EuroLega, 19ª giornata: al Forum piovono triple e l’Olimpia Milano supera il Valencia

La mano bollente degli esterni milanesi da dietro l’arco trascina gli uomini di Messina a una vittoria importante in chiave playoff

di Stefano Bartolotta
olimpia milano datome messina

Dopo la bufera di neve che ha costretto l’Olimpia Milano a rientrare dalla Spagna ben 3 giorni dopo la gara di Madrid, Milano mette in atto una bufera di triple per avere la meglio su un Valencia che ha fatto il suo, ma che nulla poteva contro un 16/27 da dietro l’arco. Mai come stasera, la squadra guidata da Messina ha affidato il proprio destino al tiro pesante, senza riuscire a equilibrarlo con un gioco interno degno di questi livelli. La vittoria è arrivata, il vantaggio nello scontro diretto pure, dato che all’andata il Valencia aveva vinto di 5, ma non si può non rilevare che Milano ha avuto una e una sola arma efficace, e che non si può certo contare su una simile precisione nelle triple in normali circostanze. Senza un gioco interno come si deve, vittorie così sono solo effimere, per cui in questo caso va bene il risultato, ma il campanello d’allarme deve suonare comunque.

Datome ha trascinato i suoi con una prova stellare (27 punti, 6/8 da 3 e 26 di valutazione), con canestri anche importanti quando il Valencia sembrava sul punto di riaprire tutto, ovvero quando la percentuale da 3 era fisiologicamente calata. Importante anche il contributo di Delaney (i due hanno totalizzato un eloquente 10/14 dall’arco), mentre il Valencia è stato tenuto in piedi principalmente da Kalinic e Williams.

Quintetto Milano: Punter, LeDay, Moraschini, Tarczewski, Delaney
Quintetto Valencia: tobey, Kalinic, Vives, Williams, Sastre

Milano, rientrata dalla Spagna solo ieri per colpa della nevicata, prova a calarsi mentalmente in una gara delicata cercando di lasciarsi alle spalle lo stress dato dall’aver passato tre giorni a vagare per la penisola iberica. Il Valencia, invece, è a posto da questo punto di vista, ma deve subire l’assenza di Dubljevic. Gli ospiti iniziano con tree perse in altrettanti possessi, ed entrambe le squadre provano a giocare il più possibile nel pitturato, entrandoci con passaggi rapidi. Milano non approfitta degli errori avversari ma almeno subisce subito un paio di falli che possono essere utili in ottica bonus, e sul terzo sblocca il punteggio con Moraschini che realizza un 3+1. Il Valencia capisce che se non c’è spazio vicino al canestro, ce ne può essere dietro l’arco, e infatti spara due triple ben prese e le infila entrambe per il 6-6. Gli spagnoli non rinunciano, comunque, al piano originario, e alla lunga trovano il modo per colpire da dentro l’area, ma anche Milano si fa sentire proprio nel pitturato avversario, ed è importante per provare a prendere la supremazia dal punto di vista mentale. Gli attacchi hanno ormai ingranato, chiunque abbia la palla in mano si sente in fiducia e, se non fa canestro, quantomeno subisce fallo. Anche i tiratori giocano sicuri di sé perché sanno di avere i compagni sempre presenti a rimbalzo, ma, alla lunga, tutto ciò inizia a valere più per Milano che per il Valencia, così arriva il 15-9 a metà quarto, col bonus già esaurito per gli ospiti e Tobey già a 2 falli, aspetto importante visto che già manca Dubljevic. Sarebbe una situazione perfetta per un allungo dei padroni di casa, ma Labeyrie ha altre idee e riavvicina i suoi con un 5-0. Milano perde due palloni in modo molto ingenuo, forza le manovre vicino a canestro solo perché in teoria sarebbe ciò che si deve fare, ma poi il campo può sempre dirti cose diverse e, a questo livello, bisogna saperle ascoltare, così gli ospiti possono correre come va bene a loro e il quarto si chiude sul 21-20 solo grazie a un paio di errori gratuiti valenciani nell’ultimo minuto.

