EuroLega, 15ª giornata: Milano domina, poi soffre, ma alla fine trionfa ancora a Istanbul

Partita dai due volti per gli uomini di Messina, che alla fine portano a casa una vittoria sofferta

di Stefano Bartolotta
milano punter messina

Seconda vittoria in tre giorni in quel di Istanbul per Milano, che nel primo tempo sembra poter ripetere la prova autoritaria contro il Fenerbahce, ma poi incappa in un terzo quarto disastroso e deve rialzare la testa per non far scappare irrimediabilmente l’Efes. Nel momento in cui non c’era più un domani, i leader del gruppo hanno fatto tutti qualcosa di importante, e questa è stata la chiave di volta della vittoria. L’Efes, infatti, si è appoggiato unicamente a Micic, che però è stato poco lucido nel finale, compresa la scelta di tirare da 3 per vincere quando il tiro non c’era proprio. Milano, invece, ha chiesto aiuto prima a Datome, poi a Delaney, poi a Shields e, infine, a Rodriguez e Punter, e tutti quanti hanno messo un mattoncino, soprattutto l’ex virtussino, anche se nessuno è stato perfetto e di errori che avrebbero potuto costare la partita ce ne sono stati.

Difficile capire cosa rimanga dopo una vittoria così, al di là del risultato in sé che è comunque sempre importante. Nella storia della pallacanestro si sono viste un’infinità di partite vinte da uno solo contro tutti, ma sarebbe stato inaccettabile perdere da un Efes così Micic dipendente. Dall’altro lato, però, non era facile rimettersi in partita dopo essere passati dal 29-46 al 65-59, e invece Milano l’ha fatto con un 4-13 finale che non va affatto sminuito, anche perché l’arbitraggio è stato tra i più casalinghi visti da molto tempo a questa parte.

Quintetto Efes: Beaubois, Moerman, Micic, Dunston, Simon
Quintetto Milano: Punter, LeDay, Micov, Tarczewski, Delaney

Milano cerca di bissare la vittoria di due giorni prima sullo stesso campo con tutti disponibili a roster, mentre l’Efes vuole riscattare la disfatta di Mosca. I padroni di casa iniziano attaccando coi propri esterni, che palleggiano fonte a canestro per costruirsi tiri in 1 vs 1, mentre Milano incappa in due perse di Delaney in altrettanti possessi. C’è poca intensità in campo, le due squadre sembrano voler giocare al risparmio viste le fatiche di soli due giorni prima. L’Efes inizia a cavalcare la fisicità di Dunston e ne fa le spese Tarczewski con due falli. La difesa di casa è molto aggressiva sul perimetro, anche quando la palla ce l’hanno i lunghi milanesi, ma Micov e Punter trovano gli spazi giusti per mantenere gli ospiti in partita. Purtroppo per i biancorossi, Beaubois è indemoniato su entrambi i lati del campo e da solo propizia il 15-10 di metà quarto. Milano non è malvagia, ma l’Efes sembra avere più voglia, e anche se perde qualche pallone in più, ci mette sempre tanto ardore agonistico, mentre l’Olimpia si lascia un po’ sovrastare dall’energia dei turchi. Hines e Shields, però, hanno altre idee, e il loro contributo dalla panchina suggerisce l’atteggiamento giusto ai compagni, con Datome che segue volentieri l’esempio. Solo nell’ultimo minuto e mezzo entra Larkin, ma Milano tiene il punto senza troppi problemi e il quarto si chiude sul 20-20.

Ataman usa poco la propria panchina al momento, mentre Messina continua a dare fiducia a chi non ha iniziato la gara, visto il rendimento. Dunston è il principale protagonista per i suoi in questa fase, e la sensazione è che, quando dovrà per forza riposare, Milano potrà approfittarne. Shields, in particolare, irride la difesa (per modo di dire) di Larkin più di una volta, e anche se in attacco il play statunitense rimedia ai propri buchi difensivi con una tripla e un fallo subito, è sempre Milano a menare le danze. Rodriguez è reattivo anche in difesa, e in attacco smazza assist al bacio, così Milano arriva al 24-31 ed è sempre più in controllo. La manovra dei padroni di casa è sempre più statica e priva di idee, e solo alcune giocate di talento individuale dei soliti Dunston e Beaubois evitano il tracollo ai turchi. Quando Punter propone, per la terza volta in stagione, un siderale 3+1, arriva un eloquente 28-40 e l’Efes sembra sempre più smarrito, mentre ancora Punter e Delaney segnano nuovamente da dietro l’arco per un impressionante 29-46. L’Efes prova a metterci un po’ di orgoglio, ma c’è tanta confusione e poca capacità di giocare di squadra, in attacco e in difesa. Si va all’intervallo lungo sul 31-46.

