Eurolega, 20ª giornata: un’Olimpia Milano lucida e composta ha la meglio sull’Alba Berlino

Dopo un pessimo primo quarto, gli uomini di Messina allungano nel secondo grazie alle triple, e nel secondo tempo tengono a bada un avversario orgoglioso ma discontinuo

di Stefano Bartolotta
olimpia milano hines messina

Milano conclude al meglio questo doppio turno in EuroLega con una bella vittoria in quel di Berlino. Non è stata una partita per gli esteti della palla al cesto, ma una battaglia fatta di agonismo e equilibri mentali. Gli uomini di Messina hanno avuto il merito di riprendersi da un primo quarto orribile, di allungare nel secondo e di mantenersi lucidi e composti nel secondo tempo.

Una prova di squadra incoraggiante dal punto di vista dell’attitudine, e per una volta i discorsi sul gioco in sé possono essere lasciati da parte. Serviva una prestazione di questo tipo qui a Berlino, ed è arrivata, in barba alle difficoltà proprio dal punto di vista dell’intensità mentale che Milano ha avuto più di una volta in questa stagione. È probabilmente troppo presto per stabilire se le suddette difficoltà siano definitivamente alle spalle, ma intanto una vittoria così aiuta sicuramente.

Difficile stabilire un MVP in una prova così di squadra. Scegliamo Hines sia per la valutazione più alta, sia perché è sicuramente il giocatore che incarna al meglio ciò che ha fatto vedere Milano stasera. Punter, LeDay e Datome hanno maggiormente contribuito in termini di punti, ma bene davvero tutti per il lavoro complessivo.

Quintetto Alba: Mattisseck, Fontecchio, Thiemann, Granger, Lammers
Quintetto Milano: Punter, LeDay, Moraschini, Tarczewski, Delaney

Dopo aver segnato una marea di triple contro il Valencia solo due giorni prima, Milano inaugura questa gara berlinese con un’altra tripla, di Delaney, ma anche Granger colpisce da lontano e, in generale, l’Alba inizia meglio visto che, dopo la tripla iniziale, fa perdere due palloni a Milano e la costringe spesso a manovrare sul perimetro con una circolazione lenta e faticosa. I padroni di casa, invece, riescono più spesso a giocare vicino a canestro, e, seppur non perfetti, riescono almeno a essere pericolosi in più zone del campo. C’è equilibrio nel punteggio dopo i primi minuti (8-6 dopo 4’), ma i berlinesi piacciono di più mentre Milano è sempre più macchinosa e dipendente dal tiro da fuori, che non entra (1/4) e per via di questi continui errori, l’Alba aumenta il vantaggio (10-6). L’Olimpia è semplicemente inguardabile e continua a perdere terreno (13-6) segnando l’ottavo punto solo grazie a un auto canestro dell’ex Fontecchio. Anche ai liberi è un vero disastro (2/5) e non si tratta solo di errori al tiro, ma proprio di un gioco di livello infimo. Si vede davvero ogni tipo di nefandezze da parte degli uomini di Messina, errori da autentici principianti e non da giocatori ben pagati e esperti. Il quarto finisce 18-13, dopo un massimo vantaggio interno di 18-9, e il risultato finale va strettissimo ai padroni di casa, o meglio va larghissimo agli ospiti, graziati da non si sa quale divinità nell’essere sotto solo di 5 dopo aver giocato così male.

Milano, piuttosto che giocare ancora così, abbraccia l’idea di dover dipendere da questo benedetto e maledetto tiro da 3, così riesce a far circolare la palla molto meglio e piazza un parziale di 0-8 per il 18-21. L’Alba, dal canto suo, non è nelle zone basse della classifica per caso, e in effetti lo dimostra in questo inizio di secondo quarto. L’olimpia continua a far piovere triple, ma l’Alba, squadra discontinua per antonomasia, ora è nel momento buono, e reagisce con un 7-0 per il 25-23. La partita continua sulla stessa falsariga: Milano che tira solo da fuori, e segna spesso, e l’Alba che impersona Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Dal 18-23 si è passati al 25-23 e successivamente al 25-34, in una gara indecifrabile tra due squadre che hanno chiari limiti, per colpa dei quali lo spettatore non può farsi la minima idea di cosa potrà succedere. Gli ospiti sfruttano bene alcuni rimbalzi offensivi per mantenere, finalmente, il vantaggio, che rimane di 9 punti sul 30-39 negli ultimi 2’ prima dell’intervallo lungo. Si va negli spogliatoi con il punteggio di 34-42.

olimpia milano hines messina
Getty Images

Nei primi minuti della ripresa il divario tra le due squadre rimane sostanzialmente invariato, con Milano che continua a colpire principalmente da 3 e l’Alba che alterna cose buone a errori evitabili. Due triple di Punter danno agli ospiti la doppia cifra di vantaggio per la prima volta (41-53) ma per la maggior parte del tempo la distanza tra le due squadre rimane di 8 o 9 punti. Non c’è davvero niente da raccontare che sia diverso da quanto è già stato detto: così è questa partita e non sembra che possa cambiare molto facilmente. L’unica cosa che si può dire è che si difende sempre meno e, di conseguenza, si segna con più frequenza e facilità: in poco più di 6’ il parziale è addirittura di 16-18. L’Alba fa pressing a tutto campo e in effetti mette un po’ in difficoltà gli avversari, e prova anche a correre il più possibile appena ce n’è l’opportunità, ma Milano mantiene quel minimo di compostezza che serve e non si fa travolgere da questa foga degli avversari. Non è esattamente una prestazione scintillante per gli uomini di Messina, ma l’importante è il punteggio, e quello continua ad arridere ai biancorossi. Schneider trova una tripla per avvicinare i suoi a -6 (56-62) ma anche in questo caso, i giocatori dell’Olimpia non si scompongono e chiudono il quarto sul 56-64, ovvero con gli stessi 8 punti di vantaggio della fine del primo tempo.

Milano cerca di mantenere lucidità e compostezza anche all’inizio dell’ultimo quarto, mentre l’Alba somiglia sempre più a un lottatore che, non sapendo bene cosa fare, la mette sul puro agonismo. Moraschini è protagonista in attacco, prima con una tripla e poi con una gran penetrazione in cui subisce fallo, ma poi sbaglia i due liberi e non permette ai suoi di allungare ulteriormente, opportunità che si era creata anche grazie a una splendida stoppata di Brooks su Thiemann. Milano ha la colpa di non mettere le mani sulla partita, e 10-12 punti non possono essere considerati sufficienti contro una squadra così orgogliosa come l’Alba. A 4’ dal termine, il vantaggio esterno è ancora di 13 (62-75) e i padroni di casa hanno bisogno di produrre il massimo sforzo. Invece è ormai evidente che le energie, sia fisiche che mentali, sono finite per l’Alba, e Milano può quindi gestire senza rischi i minuti finali. Finisce 70-84.

ALBA BERLINO – A|X ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO 70-84

TABELLINO ALBA: Lo 8, Siva 8, Delow ne, Mattisseck, Schneider 8, Nikic ne, Olinde, Fontecchio 2, Thiemann 2, Granger 16, sikma 8, Lammers 18

TABELLINO MILANO: Punter 14, LeDay 16, Moretti, Moraschini 3, Roll 8, Rodriguez 4, Tarczewski 3, Biligha 2, Delaney 5, Brooks 3, Hines 13, Datome 14

PARZIALI: 18-13, 16-29, 22-22, 14-20

PROGRESSIVI: 18-13, 34-42, 56-64, 70-84

BASKETINSIDE MVP: Kyle Hines

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