Ci vuole una fiammata di qualcuno dei leader, da una parte o dall’altra, per spezzare l’equilibrio. Se ne incarica Datome che porta i suoi sul 27-20, anche sfruttando la marcatura dell’inesperto Pradilla. Il Valencia appare in bambola, esce malissimo anche dal time out, subisce la pressione della difesa milanese sul perimetro, sbaglia anche canestri già fatti proprio perché chi tira si sente comunque assediato, mentre dall’altra parte Milano segna tranquilla, grazie alla spinta psicologica data dall’ottima difesa. Datome la mette anche dal parcheggio del Forum per il 34-22, Messina prova a mettere ulteriori tarli nelle menti avversarie con la zona, così arriva il 37-22 grazie a un Rodriguez che ha sentito la musica del party al piano di sotto e non può certo non suonare il campanello ed entrare nell’appartamento da par suo. Van Rossom, già letale all’andata, prova a tamponare l’emorragia, e Milano si sente troppo sicura, perdendo malamente due palloni che fanno avvicinare gli ospiti sul 40-29. I padroni di casa godono di un irreale 9/11 da 3 punti, così gli ospiti mettono, a loro volta, pressione sul perimetro in difesa, ma più che altro sono bravi a trovare in attacco quei punti che permettono loro di non crollare definitivamente, perché in difesa possono un po’ contenere ma non ce la fanno a bloccare Milano del tutto. Si arriva all’intervallo lungo sul 54-36, massimo vantaggio milanese, ma poteva anche andare peggio al Valencia visto l’incredibile 10/13 milanese da 3.

olimpia milano datome messina
Getty Images

In realtà, evidentemente, il Valencia si è lasciato deprimere dal punteggio, perché Milano giunge rapidamente sul 62-38 e sembra, ora sì, avere già la partita in mano. L’Olimpia prova a gestire e a trovare altri spazi sul perimetro per far passare il tempo e per sfruttare la mano calda da dietro l’arco. La percentuale, però, cala un po’, gli ospiti recuperano qualche punto e, a metà quarto, sono sul -17 (65-48), che in sé sarebbe ancora un divario solido per Milano, ma si sa che, a questi livelli, ci vuole un attimo a scatenare un parziale, e Milano ha già subito rimonte importanti in questa stagione, soprattutto in casa. Gli uomini di Messina, comunque, non riescono a trovare reali alternative al tiro pesante, per cui vivono o muoiono a seconda di quanto segnano dai 6,75. Brooks trova una conclusione dalla media importante proprio per convincersi che non esistono solo le triple, ma la verità è che, in 8 minuti, Milano ha tirato 8 volte da 3 e solo 6 da 2. Il Valencia, invece, ha un attacco più equilibrato e si prende meglio i tiri, così si arriva al termine del terzo quarto sul 76-60, che, ripetiamo, è un bel vantaggio, ma se si pensa che di punti di differenza ce n’erano 24 e non i 16 di ora, è chiaro che l’inerzia è dalla parte del Valencia.

Infatti, Milano si carica subito di falli all’inizio dell’ultimo quarto, e si sa che finire in bonus è il modo migliore per far segnare gli avversari senza far scorrere il cronometro, e poi il parziale è di 0-5, che può davvero essere l’inizio della fine. Non esiste il gioco interno per Milano, e sempre di più, o i biancorossi segnano da 3, oppure sono morti. Il parziale si estende fino a 0-9, mancano ancora 7 minuti e Milano può solo sperare che entrino i tiri da fuori. Certo, qualche canestro da 2 arriva, ma è decisamente estemporaneo, e infatti un punto di svolta può essere rappresentato da una tripla di Delaney per il +12 sull’81-69. Anche Punter deve ricorrere al tiro pesante, e lo mette, ma davvero, è la sola e unica arma milanese stasera. Il Valencia sembra definitivamente tramortito sull’86-71 a 5’ dal termine, non contiene più le penetrazioni dell’Olimpia Milano e gli uomini di Messina ringraziano e non corrono più rischi fino al 95-80 finale.

A|X ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO – VALENCIA BASKET 95-80

OLIMPIA MILANO: Punter 14, LeDay 15, Moraschini 4, Roll 5, Rodriguez 3, Tarczewski 2, Biligh ne, Cinciarini ne, Delaney 17, Brooks 2, Hines 6, Datome 27

VALENCIA: Prepelic 12, Pradilla, Puerto ne, Labeyrie 7, Van rossom 6, Tobey 7, Kalinici 15, Vives 6, San Emeterio 4, Williams 17, Hermannsson 2, Sastre 4

PARZIALI: 21-20, 33-16, 22-24, 19-20

PROGRESSIVI: 21-20, 54-36, 76-60, 95-80

BASKETINSIDE MVP: Luigi Datome dell’Olimpia Milano.

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