milano punter messina
Getty Images

Simon e Micic iniziano la ripresa con l’energia che l’Efes aveva mostrato solo nei primi 5’ e, aiutati da una difesa aggressiva, anche qui com’era successo solo in quei minuti iniziali, mettono insieme un 6-0 che potrebbe essere importante. Messina chiama subito Shields, memore di come, assieme a Hines, avesse aiutato Milano a girare la partita con il giusto atteggiamento, ma anche dopo il time out è sempre il duo Micic-Simon a dominare e, di colpo, Milano si ritrova in vantaggio di soli 5 punti dopo un inaspettato 12-0 interno per iniziare il quarto. Gli ospiti sono in caduta libera, subiscono anche la presenza di Dunston a rimbalzo offensivo, vanno in bonus con oltre 5’ da giocare nel quarto, permettono all’Efes di pareggiare, sempre senza aver segnato un solo punto, ma nel momento in cui il panico rischia di prendere il sopravvento, Rodriguez e Hines fanno quello che serve per interrompere l’emorragia. L’aggressività dell’Efes è feroce e Milano, come già successo in altre occasioni, è a dir poco intimidita e confusa. A prescindere da come andrà, questo è un altro brutto esempio di come Milano non sia capace mentalmente di gestire ampi vantaggi e si faccia intimidire troppo facilmente da avversari che semplicemente rifiutano di aver perso anche se vanno sotto di parecchio. L’Efes non sorpassa solo perché evidentemente ha messo troppa foga nei minuti del parzialone, ma Milano è ferma a 4 punti segnati in 9’. Nessuno sembra voler tirare, e tutti sembrano più interessati a lamentarsi per la difesa oltre il regolamento dell’Efes, il che ogni tanto è vero, ma non può essere una scusa per un crollo così. Il quarto termina sul 52-52, e tutto sta nel capire quante energie fisiche siano rimaste all’Efes e quante mentali ne abbia ancora Milano.

Ci vuole la leadership di Datome in una situazione così delicata, e Gigi risponde con due canestri importanti. Anche Delaney non può esimersi, e infatti segna un canestro difficile e poi recupera bene in difesa contro Larkin. Milano inizia il quarto con un importante 1-5, ma poi Delaney commette un evitabile antisportivo su Micic ed è il segnale che la squadra non è ancora tranquilla. Micic è sempre più devastante, e da solo confeziona un 7-0 che può davvero rappresentare un colpo troppo difficile da assorbire per gli ospiti. Infatti il vantaggio interno si dilata fino al 65-59 e ormai anche chi, tipo Singleton, sembrava fuori partita, si rianima e colpisce. L’unica speranza per gli ospiti è il bonus raggiunto prestissimo dall’Efes, e ovviamente che Micic torni umano prima o poi. Punter e Delaney, però, sbagliano dalla lunetta quando proprio non possono permetterselo, e anche Milano va in bonus con quasi 5’ da giocare. A questo punto ci vuole Rodriguez, anche perché l’Efes è quasi solo Micic, e infatti il Chacho prima segna, poi mette in ritmo Punter e poi segna ancora, per il nuovo vantaggio milanese ormai insperato sul 67-69 a 3’ dal termine. Punter colpisce ancora, e quando sbaglia, LeDay è pronto a rimbalzo offensivo, poi Shields difende bene su Simon, ma tutto ciò non si traduce in punti e l’Efes ha ancora la palla in mano sul 69-71 a 11” dal termine. Micic sbaglia a voler tirare da 3 per forza e a prescindere, sbaglia, e condanna la propria squadra alla sconfitta. Finisce 69-72.

ANADOLU EFES ISTANBUL – A|X OLIMPIA ARMINI EXCHENGE MILANO 69-72

TABELLINO EFES: Larkin 4, Beubois 13, Singleton 4, Balbay ne, Sanli ne, Moerman 6, Tuncer ne, Pleiss, Micic 20, Anderson 2, Dunston 11, Simon 9

TABELLINO MILANO: Punter 18, LeDay 8, Micov 4, Moraschini ne, Roll ne, Rodriguez 4, Tarczewski, Delaney 10, Shields 11, Brooks 2, hines 8, Datome 7

PARZIALI: 20-20, 11-26, 21-6, 17-20

PROGRESSIVI: 20-20, 31-46, 52-52, 69-72

BASKETINSIDE MVP: Kevin Punter

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