la partita, iniziando subito forte, sulla scia dello straordinario secondo quarto, con la tripla di Yabusele e il canestro di Fall. Il Maccabi invece si affida agli isolamenti, prima con Wilbekin, poi con Elijah Bryant che approfitta del vantaggio fisico per attaccare Norris Cole in post basso. Con la retina che si inizia a muovere più frequentemente, la squadra di coach Sfairopoulos alza anche il ritmo difensivo, costringendo gli avversari a 3 palle perse consecutive e ritornando così a soli 6 punti di distacco (55-49). Torna a segnare Villeurbanne con Lacombe, ma ormai i gialloblu sono rientrati in gara, stabilmente sulla soglia che oscilla dal -4 al -6. Tocca quota 11 punti personali Norris Cole sulla fine del quarto con 4 punti consecutivi, che danno 6 punti di vantaggio ai suoi, ma sulla sirena Wilbekin, entrato appositamente per l’ultimo possesso mette una tripla delle sue da nove metri, mandando così la partita all’ultimo mini riposo sul punteggio di 67 64. 

Continua il buon momento Norris Cole con una “lacrima” dal centro dell’area, inaugurando dopo un minuto l’ultimo periodo di gioco. Seguiranno ben tre falli in attacco consecutivi (Dorsey e Dibartolomeo da un lato, Bako dall’altro), prima del canestro di Bryant. Un pesantissimo impatto sul risultato finale della gara, si deve al rientro in gara di Amin Noua: per il francese, una tripla e un canestro dal post, che portano a 9 il suo bottino personale e soprattutto il vantaggio dei suoi. Il momento positivo dell’ala di Villeurbanne non si ferma ai 5 punti consecutivi, ma continua con l’anticipo decisivo su un passaggio split indirizzato a Wilbekin, che aprirà al contropiede Asvel chiuso dall’appoggio di Lighty. A 5 minuti dal termine la partita sembra in discesa per i padroni di casa, che devono però continuare a fare i conti con un Wilbekin che non ne vuole sapere di mollare; 7 i punti consecutivi che metterà a referto (25 totali fino ad ora), riportando il punteggio sul -2, firmando l’assist per la schiacciata di Hunter. Ancora una volta però, sarà la coppia Cole-Noua a reindirizzare di nuovo la gara in direzione Villeurbanne: prima un mid range dell’ex Avellino, poi un assist al bacio di quest’ultimo per uno scatenato Noua, rimettendo così preziosissimi punti di vantaggio ad un solo minuto dal termine. Non basta però per chiudere definitivamente i giochi: Angelo Caloiaro manda a bersaglio un pesantissimo gioco da 3 punti, rimettendo così un solo possesso di distacco tra le due. Cole sbaglierà il tiro successivo in uscita dal timeout e Wilbekin avrà due palloni decisivi per agguantare quantomeno il supplementare; nel primo tentativo scivola, rifugiandosi in una contesa che ridarà comunque palla al Maccabi, ancora il play di Tel Aviv l’indiziato per prendere il tiro sulla sirena, che però trova solo il primo ferro.

Col tiro sbagliato di Wilbekin si spengono anche le speranze di un Maccabi che ha combattuto fino alla sirena finale, non dando mai per scontato il risultato. l’Asvel ritrova la vittoria, con una prestazione solida ed energica, confermando quello di Villeurbanne come un campo difficilissimo da espugnare.

 

Tabellini:

Asvel Villeurbanne:

Maccabi Tel Aviv:

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