EuroLega, 16ª giornata: l’Olimpia Milano si sveglia troppo tardi e il Baskonia la batte con merito

Milano soffre terribilmente per 35′, poi piazza un incredibile 16-2 che riapre tutto, ma Henry è letale nel momento decisivo

di Stefano Bartolotta
baskonia henry ivanovic

Milano ha perso con uno scarto ridotto una partita in cui, in realtà, ha quasi sempre sofferto, non riuscendo a trovare ritmo in attacco e salvandosi da un naufragio nel punteggio solo grazie a una po’ di difesa e a qualche invenzione di Rodriguez. A un certo punto, però, il Baskonia era riuscito a prendere 16 punti di vantaggio, ovvero a concretizzare ciò che si era davvero visto sul campo, e sembrava che Milano potesse crollare definitivamente. Invece, gli uomini di Messina hanno tirato fuori l’orgoglio nel momento della disperazione, e hanno messo insieme un incredibile parziale di 16-2 che ha rimesso in gioco tutto. Sarebbe bastata un’ultima difesa per poi provare a pareggiare o vincere all’ultimo possesso, ma proprio in quel momento Henry ha trovato un 2+1 che ha messo fine alla contesa.

Proprio il play di Ivanovic merita la palma di MVP per essere salito di colpi nella ripresa e aver preso per mano la squadra, ma anche le finalizzazioni di Dragic e la solidità di Jekiri sono stati fattori importanti nella vittoria dei baschi. Milano, invece, come detto ha avuto tutti sottotono a parte Rodriguez, e non ha senso indorare la pillola solo per un parziale chiaramente figlio unicamente della disperazione: la prestazione della squadra è stata gravemente insufficiente.

Quintetto Milano: Punter, LeDay, Tarczewski, Delaney, Shields
Quintetto Baskonia: Jekiri, Henry, Sedekerskis, Dragic, Giedraitis

Milano cerca la terza vittoria consecutiva in EuroLega dovendo fare a meno di Micov, ed escludendo volontariamente Moraschini e Moretti. Gli uomini di Messina fanno girare poco palla all’inizio e sbagliano tiri presi dopo attacchi troppo statici, mentre gli ospiti corrono il più possibile e riescono subito a segnare con continuità (0-5). A difesa schierata, Milano pressa bene sul perimetro e costringe il Baskonia a due perse, ma in transizione i baschi sono letali. In attacco ci pensa Shields con un paio di belle penetrazioni a ricucire il gap iniziale, ma la sensazione è sempre quella per cui la squadra di casa fatica a far circolare efficacemente la palla. Per fortuna di Milano, più passano i minuti e più il Baskonia fatica a correre e, a difesa schierata, continua a perdere palloni (4 in altrettanti minuti). L’ingresso di Vildoza al posto di un Henry in confusione dà subito i frutti sperati, e gli ospiti si staccano sul 7-11, e, anche se perdono un altro pallone, continuano a farsi preferire a una Milano che litiga col canestro e non riesce proprio a trovare ritmo in attacco. Solo la difesa tiene i padroni di casa in partita, e, anche se sul tabellone il divario è ridotto, la sensazione è che Milano segni poco per demeriti propri e invece il Baskonia faccia fatica per merito di Milano. Quando succede così, prima o poi chi ha l’attacco migliore qualche punto in più lo segna, infatti gli ospiti arrivano sul 13-21 e chiudono il quarto sul 19-23 solo perché Datome e Rodriguez infilano due triple importanti. Gli ospiti, dal canto loro, sono abili a trovare Fall in posizione favorevole sotto canestro, sfruttando bene i continui cambi difensivi milanesi per passare la palla al proprio totem nei momenti giusti. C’è anche un dominio basco a rimbalzo (2-9) e negli assist (1-8).

In mancanza di un gioco corale, Milano ha bisogno della verve di Rodriguez, che non si tira indietro e mette bene in ritmo Datome, che ringrazia e segna ancora da 3. Il bello del basket, però, è che giocando insieme di solito si fa più strada di chi lo fa da solo, e infatti gli ospiti allungano ancora sul 22-28 e poi sul 24-32. I padroni di casa non hanno proprio alcuna capacità di crearsi buone situazioni grazie a un ipotetico gioco di squadra, che infatti non c’è e mai una mezza volta un giocatore si trova libero o con un mismatch favorevole grazie a un’altrettanto ipotetica e inesistente nella realtà manovra collettiva. È tutto un passarsi la palla e trovarsi sempre marcati bene fino a quando qualcuno deve pur provare a fare qualcosa, ma deve sempre muoversi in situazione di disagio. A un certo punto il punteggio è di 26-33 ma la valutazione statistica è di 15-46, prova di una chiara superiorità ospite che, però, continua a non concretizzarsi nella statistica più importante, ovvero i punti segnati. Milano riesce a non scendere mai sotto la singola cifra di svantaggio, poi, grazie quasi solo alle invenzioni del Chacho, va all’intervallo lungo sul 41-45, che è un affarone visto il 30-59 di valutazione statistica.

baskonia henry ivanovic
Getty Images

Milano prova a correre all’inizio della ripresa, ma è subito evidente che il ritmo alto favorisce il Baskonia. Solo un paio di invenzioni di Hines permettono ai padroni di casa di produrre punti, ma l’Olimpia si ritrova in un vicolo cieco per cui col ritmo lento è come se fosse in una palude, e con quello veloce il Baskonia è difficile da contenere. La doppia cifra di vantaggio esterno prima o poi deve arrivare, e in effetti arriva sul 45-55, con Henry che ha aggiustato la mira al tiro e colpisce senza pietà. Milano non crolla sempre per i soliti motivi, ovvero un po’ di difesa e un pochino di idee di Rodriguez in attacco, ma si è già visto che non può bastare, e i punti scritti sul tabellone non rispecchiano ciò che si vede in campo (sul 54-61, la valutazione statistica è ora di 35-84). Il quarto si chiude sul 57-63, e Milano è ancora in partita quando proprio non se lo meriterebbe.

Il Baskonia riporta subito il proprio vantaggio in doppia cifra, riesce a mantenerlo tale per diversi minuti, Milano è sempre più allo sbando e Messina tenta la carta della zona per provare a far stancare di meno i suoi, ma è proprio qui che io Baskonia trova i canestri giusti per aumentare ancora il divario (63-77). Milano è completamente cotta e non ce la fa davvero più, ma sul 63-79 gli uomini di Messina gettano il cuore oltre la stanchezza e la confusione di 1dee e mettono insieme un parziale di 16-2 che rimette tutto in gioco sul 79-81 a 40” dal termine. Henry, però, trova un 2+1 proprio quando serve a 11” dalla fine e 5 punti in così poco tempo sembrano troppi da poter recuperare. Infatti non succede più niente e la partita termina proprio sul 79-84.

A|X ARMANI EXCHENGE OLIMPIA MILANO – TD SYSTEMS BASKONIA VITORIA-GASTEIZ 79-84

TABELLINO MILANO: Punter 15, LeDay 7, Roll 2, Rodriguez 9, Tarczewski 4, Biligha ne, Cinciarini ne, Delaney 12, Shields 9, Brooks 2, Hines 8, Datome 11

TABELLINO BASKONIA: Raieste ne, Vildoza 7, Jekiri 12, Henry 15, Sedekerskis 5, Diop ne, Fall 10, Peters 8, Dragic 16, Giedraitis 11, Polonara ne, Kurucs ne

PARZIALI: 19-23, 22-22, 16-18, 22-21

PROGRESSIVI: 19-23, 41-45, 57-63, 79-84

BASKETINSIDE MVP: Pierria Henry

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