EuroLega 2016/17: AAA padrone cercasi. O forse no?

A due mesi dalla fine della RS, i giochi in EuroLega sono ancora tutti aperti. E gli organizzatori vedono crescere l’appeal della competizione.

di Carlo Della Marianna

Il 21° turno di EuroLega va archivio facendo annoverare il primo avvicendamento in vetta alla classifica: con la sconfitta di Istanbul per mano del Fenerbahce, infatti, il CSKA Mosca ammaina la bandiera e si accoda alle spalle del lanciatissimo Real Madrid, giunto alla sua settima vittoria consecutiva nel derby spagnolo contro il Baskonia.

Il cambio della guardia in vetta è solo l’ultimo degli indizi a supporto di una tesi in decisa controtendenza rispetto al recente passato: l’EuroLega 2016/17 non ha ancora trovato il proprio padrone. L’aura di invincibilità che ha accompagnato le cavalcate del CSKA Mosca la scorsa stagione ed il Real Madrid in quella precedente non si trova ad oggi in nessuna delle squadre di vertice.

Il Real Madrid capolista (16-5) è oggi accreditata come la formazione più in forma del momento, come dimostrato dalle sette vittorie consecutive. La crescita esponenziale di quel fenomeno chiamato Luka Doncic e la clutch-mentality di Llull sono le ragioni che più fanno sognare i tifosi Blancos. Tuttavia, le recenti vittorie contro una rediviva Olimpia ed il sempre ostico Bamberg (magia di Llull sulla sirena) hanno dimostrato come la squadra di Laso non sia – ancora – al livello dell’ottovolante schiacciasassi dell’edizione 2014/15.

Alle spalle degli spagnoli troviamo la coppia formata da CSKA Mosca e Olympiacos (15-6). I campioni in carica si trovano ad inseguire in classifica per la prima volta in questa stagione: le ultime 8 partite vedono uno score di 3-5 e forse non è un caso che in 7 di queste 8 partite coach Itoudis abbia dovuto fare a meno di uno tra Nando De Colo e Milos Teodosic. Con la coppia d’assi a disposizione, nella prima parte di stagione i russi hanno colto 12 vittorie a fronte di sole 2 sconfitte, mettendo sul parquet un basket di rara bellezza alle latitudini europee.

A pari merito con i russi troviamo l’Olympiacos di V-Span: senza dare nell’occhio (in pieno stile Olympiacos), dopo un avvio difficile la squadra del Pireo ha conquistato 10 vittorie nelle ultime 12 partite disputate, grazie alla seconda miglior difesa del torneo. Il passo falso contro Milano è stato riscattato con le due vittorie contro Bamberg e Unics Kazan, ma l’esame di maturità per i biancorossi sarà il finale di stagione: all’orizzonte ci sono gli scontri diretti contro Real, CSKA e Fenerbahce, oltre a molti altri incroci insidiosi contro squadre impegnate nella lotta Playoffs.

Uno scalino più in basso troviamo l’altra finalista della scorsa stagione, il Fenerbahce di Gigi Datome e Zeliko Obradovic (14-7). Il capitano della nazionale è la cartina tornasole dei turchi: ad una prima parte di stagione piena di difficoltà, Gigione ha fatto seguire un riscatto da 15 pt di media nelle ultime sei gare, chiuse con una sola sconfitta. Con il roster al completo, Zoc ha ritrovato la continuità di risultati minata dagli infortuni dei vari Bogdanovic, Vesely e Udoh e si candida a scalare ulteriormente la classifica, complice un calendario sulla carta più agevole delle dirette rivali.

Dietro le “Fab Four” lo scenario si allarga a realtà estremamente differenti tra di loro. Con il budget più basso e la miglior difesa del torneo, la Stella Rossa (12-9) è la vera sorpresa di questa stagione. Il Panathinaikos del dopo Diamantidis non impressiona (12-9), così come non impressiona l’Efes di Perasovic (10-11), finora incapace di ricreare sul Bosforo il “miracolo Baskonia” della scorsa stagione. Proprio i baschi (12-9) si stanno assestando come seconda forza di Spagna, data la debacle del Barcellona flagellato dagli infortuni (8-13). Zalgiris (9-12) e Bamberg (8-13) cercano un posto al tavolo delle grandi, con i tedeschi di Trinchieri a recriminare per le tante sconfitte di misura.

Il ricco e debuttante Darussafaka di David Blatt (10-11) punta ai Playoffs per giustificare la “wild card” ricevuta dall’organizzazione, mentre la grande decaduta Maccabi Tel Aviv – al quarto allenatore stagionale – arranca nelle retrovie insieme a Unics Kazan, Milano (7-14) e Galatasaray (6-15).

Il format della nuova EuroLega, girone unico da 16 squadre con andata e ritorno, incontra consensi crescenti da parte del pubblico. Ad incrementare ulteriormente l’interesse verso la competizione vi è poi la classifica corta: tra capolista e fanalino di coda ci sono “solo” 10 vittorie di differenza e i colpi di scena sono all’ordine del giorno: gli sgambetti di Milano all’Olympiacos – stagione di rimpianti per i meneghini – e del Galatasaray al Fenerbahce sono solo gli ultimi di una lunga serie di “upset”. Scongiurato il pericolo “tanking”, che molti – compreso chi scrive – avevano paventato ad inizio stagione, ciò che emerge a due mesi dalla fine della Regular Season è una competizione viva e contendibile, requisiti essenziali per attrarre un numero crescente di pubblico e capitali. Il maxi investimento di IMG (360 M€) annunciato nel novembre 2015 da Jordi Bertomeu, CEO di Euroleague Basketball, comincia quindi a produrre i suoi frutti: più partite di RS (30 contro le 24 del format precedente), incroci assicurati tra tutte le big del panorama europeo, ingresso di importanti sponsor nel campo (su tutti il potente Dogus Group). E allora… serve davvero un padrone a questa EuroLega?

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